Serie A

Aquilani torna all’Olimpico da avversario: il legame con la Roma e la sfida col Sassuolo

Scritto da Gennaro Manzari, 7 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Aquilani ritrova l’Olimpico da tecnico del Sassuolo, dopo una carriera costruita nella Roma: alla vigilia ha chiesto intensità, carattere e coraggio.

Alberto Aquilani torna all’Olimpico da allenatore avversario, 17 anni dopo aver lasciato la Roma. Il tecnico guida il Sassuolo nella sfida dell’undicesima giornata di Serie A, in programma sabato 7 novembre 2026 alle 20:45. Per lui è il ritorno nello stadio legato alla propria formazione calcistica, ma questa volta dovrà affrontare la squadra per cui ha sempre tifato.

Roma-Sassuolo, Aquilani torna all’Olimpico dopo 17 anni

Roma-Sassuolo, Aquilani torna all’Olimpico dopo 17 anni

Nel prepartita, parlando a DAZN, Aquilani ha definito la giornata intensa e carica di emozioni. Ha raccontato di aver sognato l’Olimpico durante l’adolescenza e di aver avuto l’onore di giocarci rappresentando la squadra del cuore: un sentimento che, ha spiegato, è difficile da descrivere. Il ritorno con un ruolo diverso lo rende orgoglioso, perché è il percorso professionale compiuto ad averlo riportato nella Capitale da allenatore.

Alla dimensione personale si affianca l’urgenza sportiva. Il Sassuolo arriva da quattro sconfitte consecutive in campionato e Aquilani ha riconosciuto che la squadra attraversa un momento difficile, con risultati negativi. Di fronte a una Roma che ha definito molto forte, ai suoi servono una risposta e la capacità di ritrovare ciò che è mancato; il tecnico ha ricordato che in Serie A la difficoltà cresce quando non si riesce a colmare queste mancanze.

Per Aquilani la soluzione non passa soltanto dal modulo. Ha osservato che il Sassuolo può anche difendersi con tutti gli uomini dentro l’area, ma senza furore agonistico nessun assetto basta. Cambi tattici e aggiustamenti possono aiutare, ha aggiunto, ma la squadra deve alzare l’intensità: l’Olimpico, per il tecnico, la richiede. Il lavoro da recuperare riguarda anche carattere e compattezza.

Alla vigilia Aquilani aveva sintetizzato la necessità del momento dicendo che servivano più uomini che calciatori. Nel prepartita ha spiegato che riconoscere i problemi e parlarne può già essere parte dell’allenamento; in certe fasi, una riunione o guardarsi negli occhi può contare più di una seduta dedicata alla fase difensiva. Ma il passaggio decisivo, ha avvertito ai suoi, resta il campo: lì servono coraggio e personalità, non soltanto parole.

Il rapporto con la Roma comincia nel vivaio. Nato nella Capitale il 7 luglio 1984, Aquilani esordì in prima squadra nel dicembre 2002, in Coppa Italia contro la Triestina. Nella stagione 2003/04 giocò in prestito proprio con il club alabardato, prima di rientrare stabilmente. La sua crescita definitiva arrivò dal 2005, con Luciano Spalletti: nel centrocampo giallorosso si alternò tra i ruoli di regista, mezzala e centrocampista offensivo.

Con la Roma Aquilani raccolse 149 presenze ufficiali e 15 gol, di cui 102 partite e nove reti in Serie A. Vinse due Coppe Italia, nel 2006/07 e nel 2007/08, e la Supercoppa Italiana del 2007. Condivise lo spogliatoio con Francesco Totti e Daniele De Rossi in una squadra capace di contendere lo scudetto all’Inter e di offrire serate europee ai tifosi. La cessione al Liverpool nell’estate del 2009 non interruppe il legame con il club.

Il precedente recente in campionato dà alla partita un ulteriore contesto: la Roma è rimasta imbattuta in 22 delle 24 sfide di Serie A con il Sassuolo, con 13 vittorie, nove pareggi e due sconfitte, e ha vinto gli ultimi quattro confronti. I neroverdi hanno invece ottenuto una sola vittoria in 12 trasferte sul campo giallorosso, il 4-3 del 12 marzo 2023, completando il bilancio esterno con cinque pareggi e sei sconfitte.

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