Sara Curtis riscrive la storia: 26”56, oro europeo e record del mondo
L’azzurra domina la finale di Saint-Denis e firma il nuovo primato mondiale in 26”56, che record!
Sara Curtis ha trasformato i 50 dorso degli Europei di Parigi in una pagina storica per il nuoto italiano. L’azzurra ha conquistato la medaglia d’oro a Saint-Denis con il tempo di 26”56, migliorando il record del mondo che apparteneva all’australiana Kaylee McKeown, ferma a 26”86 dal 2023. Una prestazione netta, costruita su una partenza efficace e su una seconda parte di gara senza cali, che le ha permesso di chiudere davanti alla francese Mary-Ambre Moluh e alla britannica Lauren Cox.

Sara Curtis ha trasformato i 50 dorso degli Europei di Parigi in una pagina storica per il nuoto italiano.
Il margine sul traguardo racconta la qualità della finale: Moluh ha chiuso seconda in 27”06, a mezzo secondo dall’italiana, mentre Cox ha completato il podio in 27”15. Quarta la neerlandese Marrit Steenbergen in 27”16, appena una centesima oltre il bronzo. La distanza tra Curtis e le inseguitrici è stata quindi molto più ampia di quella che ha separato il terzo e il quarto posto, in una gara segnata da due gerarchie differenti.
Europei di Parigi, finale 50 dorso donne
| Posizione | Nuotatrice | Tempo |
|---|---|---|
| 1 | Sara Curtis (Italia) | 26”56 – record del mondo |
| 2 | Mary-Ambre Moluh (Francia) | 27”06 |
| 3 | Lauren Cox (Gran Bretagna) | 27”15 |
| 4 | Marrit Steenbergen (Paesi Bassi) | 27”16 |
Il record non è arrivato soltanto nella finale. Curtis aveva già lasciato il segno in semifinale, nuotando in 26”63 e abbassando di oltre due decimi il precedente limite mondiale. Nella gara per le medaglie, però, l’azzurra è riuscita a spingersi ancora più avanti, togliendo altri sette centesimi al primato e completando una doppia accelerazione nello stesso pomeriggio.
Dal record europeo alla vetta mondiale
Per Curtis è la terza medaglia conquistata nella rassegna continentale di Parigi. Prima dell’oro nei 50 dorso erano arrivati il bronzo nei 100 stile libero e l’argento nella staffetta 4×100 stile libero. Il titolo individuale e il record del mondo cambiano però il peso della sua spedizione: l’azzurra non è più soltanto una velocista in crescita, ma diventa il riferimento della specialità sulla distanza più breve del dorso.
Il risultato arriva dopo una stagione che aveva già mostrato la sua evoluzione tecnica. Al Trofeo Settecolli, il 26 giugno 2026, Curtis aveva portato il record europeo dei 50 dorso a 27”07, vincendo la finale davanti a Costanza Cocconcelli, seconda in 27”87. Quel tempo aveva confermato la sua competitività internazionale, ma il passaggio da primato continentale a record mondiale è avvenuto a Parigi con una prestazione molto più veloce.
La crescita è stata accompagnata anche da risultati di rilievo nello stile libero. Sempre al Settecolli, Curtis aveva fissato il record italiano dei 100 stile libero in 52”69, diventando la prima nuotatrice azzurra a scendere sotto il muro dei 53 secondi. Due giorni più tardi aveva migliorato anche il primato nazionale dei 50 stile libero, portandolo a 24”09. Il quadro è quello di una velocista completa, capace di trasferire velocità e qualità di partenza tra discipline diverse.
Dopo la gara, Curtis ha raccontato tutta la sorpresa per un risultato arrivato in una finale già resa speciale dal record ottenuto in semifinale: “Ci sono riuscita, è assurdo”. L’azzurra ha anche espresso il desiderio di vedere i propri genitori sul podio. Sono parole che accompagnano una serata di forte impatto emotivo, ma il dato tecnico resta il centro della prestazione: 26”56, oro europeo e nuovo limite assoluto della distanza.
La finale perfetta di Curtis
A 19 anni, Curtis diventa così la nuova primatista mondiale dei 50 dorso e firma il risultato più importante della sua carriera nella vasca lunga. Il prossimo riferimento sarà la parte conclusiva degli Europei di Parigi, in programma fino al 16 agosto, con l’Italia chiamata a capitalizzare il momento della sua velocista dopo una gara che ha unito qualifica, gestione dello sforzo e velocità pura.
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