Targhe personalizzate

Targhe personalizzate, 600 euro per l’auto e 360 per la moto: cosa manca

Scritto da Gennaro Manzari, 3 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

La tariffa indicata è di 600 euro per l’auto e 360 per la moto, ma domande, combinazioni ammesse e tempi dipendono ancora da regole e passaggi attuativi.

Le targhe personalizzate per auto e moto sono state annunciate da Giorgia Meloni durante la presentazione della Manovra 2027, ma non sono ancora richiedibili. Lo schema del nuovo Codice della strada indica 600 euro per l’automobile e 360 per la moto: sono i costi previsti, non il segnale che il servizio sia già attivo.

Targhe personalizzate auto e moto: costi, regole e quando richiederle

Targhe personalizzate auto e moto: costi, regole e quando richiederle

Per l’auto, i 600 euro comprendono la produzione della targa anteriore e di quella posteriore: 500 euro sono destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mentre 100 euro, pari a una maggiorazione del 20%, spettano al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per la moto, che ha una sola targa posteriore, la ripartizione indicata è di 300 euro per la produzione e 60 per la maggiorazione ministeriale, per un totale di 360 euro.

Le tariffe coprono la scelta della combinazione e la produzione delle targhe, non tutte le pratiche necessarie per mettere in strada il veicolo. Restano quindi da considerare a parte le normali spese amministrative e di immatricolazione. Il costo della targa standard è già compreso nelle spese ordinarie di immatricolazione e messa su strada: non si aggiunge come un secondo acquisto.

Per passare dall’annuncio alle richieste occorre completare l’iter del nuovo Codice e definire le disposizioni operative. Il testo deve ancora superare i passaggi istituzionali, compresi i pareri degli organi competenti e la pubblicazione definitiva. Saranno poi necessarie regole attuative e modifiche ai sistemi informatici della Motorizzazione per ricevere le domande, verificare le combinazioni e rilasciare le targhe. Al momento non esiste una procedura utilizzabile.

La data effettiva resta da chiarire. Meloni ha parlato di un’introduzione dal 2027 e alcune ricostruzioni prospettano una procedura anticipata con la Manovra; altre collocano l’applicazione formale delle nuove disposizioni al 1° gennaio 2028, dopo ulteriori passaggi e decreti. Una delle tempistiche riportate indica l’approvazione definitiva entro la primavera del 2027. Nessuna di queste scadenze equivale, da sola, a una data certa per l’apertura delle richieste.

Anche la libertà di scelta dipenderà dalle regole applicative, che dovranno precisare formato, lunghezza delle sequenze e caratteri consentiti. Le combinazioni previste dovranno essere uniche, leggibili e riconoscibili, ed escludere quelle offensive, ambigue o fuorvianti. Una ricostruzione descrive il formato standard di sette caratteri, con tre numeri centrali, ed esclude I, O, Q e U, oltre a lettere accentate o straniere e simboli. L’elenco definitivo delle possibilità non è ancora fissato.

Sulla sorte della targa in caso di vendita restano due ipotesi: la combinazione potrebbe rimanere legata all’auto e passare al nuovo proprietario, oppure il titolare potrebbe conservarla e associarla a un altro mezzo dopo la vendita o la radiazione. La disciplina definitiva dovrà chiarire se e a quali condizioni sarà possibile riutilizzarla.

Per un’auto già immatricolata, secondo l’Aci la targa personalizzata potrebbe essere richiesta soltanto in caso di reimmatricolazione dovuta a furto, smarrimento o deterioramento della targa esistente. Anche questa possibilità dovrà essere tradotta in una procedura concreta. Il tema, del resto, ha precedenti: una facoltà di scelta era già comparsa nella riforma del 2002 e, secondo un’altra ricostruzione, nel Codice vigente dal 2010, ma non è mai diventata operativa per l’assenza delle necessarie norme attuative.

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