iPhone Duo, le consegne slittano fino al 2027: Apple non sa per quanto le scorte basteranno
Le consegne del pieghevole Apple sono già slittate al 2027. L’azienda aumenta la produzione ma non sa quando domanda e offerta torneranno in equilibrio.
Le consegne di iPhone Duo sono già slittate al 2027 e Apple non sa quando la produzione riuscirà a tenere il passo con la domanda. Il primo iPhone pieghevole dell’azienda è arrivato nei negozi il 23 ottobre, una settimana dopo l’apertura dei preordini, esauritisi rapidamente. La disponibilità è rimasta limitata anche dopo il lancio.

iPhone Duo introvabile: consegne nel 2027 e nessuna data per il ritorno alla normalità
Il 2 novembre, durante la presentazione dei risultati trimestrali, i vertici di Apple hanno escluso di poter prevedere quando la produzione raggiungerà la domanda. L’amministratore delegato John Ternus ha detto che la disponibilità è limitata e che l’aumento dei volumi procede; il direttore operativo Sabih Khan ha definito molto difficile stimare quando domanda e offerta torneranno in equilibrio. Nessuno dei due ha indicato una data per il ripristino delle scorte.
Le indicazioni sulle consegne dipendono dal momento e dal mercato osservati. In Italia, il 19 ottobre il Corriere rilevava sullo store Apple la data del 24 gennaio 2027, uguale per colori e tagli di memoria; durante l’apertura dei preordini, il 16 ottobre, le stime erano passate dalla consegna al lancio a fine novembre-inizio dicembre e poi a fine gennaio. La stessa cronaca segnalava per altri grandi mercati date comprese fra il 22 e il 29 gennaio. Repubblica, il 3 novembre, riferiva più in generale di consegne già spostate al 2027. Apple continua ad accettare ordini online, ma non garantisce che un acquisto effettuato in quel momento arrivi entro Natale.
La domanda non è l’unica spiegazione. Secondo le informazioni raccolte dal Corriere nella filiera, a metà settembre la resa della linea di assemblaggio finale superava appena il 60%: circa quaranta dispositivi ogni cento completati non passavano i controlli di qualità. La cerniera, composta da oltre cento parti sottoposte a tolleranze strette, è indicata come uno dei punti più delicati; il fornitore principale avrebbe avuto rese basse e selezionato manualmente i pezzi conformi. A questo si sono aggiunti ritardi nei pannelli OLED pieghevoli prodotti da Samsung Display. Stime della catena di fornitura citate dal Corriere valutavano in sei mesi-un anno il tempo necessario per arrivare a una resa matura.
In parallelo, Apple deve fare i conti con un mercato delle memorie più caro e meno flessibile. Ternus ha definito senza precedenti i prezzi di DRAM e NAND, usate rispettivamente come memoria operativa e spazio di archiviazione. La crescita dei data center per l’intelligenza artificiale spinge i produttori verso componenti per server e riduce la capacità disponibile per altri dispositivi; TrendForce prevede nel trimestre in corso aumenti contrattuali del 10-15% per la DRAM convenzionale e del 15-20% per la NAND. Apple, tuttavia, non ha indicato il rincaro delle memorie come causa diretta della scarsità di Duo: Khan ha ricondotto i recenti vincoli sugli iPhone soprattutto alla disponibilità dei nodi produttivi più avanzati per i chip proprietari.
Apple sta cercando di ampliare la capacità produttiva e assicurarsi i materiali. Ha rafforzato la collaborazione con il produttore di titanio Perryman e, tra giugno e settembre, ha aumentato di 33 miliardi di dollari gli impegni di acquisto legati alla produzione. Il Corriere riporta inoltre che gli ordini ai fornitori sarebbero stati incrementati del 30%, fino a un tetto di circa dieci milioni di unità entro la fine dell’anno; l’obiettivo di scorte per il 2026 indicato dalla filiera è fra sei e otto milioni. Sono stime e obiettivi riportati dalla catena di fornitura, non una previsione di consegna comunicata da Apple.
Il rincaro dei componenti si inserisce in un trimestre comunque positivo per i conti di Apple: il fatturato del quarto trimestre fiscale ha raggiunto 114,5 miliardi di dollari, in crescita del 12% su base annua, mentre i ricavi iPhone hanno segnato 57,58 miliardi, record trimestrale ottenuto prima dell’avvio delle vendite di Duo. Il margine lordo è stato del 47,9%; per il trimestre natalizio Apple prevede una fascia del 45-46% e il management attribuisce gran parte della riduzione attesa ai maggiori costi della memoria. L’azienda si aspetta inoltre che nel trimestre di dicembre i vincoli sulla memoria pesino soprattutto su Mac e iPad; le vendite di iPad erano già state inferiori alle attese per limiti di fornitura.
La richiesta è stata definita da Apple «a dir poco straordinaria», senza che l’azienda abbia fornito dati sulle vendite. In Italia i prezzi vanno da 2.369 euro per il modello da 256 GB a 3.869 euro per quello da 2 TB, con versioni intermedie da 512 GB a 2.619 euro e 1 TB a 3.119 euro. Il Corriere riferisce che nessuna configurazione risultava più facile da ottenere delle altre: il collo di bottiglia riguardava il dispositivo nel suo complesso, non un singolo taglio di memoria.
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