Vinícius, il rinnovo c’è, però Mourinho aspetta il suo “ritorno” vero in campo
Il Real Madrid ha prolungato il contratto di Vinícius fino al 2032. Mourinho riconosce che l’attaccante non è al massimo e apprezza il suo lavoro.
Vinícius Júnior resterà legato al Real Madrid fino al 30 giugno 2032. Il club ha ufficializzato il prolungamento del contratto, definendo il futuro del brasiliano a lungo termine.

Vinícius al Real Madrid: rinnovo fino al 2032 e il sostegno di Mourinho
Il rinnovo non cancella il tema del rendimento. José Mourinho ha riconosciuto che Vinícius «non è al massimo» e che il giocatore ne è consapevole; ha aggiunto che sta lavorando più che mai per tornare a essere uno che decide e vince le partite. Il tecnico ha ribadito di avere rispetto per lui.
Il comunicato del Real Madrid inquadra il peso del brasiliano nel ciclo recente: in otto stagioni con la maglia blanca ha giocato 375 partite, segnato 128 gol e vinto 14 titoli. Nel palmarès figurano due Champions League, tre Mondiali per club, due Supercoppe UEFA, tre campionati spagnoli, una Coppa del Re e tre Supercoppe di Spagna.
Dopo il mondiale, l’attaccante brasiliano sta attraversando un periodo complicato, caratterizzato da una produzione offensiva ridotta, minore incisività nei duelli individuali e la crescente pressione attorno alle sue prestazioni.
Il bilancio aggiornato al 5 novembre parla di appena un gol e tre assist in dodici presenze ufficiali con la formazione spagnola. Numeri che evidenziano una differenza significativa rispetto al rendimento mostrato durante la Coppa del Mondo, quando il ventiseienne era tornato a essere uno dei principali riferimenti offensivi della Seleção.
Un rendimento che non significa necessariamente aver perso definitivamente le proprie qualità, ma che testimonia una difficoltà concreta nel trasformare le iniziative offensive in occasioni decisive.
Non è soltanto una questione di gol: Vinicius dribbla molto meno
L’aspetto più significativo della flessione riguarda probabilmente la capacità di saltare l’avversario, una delle caratteristiche che hanno reso Vinicius uno degli esterni più temuti del calcio europeo.
Secondo i dati analizzati dalla stampa spagnola, il brasiliano sta completando mediamente 1,63 dribbling ogni novanta minuti tra campionato e Champions League, tentando circa 3,98 confronti individuali nello stesso intervallo.
Nella stagione 2023-2024, quando aveva raggiunto uno dei momenti più alti della carriera, riusciva invece a completare 3,27 dribbling ogni novanta minuti, affrontando gli avversari in media 8,36 volte.
La differenza emerge soprattutto nel numero dei tentativi, più che nella sola percentuale di riuscita. Vinicius cerca meno frequentemente il confronto diretto e riesce quindi a incidere meno attraverso quelle accelerazioni che in passato gli consentivano di disorganizzare le difese.
Le recenti prestazioni europee hanno accentuato questa impressione. Contro Roma, Lipsia e AEK Atene non ha completato neanche un dribbling, attraversando tre partite consecutive di Champions League senza riuscire a superare un avversario con una giocata individuale.
Una statistica particolarmente rilevante per un attaccante che ha costruito gran parte della propria pericolosità proprio sulla capacità di creare superiorità numerica partendo dalla fascia sinistra.
Il derby con l’Atletico e l’espulsione contro il Villarreal
Le difficoltà hanno cominciato a diventare particolarmente evidenti durante il mese di settembre. Nel derby perso contro l’Atletico Madrid, Vinicius ha offerto una prestazione poco incisiva ed è stato sostituito al 54′, lasciando il campo senza essere riuscito a imprimere la propria impronta sulla partita.
La situazione si è ulteriormente complicata il 10 ottobre contro il Villarreal, quando José Mourinho ha inizialmente preferito lasciarlo in panchina.
Entrato nella ripresa, il brasiliano aveva trovato una rete che sembrava poter rappresentare un momento di rilancio. L’intervento del VAR ha però ribaltato completamente l’episodio: il gol è stato annullato dopo che le immagini hanno evidenziato una scorrettezza commessa dall’attaccante ai danni di Nathan Saliba.
Vinicius è stato espulso per aver tirato i capelli all’avversario e ha successivamente protestato in maniera accesa contro la decisione arbitrale.
Il giudice sportivo gli ha inflitto quattro giornate di squalifica, due per il comportamento violento e altre due per le proteste. La sanzione lo ha costretto a saltare anche il Clásico contro il Barcellona e lo terrà fuori dal successivo impegno di campionato contro il Valencia.
L’episodio ha aggiunto una difficoltà disciplinare a un periodo già complicato sotto il profilo tecnico.
Mourinho lo difende, ma la concorrenza di Diomande cambia gli equilibri
Il rendimento del brasiliano rappresenta una delle questioni che José Mourinho sta cercando di risolvere nel nuovo Real Madrid. Il tecnico portoghese ha continuato a manifestare fiducia nelle qualità dell’attaccante, pur riconoscendo che le prestazioni non hanno ancora raggiunto gli standard attesi.
Nel frattempo, l’esplosione di Yan Diomande ha aumentato la concorrenza sulle fasce offensive. Il nuovo esterno si è distinto per la capacità di superare gli avversari e per una maggiore continuità negli ultimi metri, offrendo all’allenatore un’alternativa concreta.
Il cambiamento riguarda anche le gerarchie offensive della squadra. Vinicius non è più il primo grande riferimento dell’attacco madridista, che può contare anche sul peso tecnico di Kylian Mbappé e Jude Bellingham.
Questo contesto rende ancora più importante ritrovare efficacia nelle giocate individuali e nella finalizzazione. La presenza di altri calciatori decisivi offre nuove possibilità al Real Madrid, ma aumenta anche la competizione per conservare un ruolo centrale nella formazione.
Anche contro l’AEK Atene Vinicius non convince: nessun dribbling riuscito
L’ultima prestazione in Champions League, disputata il 4 novembre sul campo dell’AEK Atene, non ha rappresentato la svolta attesa.
Il Real Madrid ha conquistato una vittoria per 3-2, rimontando due volte e trovando il gol decisivo con Federico Valverde nei minuti di recupero. Vinicius è partito titolare, ma è stato sostituito all’81’, senza lasciare un contributo diretto sul tabellino.
I dati della sua partita mostrano tre conclusioni, nessuna delle quali indirizzata nello specchio della porta. Ha inoltre completato zero dribbling, vincendo soltanto due dei sette duelli affrontati e perdendo undici palloni.
Non è mancato completamente il contributo nella costruzione offensiva: il brasiliano ha creato due occasioni, compreso un passaggio di qualità per Mbappé. Nel complesso, però, la sua partecipazione è rimasta inferiore a quella che ci si aspetta da un giocatore con le sue caratteristiche.
Mourinho ha giudicato la prova accettabile, pur precisando che non si è trattato di una prestazione straordinaria. L’allenatore ha spiegato la sostituzione con la necessità di inserire maggiore freschezza sulla fascia sinistra, facendo entrare Brahim Díaz.
Il tecnico ha inoltre escluso che la presenza di Vinicius costituisca un problema per Diomande, sottolineando come l’ivoriano sia in grado di giocare su entrambe le corsie.
Per l’attaccante brasiliano è stata la sesta partita consecutiva con il Real Madrid senza gol né assist, una sequenza negativa che non registrava dalla stagione 2022-2023.
Ancelotti continua a credere in Vinicius: con il Brasile qualche segnale positivo
Se a Madrid il momento rimane difficile, il rapporto con Carlo Ancelotti nella nazionale brasiliana continua a rappresentare un elemento di fiducia.
Il commissario tecnico ha riconosciuto pubblicamente che Vinicius non sta esprimendo il suo miglior calcio, ma ha ribadito di considerarlo un giocatore fondamentale per il Brasile.
Durante la pausa internazionale di settembre, l’esterno ha mostrato segnali incoraggianti nell’amichevole vinta 4-2 contro l’Australia. In quella partita ha contribuito alla costruzione della terza rete e ha trasformato il rigore del quarto gol.
La prestazione ha confermato che il brasiliano conserva la capacità di incidere anche in una fase poco brillante. Ancelotti ha invitato ad avere pazienza, ricordando come il giocatore possa risultare decisivo anche quando non attraversa il proprio momento migliore.
La differenza fra il rendimento in nazionale e quello nel club resta comunque uno degli aspetti principali da analizzare.

Vinícius, il rinnovo c’è, però Mourinho aspetta il suo “ritorno” vero in campo
Il rinnovo fino al 2032 e la necessità di ritrovare continuità
Durante l’estate il Real Madrid ha scelto di puntare ancora a lungo su Vinicius, annunciando il rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2032.
La decisione è arrivata dopo mesi di incertezza sul futuro del calciatore e ha confermato la fiducia della società in un attaccante che ha contribuito alla conquista di due Champions League e di numerosi altri trofei.
Il prolungamento dell’accordo ha però aumentato anche le aspettative attorno al suo rendimento. Il club ha ribadito di considerarlo un elemento importante del proprio progetto, mentre sul campo il brasiliano sta ancora cercando la continuità necessaria per tornare protagonista.
Vinicius ha riconosciuto di essere lontano dalla propria forma migliore, assicurando di voler recuperare il livello che lo ha reso uno dei calciatori più determinanti del Real Madrid.
Il problema attuale non può essere spiegato soltanto attraverso il numero ridotto di gol. La scarsità dei dribbling, la minore frequenza delle iniziative individuali e le difficoltà emerse nelle ultime partite raccontano un attaccante che fatica a esprimere con regolarità il proprio potenziale. Il Mondiale 2026 ha dimostrato che Vinicius è ancora capace di incidere ad altissimo livello. I primi mesi della nuova stagione, invece, mostrano quanto sia diventato complicato trasferire quella stessa efficacia nel Real Madrid.
La sfida per Mourinho sarà restituirgli centralità e continuità senza compromettere gli equilibri di una squadra che dispone di numerose alternative offensive. Per Vinicius, la priorità rimane ritrovare soprattutto ciò che oggi appare più distante dal suo miglior repertorio: la capacità di affrontare ripetutamente l’avversario, creare superiorità e trasformare le proprie accelerazioni in azioni decisive.
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