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WTA Finals, salta la foto di gruppo: Svitolina non vuole posare con Andreeva e Sabalenka?

Scritto da Luca Turtulici, 7 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Alle Finals di Indian Wells le otto protagoniste vengono presentate con ritratti individuali. La WTA parla di una scelta comunicativa, ma alcune ricostruzioni collegano la decisione alla posizione della tennista ucraina nei confronti delle colleghe russe e bielorusse

Le WTA Finals di Indian Wells si aprono con un caso che riguarda Elina Svitolina e il rapporto tra le tenniste ucraine e le avversarie russe e bielorusse. Nell’edizione 2026, in programma dall’8 al 15 novembre, non verrà realizzata la consueta fotografia ufficiale che riunisce le otto giocatrici qualificate al torneo conclusivo della stagione.

WTA Finals, salta la foto di gruppo: Svitolina non vuole posare con Andreeva e Sabalenka?

WTA Finals, salta la foto di gruppo: Svitolina non vuole posare con Andreeva e Sabalenka?

La WTA ha deciso di modificare la presentazione delle protagoniste attraverso una serie di ritratti individuali, rinunciando all’immagine collettiva che tradizionalmente accompagna l’evento.

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, alla base del cambiamento potrebbe esserci il rifiuto di Svitolina di condividere lo scatto con la russa Mirra Andreeva e la bielorussa Aryna Sabalenka. Una spiegazione che, tuttavia, non coincide con quella fornita ufficialmente dall’organizzazione.

Il presunto rifiuto di Svitolina e la presenza di Andreeva e Sabalenka

La vicenda è stata riportata anche dal giornalista Ben Rothenberg e successivamente ripresa da numerose testate internazionali. Stando alle indiscrezioni, Svitolina avrebbe manifestato la propria indisponibilità a partecipare a una fotografia insieme alle colleghe provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia.

La posizione dell’ucraina sarebbe legata alla guerra iniziata nel febbraio 2022 con l’invasione russa del suo Paese. La presenza di Andreeva e Sabalenka tra le otto partecipanti avrebbe quindi reso problematica l’organizzazione del tradizionale scatto.

Non risulta però una conferma ufficiale della WTA secondo cui la decisione sia stata presa su richiesta di Svitolina. La mancata fotografia collettiva è un fatto accertato, mentre il collegamento diretto con un suo rifiuto rimane una ricostruzione attribuita alle fonti giornalistiche.

La spiegazione ufficiale della WTA: spazio alla personalità delle giocatrici

L’associazione che governa il circuito femminile ha presentato la nuova iniziativa come un cambiamento nella comunicazione dell’evento, pensato per mettere maggiormente in risalto le caratteristiche individuali delle protagoniste.

I ritratti ufficiali, diffusi venerdì 6 novembre attraverso i canali digitali e social della WTA, valorizzano l’identità, lo stile e il percorso personale delle atlete.

Le fotografie mostrano le giocatrici in abiti differenti, con un’impostazione che si allontana dal tradizionale scatto collettivo e dedica maggiore attenzione all’immagine di ciascuna partecipante.

La versione dell’organizzazione, dunque, punta su una precisa scelta estetica e promozionale. Le indiscrezioni riportate dalla stampa suggeriscono invece che dietro la nuova presentazione possano esserci anche le difficoltà legate ai rapporti tra le tenniste coinvolte.

La protesta di Svitolina contro le avversarie russe e bielorusse

Il caso delle fotografie si inserisce in un contesto già conosciuto nel tennis internazionale. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, Elina Svitolina ha adottato una posizione precisa nei confronti delle giocatrici russe e bielorusse, evitando la consueta stretta di mano al termine degli incontri.

Il mancato saluto rappresenta una forma di protesta che ha accompagnato diverse partite del circuito femminile e che ha contribuito a rendere visibile anche durante le competizioni sportive il conflitto in corso.

La tennista ucraina ha mantenuto nel tempo questa linea, distinguendo il confronto agonistico dalle consuete manifestazioni di cordialità che seguono una partita.

L’eventuale indisponibilità a posare con Andreeva e Sabalenka sarebbe quindi coerente con un comportamento già manifestato in precedenti occasioni. Resta comunque da distinguere questa continuità dalla verifica delle circostanze specifiche che hanno determinato la scelta fotografica della WTA.

I precedenti: altre assenze nelle fotografie ufficiali delle Finals

La tradizionale immagine delle otto qualificate non è sempre riuscita a riunire tutte le protagoniste. In alcune edizioni precedenti, determinate giocatrici hanno dovuto rinunciare alla partecipazione allo scatto per ragioni organizzative.

Nel 2010 e nel 2011 si sono registrate assenze riguardanti Victoria Azarenka, mentre nel 2016 problemi analoghi hanno coinvolto Svetlana Kuznetsova e Johanna Konta.

In quei casi, però, le difficoltà erano dovute soprattutto a ritardi nei collegamenti aerei oppure a qualificazioni ottenute soltanto nelle ultime settimane della stagione.

L’edizione 2026 presenta una differenza sostanziale: non si tratta dell’assenza occasionale di una o più tenniste, ma della rinuncia alla fotografia collettiva in favore di una presentazione interamente costruita sui ritratti individuali.

Le otto protagoniste delle WTA Finals di Indian Wells

La competizione riunisce otto giocatrici: Aryna Sabalenka, Mirra Andreeva, Elina Svitolina, Elena Rybakina, Coco Gauff, Jessica Pegula, Karolina Muchova e Linda Noskova.

Proprio la contemporanea presenza di Svitolina, Andreeva e Sabalenka ha attirato l’attenzione sulla scelta fotografica, trasformando un momento tradizionalmente dedicato alla promozione del torneo in un argomento di discussione.

La WTA ha comunque pubblicato i ritratti delle partecipanti, mantenendo la presentazione ufficiale dell’evento attraverso un formato diverso rispetto alle edizioni precedenti.

La vicenda evidenzia ancora una volta quanto le conseguenze della guerra in Ucraina continuino a riflettersi anche sul tennis professionistico. Sul piano organizzativo resta confermata soltanto la scelta di non realizzare la consueta fotografia delle otto qualificate; sulle motivazioni che l’avrebbero determinata, invece, rimangono differenti ricostruzioni.

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