Interlagos, McLaren in evidenza: Norris guida le FP1, Antonelli le FP2. Ferrari in difficoltà
Norris ha preceduto Antonelli nelle FP1, poi il pilota Mercedes ha guidato le FP2: McLaren e Mercedes hanno mostrato ritmo sul lungo, Ferrari in sofferenza, anche per i dissidi interni.
Lando Norris ha aperto il venerdì del Gran Premio del Brasile al comando: nelle FP1 a Interlagos ha fermato il cronometro 1:11.717, precedendo Kimi Antonelli di 0,082 secondi. Max Verstappen ha chiuso a poco più di due decimi dal tempo della McLaren. Antonelli è stato poi il più veloce nelle FP2, completando una giornata con due leader diversi.

GP Brasile F1, risultati delle prove libere del venerdì a Interlagos
La MCL40 di Norris ha girato con nuove ali Anteriori e posteriori. Il pacchetto ha dato riscontri positivi già nel mini long run e sul passo gara, indicazioni favorevoli anche per la McLaren di Oscar Piastri. Il giro secco delle FP1, da solo, non esaurisce quindi la lettura del venerdì: le simulazioni più lunghe hanno offerto segnali incoraggianti.
La sessione inaugurale, durata un’ora, ha lasciato spazio a diversi rookie al posto dei titolari. Leonardo Fornaroli ha guidato la McLaren normalmente affidata a Piastri e ha terminato undicesimo; Gabriele Minì, sull’Alpine di Pierre Gasly, ha ottenuto il settimo posto. Sull’Audi di Nico Hülkenberg è salito Freddie Slater, mentre Colton Herta ha preso il posto di Sergio Pérez sulla Cadillac. Rafael Camara, brasiliano, ha debuttato in Formula 1 davanti ai tifosi di casa sulla Haas: era stato promosso in anticipo a un sedile da gara e si unirà al team a tempo pieno nella stagione successiva. Dino Beganovic ha guidato la Ferrari di Charles Leclerc; Luke Browning ha sostituito Carlos Sainz sulla Williams.
Per Herta la presenza in pista aveva un obiettivo preciso: gli serviva un altro punto per la Super Licence, necessario per mantenere la possibilità di entrare in griglia nel 2027. Fornaroli ha preceduto Ollie Bearman, mentre Minì ha chiuso alle spalle dei primi sei. Beganovic ha avuto il proprio tempo in pista interrotto da problemi e, per un periodo, è stato rimosso il fondo della Ferrari.
La sessione è stata interrotta da una bandiera rossa dopo che Slater si è fermato in pista. Nei primi dieci minuti Lance Stroll, Alex Albon, Lewis Hamilton e Herta sono finiti larghi alla curva 1 dopo aver bloccato le ruote. Albon ha poi abbandonato la sessione per un problema al servosterzo e ha chiuso sedicesimo. Verstappen ha segnalato via radio che le scalate di marcia erano «inaccettabili» e ha lamentato anche uno sterzo diventato più duro da girare. Slater, secondo classificato nella Formula 3 di quell’anno, aveva già perso parte del tempo in pista in Messico la settimana precedente per problemi di affidabilità.
Alle spalle di Norris e Antonelli, Verstappen ha chiuso terzo nelle FP1, davanti a Lewis Hamilton. Hadjar ha terminato sesto; Russell, separato di tre decimi dal riferimento, ha utilizzato una nuova power unit, la sesta, e dovrà scontare cinque posizioni di penalità sulla griglia della gara di domenica. La Ferrari ha faticato a trovare il bilanciamento del setup: Beganovic, al posto di Leclerc, ha svolto lavoro di raccolta dati per la squadra.
Nelle FP2 Antonelli ha firmato il miglior tempo. Nella simulazione di qualifica Norris gli è rimasto accanto nella virtuale prima fila, con Verstappen e Russell alle loro spalle: i quattro erano racchiusi in meno di tre decimi. Piastri ha ottenuto il quinto riferimento, appena oltre quella soglia. La sessione ha quindi confermato un gruppo di testa compatto, senza un margine netto tra McLaren, Mercedes e Red Bull.
La simulazione ha dato indicazioni meno favorevoli alla Ferrari: Hamilton ha chiuso sesto, a quasi mezzo secondo dal tempo di Antonelli, e Leclerc settimo, a sette decimi. Nei primi minuti entrambi avevano segnalato problemi, Hamilton agli pneumatici e Leclerc ai freni. Le difficoltà si sono inserite in una giornata in cui la squadra ha cercato il bilanciamento su un asfalto che, soprattutto nella lettura dei long run, è apparso freddo.
Nella seconda metà delle FP2 i long run hanno premiato Mercedes e McLaren, rapide con tempi simili. Verstappen ha perso circa tre decimi al giro rispetto a quel riferimento, mentre le Ferrari hanno faticato a convincere nelle condizioni di temperatura più bassa. Il dato sul passo allunga così il confronto oltre la classifica della simulazione di qualifica e conferma la competitività delle due squadre che avevano occupato la parte alta della sessione.
Il turno pomeridiano si è svolto sotto un cielo grigio, con pioggia leggerissima. Le previsioni prospettavano precipitazioni più intense per sabato e domenica, possibile elemento di variabilità per il resto del fine settimana. Le condizioni del venerdì non permettevano però di anticiparne gli effetti in pista.
Il resoconto del venerdì presenta Antonelli come campione del mondo e ricorda il casco dedicato ad Ayrton Senna indossato nelle FP1. Al pilota sono attribuite anche le parole «Volevo riportare l’Italia in alto» e il giudizio sulla stagione come «incredibile». La giornata di prove si è svolta inoltre sullo sfondo della situazione Ferrari: Hamilton e Leclerc erano stati protagonisti di un confronto in pista la settimana precedente e Hamilton aveva poi rilanciato il tema nelle interviste dei giorni precedenti.
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