Olimpiadi 2036

Olimpiadi 2036, sette Paesi interessati: Italia assente

Scritto da Federica Cavalera, 4 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 2 minuti

Sette Paesi hanno depositato una manifestazione d’interesse per i Giochi del 2036, ma i dossier sulle sedi sono ancora da definire e l’Italia è fuori.

La prima lista per le Olimpiadi estive del 2036 conta sette Paesi: Germania, Ungheria, India, Qatar, Corea del Sud, Sudafrica e Turchia. Ognuno ha depositato una manifestazione d’interesse attraverso il proprio comitato olimpico nazionale. L’Italia non compare tra i Paesi rimasti in lizza.

Olimpiadi 2036: i sette Paesi interessati e l’assenza dell’Italia

Olimpiadi 2036: i sette Paesi interessati e l’assenza dell’Italia

La finestra formale iniziale si è chiusa alla fine di ottobre, mentre il percorso verso l’assegnazione è appena cominciato. Una prima scrematura è attesa per marzo 2027; la scelta definitiva spetterà al Comitato olimpico internazionale nel 2029, attraverso il voto dei suoi membri. Nel frattempo sono in programma i Giochi estivi di Los Angeles 2028 e Brisbane 2032: il 2036 è l’edizione successiva, ma la lista attuale non va confusa con una serie di candidature già complete.

Nel gruppo, soltanto Germania e Corea del Sud hanno già ospitato un’Olimpiade. Il comitato tedesco intende proporre Monaco di Baviera, collegando il progetto alla storia olimpica della città e del Paese: i Giochi del 1972, organizzati dall’allora Germania Ovest, e quelli del 1936. Per Ungheria, India, Qatar, Sudafrica e Turchia, invece, sarebbe la prima esperienza da Paese ospitante.

Anche la Corea del Sud guarda a un ritorno olimpico: ha già ospitato i Giochi estivi a Seul nel 1988 e quelli invernali a Pyeongchang nel 2018. Per il 2036 i piani organizzativi si concentrano nell’area di Jeonju, città a circa 200 chilometri a sud della capitale. È un’indicazione di area, non ancora un dossier dettagliato della sede.

Per le singole città non sono stati diffusi dossier ufficiali dettagliati. I piani preliminari sembrano tuttavia seguire la tendenza verso Olimpiadi diffuse: gare e infrastrutture distribuite su territori ampi o su più aree urbane, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità economica e logistica. L’assenza italiana è un dato rilevante della fase iniziale, ma non basta a misurare un divario competitivo: la lista registra manifestazioni d’interesse, non progetti già definiti.

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