Juventus, nuovo aumento di capitale da 250 milioni: dal 2007 raccolti 1,22 miliardi
La delega arriva dopo il nono bilancio consecutivo in perdita: Exor ha garantito la propria quota e anticipato 60 milioni, mentre resta da definire l’importo effettivo.
La Juventus sottopone all’assemblea degli azionisti del 3 novembre una nuova delega per aumentare il capitale fino a 250 milioni di euro. Il Consiglio di amministrazione potrà realizzare l’operazione in una o più tranche, ma il massimale non coincide con l’importo che verrà necessariamente raccolto: la cifra effettiva sarà stabilita dal CdA dopo l’autorizzazione dei soci.

Aumenti di capitale Juventus: 1,22 miliardi dal 2007, Exor versa 60 milioni
Exor, azionista di controllo con il 65,4%, ha garantito la sottoscrizione della propria quota e ha già versato 60 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale. Se la delega fosse utilizzata per intero, la partecipazione proporzionale della holding varrebbe circa 163,5 milioni. Exor si è inoltre resa disponibile a coprire eventuali azioni che gli altri soci o terzi non sottoscrivessero, circostanza che potrebbe aumentare il suo esborso.
La ricapitalizzazione aggiungerebbe un nuovo capitolo a una raccolta avviata quasi vent’anni fa. Gli aumenti già completati dal 2007 ammontano a circa 1,22 miliardi di euro; se la nuova delega fosse utilizzata integralmente, il totale deliberato o realizzato salirebbe a circa 1,47 miliardi. Dal 2019, in particolare, gli interventi si sono susseguiti con maggiore frequenza: quattro operazioni concluse tra il 2019 e il 2025 hanno portato nelle casse del club circa 998 milioni.
Il primo aumento del periodo risale al 2007: 104,8 milioni, approvati per finanziare un piano di sviluppo e sostenere il rilancio sportivo, commerciale e patrimoniale dopo la retrocessione in Serie B. La sottoscrizione fu integrale e IFIL investì 62,9 milioni per la propria quota. Nel 2011 fu approvato un intervento da 120 milioni, completato all’inizio del 2012 per coprire la perdita dell’esercizio 2010-11 e finanziare il piano 2011-12/2015-16, con attenzione alla prima squadra, al settore giovanile e al rafforzamento patrimoniale. Exor versò 72 milioni, pari alla quota del 60% allora detenuta, e acquistò poi diritti rimasti sul mercato, sottoscrivendo altre azioni per circa 5,6 milioni.
Il contributo della holding si è concentrato soprattutto nelle ricapitalizzazioni più recenti: circa 638 milioni nelle quattro operazioni completate tra il 2019 e il 2025. Sommando i 62,9 milioni di IFIL del 2007 e almeno i 72 milioni della quota ordinaria del 2011, il sostegno attraverso gli aumenti di capitale dal 2007 arriva a circa 773 milioni, senza includere i successivi 5,6 milioni. Con la nuova operazione, gli investimenti di IFIL ed Exor supererebbero 936 milioni; considerando anche quei diritti, si avvicinerebbero a 942 milioni, con ulteriore margine di crescita in caso di inoptato.
La richiesta di nuove risorse arriva dopo il bilancio consolidato 2025-26, chiuso con una perdita di 66 milioni di euro, in aumento rispetto ai 58,1 milioni dell’esercizio precedente. I ricavi sono scesi da 529,6 a 474,7 milioni. La Gazzetta dello Sport riporta invece un risultato netto di 67,2 milioni di perdita per la sola Juventus Football Club: un dato riferito alla singola società, distinto da quello consolidato.
Il 2025-26 è il nono esercizio consecutivo chiuso in rosso. Dal 2017-18 al 2025-26 le perdite nette superano 1,06 miliardi di euro; tra le più pesanti figurano quelle da 226,8 milioni nel 2020-21 e da 239,3 milioni nel 2021-22. La mancata qualificazione alla Champions ha inciso sui ricavi dell’ultimo esercizio e il piano aggiornato prevede un’altra perdita nel 2026-27, ancora legata all’assenza degli introiti della massima competizione europea. Il miglioramento è atteso nei due anni successivi ed è legato anche al ritorno tra le prime quattro in Serie A.
Accanto al passivo, i costi operativi sono diminuiti di 42 milioni senza tagli agli investimenti sportivi, mentre le sponsorizzazioni sono rimaste sopra i 120 milioni. Il player trading ha però garantito 58 milioni, contro i 110 dell’esercizio precedente. Il bond da 150 milioni, con durata di 12 anni, ha contribuito a rendere più ordinata la struttura del debito.
La società indica tra le finalità della nuova raccolta il rafforzamento patrimoniale e della competitività sportiva, oltre a possibili interventi sull’Allianz Stadium, alla valorizzazione del marchio e alla sostenibilità economica e finanziaria. Non è stata ancora definita una ripartizione dei 250 milioni tra questi obiettivi.
Le stime di Calcio e Finanza collocano il fabbisogno patrimoniale al 45-50% della delega, cioè tra 112,5 e 125 milioni, ipotizzando risultati sportivi in linea con quelli degli esercizi precedenti al 2025-26. La valutazione, basata sulle previsioni attuali, riguarda la stagione in corso e, in misura minore, la successiva. La Juventus punta a esercitare la delega, in tutto o in parte, entro dicembre 2026, se le condizioni di mercato saranno favorevoli.
Tra gli altri azionisti, Tether detiene l’11,5% e non ha ancora chiarito se aderirà all’aumento; Lindsell Train possiede il 3,7%. In assemblea il presidente Gianluca Ferrero ha dichiarato che né la Juventus né l’azionista di controllo intendono compiere operazioni che portino al delisting della società.
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