Suzuki GSX-10R, in auge il motore K5 che torna carenato: 152 CV e una nuova sportiva stradale
Presentata a EICMA 2026, la GSX-10R riprende il motore K5 da 152 CV e introduce una ciclistica dedicata, senza sostituire la GSX-R1000R.
Suzuki ha presentato a EICMA 2026 la GSX-10R, una nuova sportiva carenata che riporta in primo piano il motore K5. Il modello affianca la GSX-R1000R, senza prenderne il posto: la casa lo colloca come un’alternativa meno estrema, pensata per trasferire il carattere sportivo anche nell’uso stradale.

Suzuki GSX-10R 2026: motore K5, 152 CV e caratteristiche
La formula parte dalla GSX-S1000, ma ne cambia assetto e veste: arrivano carena, semimanubri, pedane arretrate e alette aerodinamiche. Suzuki dichiara che il triangolo di guida è identico a quello della GSX-R1000R; la destinazione, però, è più ampia, dal tragitto quotidiano ai viaggi del fine settimana. Il progetto richiama la precedente GSX-S1000F, con un’impostazione dichiaratamente più sportiva e orientata anche al circuito.
Il quattro cilindri in linea raffreddato a liquido ha una cilindrata di 999 cm³, con alesaggio di 73,4 mm e corsa di 59 mm. Deriva dall’architettura della GSX-R1000 del 2005 e sviluppa 152 CV a 11.000 giri/min, con una coppia massima di 106 Nm a 9.250 giri/min: una potenza pari a quella della GSX-S1000 GT. Il K5 è impiegato da dieci anni sulla GSX-S1000 e sulle derivate GT e GX. Sulla GSX-10R è stato aggiornato per rispettare la normativa Euro 5+, con modifiche che riguardano anche passaggi dell’olio, catena di distribuzione e valvole di scarico; Suzuki indica inoltre interventi per aumentare durata e affidabilità e ridurre il rumore. La trasmissione comprende la frizione assistita e antisaltellamento SCAS e uno scarico compatto 4-2-1.
La ciclistica è stata rivista per differenziare la GSX-10R dalla naked. Il telaio resta una doppia trave in alluminio, ma l’offset delle piastre di sterzo scende da 35 a 30 mm; nuovi sono il forcellone in alluminio, il telaietto posteriore e le pedane, rialzate e arretrate. L’angolo di piega dichiarato arriva a 53 gradi, contro i 48 della GSX-S1000; contribuisce anche il disegno del copri-scarico. Le sospensioni KYB prevedono una forcella rovesciata da 43 mm, regolabile, e un mono con leveraggio progressivo: al posteriore si regolano precarico, estensione e compressione separata per alte e basse velocità. L’impianto frenante adotta pinze radiali Brembo e dischi dedicati; la pompa anteriore è radiale. Di serie ci sono pneumatici Bridgestone Battlax Hypersport S23, nelle misure 120/70 davanti e 190/55 dietro, e un ammortizzatore di sterzo a controllo elettronico.
Il pacchetto SIRS riunisce 15 sistemi di assistenza, gestiti da una piattaforma inerziale IMU a sei assi. Tra le funzioni di rilievo c’è lo Slide Control: rileva lo slittamento laterale del posteriore in curva e ne gestisce la fase iniziale, lasciando al controllo di trazione il compito di intervenire se la scivolata diventa eccessiva. Suzuki sostiene che il sistema consente anche di provocare una derapata controllata per chiudere la traiettoria. Il Roll Torque Control riduce la coppia in funzione dell’angolo di piega. La dotazione comprende inoltre controllo di trazione e anti-impennata, launch control, ABS cornering, quickshifter bidirezionale, assistenza ai bassi regimi e freno motore regolabile su tre livelli, con anti-bloccaggio in scalata. Le tre mappe A, B e C mantengono la stessa potenza massima ma cambiano l’erogazione; sono presenti anche cruise control, limitatore di velocità e un sistema di controllo della velocità in curva. Il Brake Hold Control mantiene la pressione sul freno posteriore per circa 30 secondi dopo l’arresto e può aiutare nelle ripartenze in pendenza; secondo Suzuki, funziona anche in piano e in discesa.
La GSX-10R pesa 214 kg in ordine di marcia e ha un interasse di 1.455 mm. Il serbatoio da 18 litri ha una capacità superiore di due litri rispetto a quello della GSX-R1000R e inferiore di un litro rispetto a quello della GSX-S1000 GT; la forma integra un incavo che sostiene il casco e facilita l’appoggio delle ginocchia. La sella è a 810 mm da terra, con imbottitura più morbida e profilo piatto per agevolare i movimenti in piega; quella del passeggero è separata e sotto di essa c’è un piccolo vano. La carena comprende un parabrezza studiato per il comfort in posizione raccolta, mentre le alette anteriori sono state sviluppate in galleria del vento. Suzuki le destina a stabilizzare l’anteriore in uscita di curva senza appesantire lo sterzo. È disponibile anche un codino monoposto con ulteriori appendici aerodinamiche.
La strumentazione è un TFT a colori e integra la connettività Suzuki Ride Connect+, con navigazione, meteo e notifiche; è presente una presa USB-C. Gli indicatori di direzione proiettano luce a terra quando la moto è ferma. Le livree sono tre: blu e argento, rosso e grigio, grigio e nero; in tutte, la “R” del logo è rossa, richiamo alla famiglia GSX-R. La GSX-10R si distingue comunque dalla GSX-R1000R anche nel nome: non è la versione più recente della supersportiva, ma un modello separato.
Suzuki ha annunciato l’avvio progressivo delle vendite della GSX-10R in vari Paesi a partire dall’estate 2027. Il prezzo per il mercato italiano non è stato comunicato; il programma riguarda le vendite internazionali e non precisa una data specifica per l’Italia.
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