Italia travolta dal Sudafrica: a Torino finisce 66-7
Gli Springboks scavano il divario nel primo tempo, poi Louw, de Villiers e Hooker completano il 66-7. Per l’Italia a segno solo Ruzza.
Il Sudafrica travolge l’Italia 66-7 all’Allianz Stadium di Torino e indirizza la partita prima dell’intervallo, chiuso sul 45-0. Per gli Azzurri, allenati da Gonzalo Quesada, è il primo dei quattro impegni della fase autunnale del Nations Championship 2026; l’unica meta italiana arriva al 62’ con Federico Ruzza.

Rugby, Italia-Sudafrica 7-66: Springboks dominanti a Torino
Il parziale prende forma dopo il calcio piazzato iniziale di Sacha Feinberg-Mngomezulu. Il numero 10 sudafricano segna anche una meta, poi arrivano quelle di Morné van den Berg, Siya Kolisi e Damian Willemse; Malcolm Marx va a segno due volte. In poco più di mezz’ora gli Springboks hanno già messo a referto sei mete e conducono 45-0. Sugli spalti ci sono 31.500 spettatori, in uno stadio da 41.000 posti.
La differenza emerge nelle collisioni e nei punti d’incontro, dove il Sudafrica conquista palloni e impone la propria fisicità. Gli Springboks sono più efficaci anche nel gioco aereo e nelle maul, le azioni in cui il portatore avanza sostenuto dai compagni. L’Italia fatica a costruire possesso stabile; la mischia è tra i pochi settori in cui riesce a opporre resistenza.
Al 30’ Muhamed Hasa riceve un cartellino giallo per antigioco. Il Sudafrica sfrutta subito la superiorità numerica: sceglie la touche, organizza una maul e porta Marx alla sua seconda meta, quella del 45-0. L’Italia non è ancora riuscita a trasformare in punti la propria prima vera azione offensiva, arrivata negli ultimi secondi del tempo.
La ripresa offre all’Italia una possibilità di avanzare: un’imprecisione di Feinberg-Mngomezulu concede una mischia agli Azzurri e il pacchetto guadagna un calcio di punizione. Paolo Garbisi, però, non riesce a spedire il pallone in touche. Sfuma così l’occasione di portare il gioco nei 22 sudafricani e l’Italia riparte senza punti.
Rassie Erasmus ricorre poi alla cosiddetta “bomb-squad”, inserendo insieme i sei avanti disponibili in panchina. Al primo attacco successivo, Jesse Kriel trova spazio dopo aver portato il pallone verso i trequarti a sinistra e serve il neoentrato Wilco Louw: il pilone supera la linea difensiva, resiste al placcaggio e schiaccia sulla linea al 50’. Il Sudafrica sale così a 52 punti.
L’Italia trova la sua azione più pulita al 62’. Da una touche e da una carica avanzante, Stephen Varney, subentrato ad Alessandro Fusco, cambia la direzione dell’attacco e serve Ruzza libero sulla sinistra. Il seconda linea arriva alla meta e Tommaso Allan trasforma: il tabellone passa sul 7-52. La mischia e gli ingressi dalla panchina, tra cui quelli di Danilo Fischetti e Manuel Zuliani, danno agli Azzurri alcuni momenti di maggiore presenza, ma non riducono il divario.
Nel finale il Sudafrica torna a segnare sfruttando le fasi di conquista. Al 73’ una touche nei 22 italiani apre la strada alla maul conclusa da Paul de Villiers; nell’ultima azione, una mischia sui cinque metri permette agli ospiti di mantenere il possesso e allargare il gioco fino alla meta di Ethan Hooker. Feinberg-Mngomezulu trasforma tutte e nove le mete sudafricane.
Quesada riconosce la qualità del primo tempo sudafricano e individua nella forza dell’avversario una chiave della sconfitta. Tra gli aspetti da correggere cita il gioco al piede, i calci di liberazione e gli errori commessi anche senza pressione; tra quelli positivi, la capacità di chiudere alcune azioni e il lavoro difensivo sulle maul. L’Italia tornerà in campo il 14 novembre contro l’Argentina allo stadio Ferraris di Genova, con calcio d’inizio alle 12:40.
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