Honda porta correttivi hardware e software in Brasile dopo il doppio ritiro in Messico
Honda prepara correttivi hardware e software dopo i ritiri delle Aston Martin in Messico: Orihara ricostruisce il guasto e indica il lavoro sul motore 2027.
Honda porterà al Gran Premio del Brasile correttivi hardware e software per aumentare l’affidabilità della power unit dopo i guasti che hanno costretto al ritiro Fernando Alonso e Lance Stroll in Messico. Shintaro Orihara, responsabile delle operazioni Honda, ha spiegato che l’obiettivo è impedire che un comportamento anomalo del motore inneschi di nuovo il cedimento della MGU-K.

F1, Honda modifica hardware e software per il Brasile dopo i guasti MGU-K
Orihara ha collegato il problema alle condizioni operative del circuito messicano, in particolare all’altitudine. In quei momenti il motore avrebbe lavorato in modo diverso da quello previsto, sovraccaricando il circuito di raffreddamento della parte ibrida e portando al guasto della MGU-K. Il traffico non è stato la causa diretta del problema, anche se girare in aria pulita può favorire il funzionamento della power unit.
L’anomalia si manifestò sia in qualifica sia in gara, in fasi specifiche come i giri di preparazione e quello verso la griglia, quando la power unit non opera come nei giri lanciati. Le Aston Martin avevano completato il programma di prove libere senza problemi particolari; sulla vettura di Jak Crawford si era verificato un guasto di natura diversa. Alonso si fermò dopo il suo primo giro in Q1, senza poter lottare per la Q2, e dopo le qualifiche sostituì la MGU-K. Stroll montò un’altra power unit. In gara Alonso ebbe poca potenza al via e le due AMR26 completarono sei giri prima di ritirarsi al settimo.
Honda non aveva individuato il problema nelle simulazioni precedenti al fine settimana messicano. Orihara ha precisato che, pur essendo difficile riprodurre il fenomeno al simulatore, il guasto poteva emergere nei test al banco dinamometrico di Sakura; l’esperienza sarà quindi trasferita nel programma di prove. Il responsabile Honda ha descritto quanto accaduto come un problema meccanico e ha riconosciuto una carenza di robustezza del motore in quelle circostanze. Ha inoltre detto di comprendere la frustrazione di Alonso dopo il ritiro.
Sulle due vetture la pressione dell’acqua nel circuito di raffreddamento ha assunto valori anomali, ma in direzioni opposte: su una è salita troppo, sull’altra è scesa molto. I due casi sono stati descritti come fasi diverse dello stesso tipo di guasto; una pressione bassa è compatibile con una perdita. L’ipotesi che l’aumento della pressione del refrigerante abbia compromesso gli elementi di tenuta è una possibile spiegazione tecnica, non un dettaglio confermato da Honda. Il guasto non è stato ricondotto alla qualità dei componenti.
Mike Krack, responsabile a bordo pista di Aston Martin, ha spiegato che il team e Honda avevano preparato diverse opzioni, consapevoli delle difficoltà di arrivare al traguardo. Tra queste c’era rientrare dopo pochi giri per cercare aria pulita e contenere le temperature, dato che il traffico può peggiorare le condizioni della power unit. Krack ha indicato anche la possibilità di modificare l’utilizzo del cambio o ridurre la potenza del motore: gli interventi disponibili durante la gara erano limitati e non sono bastati a evitare i ritiri.
Il Brasile non presenta le stesse condizioni del Messico, ma resta un circuito in quota e Honda ha scelto di intervenire in via precauzionale. Orihara ha confermato correttivi sia hardware sia software per migliorare la robustezza del sistema; i dettagli non sono stati resi pubblici. L’eventuale intervento sulle tenute e una revisione delle calibrazioni del motore sono ipotesi sulle possibili aree di lavoro, non modifiche tecniche confermate. Le informazioni raccolte in Messico entreranno anche nello sviluppo della power unit Honda per il 2027, già al centro del lavoro in fabbrica.
Potrebbe interessarti anche:







