Premier League

Liverpool senza tiri in porta: quanto è raro vedere questo dato in Premier League?

Scritto da Gennaro Manzari, 5 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 6 minuti

Il Liverpool è rimasto senza tiri nello specchio contro l’Arsenal: seconda volta in nove stagioni di campionato, prima ad Anfield dal 2003.

Il Liverpool non ha registrato tiri nello specchio contro l’Arsenal. Nelle ultime nove stagioni di Premier League, ai Reds era successo soltanto un’altra volta: nello 0-0 sul campo dell’Arsenal, all’Emirates, a gennaio. Ad Anfield, invece, è la prima volta da quando Opta raccoglie questo dato, nel 2003.

Liverpool, zero tiri in porta contro l’Arsenal: quanto è raro?

Liverpool, zero tiri in porta contro l’Arsenal: quanto è raro?

L’episodio si inserisce in un avvio di stagione in cui la finalizzazione è stata inferiore alle attese. Dopo nove giornate, le squadre di Premier League avevano segnato 243 gol a fronte di 259,8 expected goals: lo scarto complessivo, -16,8, è il più ampio registrato dopo nove turni nelle ultime nove stagioni. Tredici squadre avevano chiuso sotto la propria xG nella giornata precedente; alcune hanno creato poche occasioni di qualità, altre hanno sprecato, e in diversi casi sono accadute entrambe le cose.

Nel caso del Liverpool pesa anche la scelta delle conclusioni: il 39% dei tiri è arrivato da fuori area, la terza quota più alta del campionato, mentre il 38% dei tentativi è stato respinto da un difensore, la percentuale più elevata della lega. Contro l’Arsenal i tiri murati sono saliti al 53%: tra le squadre che hanno tentato almeno 15 conclusioni, è il quarto dato più alto registrato in una singola partita in stagione. I cross in area che non portano a un tiro e gli autogol, inoltre, non generano un valore xG. Alexander Isak aveva segnato sei volte con nove tiri nello specchio dall’interno dell’area: servirlo con maggiore continuità è una possibile strada per migliorare la produzione offensiva.

L’Arsenal, pur avendo concesso al Liverpool una partita senza conclusioni in porta, ha chiuso il confronto con appena tre tiri nello specchio. Nel complesso della stagione, il 35% dei suoi tentativi era stato murato. La squadra di Mikel Arteta aveva però segnato 14 gol con 38 conclusioni nello specchio e guidava il campionato per tiri dall’area piccola: 20, con reti di quattro giocatori. Kai Havertz aveva segnato contro il Liverpool; Ezri Konsa e Gabriel contro l’Everton; Bukayo Saka contro l’Aston Villa.

Brighton e Chelsea erano le squadre con lo scarto positivo più marcato rispetto agli expected goals. Il Brighton aveva realizzato 24 gol da 17,2 xG, un surplus di 6,8, e guidava la classifica per reti da fuori area, cinque. Diego Gomez aveva segnato dalla propria metà campo contro il Crystal Palace; in area piccola la squadra aveva convertito cinque conclusioni su 13, il 38%, migliore percentuale fra le 14 squadre con almeno dieci tiri da quella zona. I Seagulls erano anche primi per conclusioni in contropiede, 14, e terzi in classifica. Il Chelsea aveva segnato 19 gol da 13,3 xG, con un saldo di +5,7; era primo per precisione sia dentro l’area, 45%, sia da fuori, 36%.

Il Manchester City offriva il contrappunto più netto alla partita a secco del Liverpool: aveva centrato almeno una volta lo specchio in tutte le 313 gare di campionato disputate dall’inizio del 2018-19. La squadra guidava la Premier League per xG medio per tiro, 0,133, e per expected goals prodotti dall’area piccola, 5,5, con 18 conclusioni da quella zona, seconde nel torneo. Erling Haaland aveva segnato nove gol da 6,6 xG e il 97% dei suoi tiri era arrivato dall’interno dell’area.

L’Aston Villa era l’unica squadra a non aver trovato lo specchio in due partite: contro il Brighton, dopo essere rimasta in dieci, e in casa contro l’Arsenal. Dopo nove gare aveva totalizzato appena 27 tiri in porta, il dato più basso del campionato. Il problema si rifletteva anche nelle conclusioni dalla distanza: un solo gol su 33 tentativi, contro i 22 segnati nelle due stagioni precedenti, cifra condivisa con il Manchester City e primato di quel periodo. Il bottino di un gol restava dunque lontano da quello delle due stagioni precedenti.

Il Manchester United aveva tentato 43 conclusioni da fuori area, più di qualsiasi altra squadra, ma non aveva ancora segnato dall’area piccola: stesso dato del Nottingham Forest. Lo United aveva prodotto da quella zona un post-shot xG di appena 0,6, ultimo in classifica, e tre dei cinque tiri in porta ravvicinati erano stati respinti da un difensore. Questi numeri descrivono non soltanto una difficoltà nel concretizzare, ma anche la scarsa qualità delle conclusioni costruite nella zona più favorevole.

L’Everton mostrava invece perché un saldo xG negativo non equivale automaticamente a una stagione negativa. Aveva segnato nove gol da 12,4 xG, con uno scarto di -3,4, ma la vittoria a Newcastle del lunedì lo aveva portato al settimo posto. Le conclusioni dall’area piccola avevano prodotto 5,3 post-shot xG, dietro soltanto all’Arsenal; l’85% era costituito da colpi di testa, spesso serviti dai cross per Thierno Barry. Fra i 23 giocatori con almeno 20 tiri, Barry era primo per xG per conclusione, 0,21, ma aveva segnato quattro volte da 6,4 xG: un deficit di 2,4, il secondo più ampio dopo quello di Gonzalo Garcia del Fulham. Due delle reti di Barry erano state decisive, compreso il gol vittoria a St James’ Park.

Il Nottingham Forest aveva il divario più ampio tra reti e xG dopo nove partite. Nella sconfitta per 2-0 contro il Brentford non aveva segnato pur avendo accumulato 0,86 xG, mentre gli avversari avevano realizzato due gol con 0,46 xG. Dopo la stagione 2024-25, chiusa con 58 reti da 46,6 xG, il bilancio dall’inizio del 2025-26 era di 54 gol da 59,95 xG: quasi sei reti in meno rispetto alle attese, un deficit superato soltanto da quattro squadre sempre presenti nel periodo. In campionato il Forest aveva centrato la porta con appena il 23% dei tiri dall’area, il dato più basso, e non aveva segnato con cinque conclusioni nello specchio dall’area piccola, nonostante 16 tentativi per 3,1 xG.

Fra le altre squadre in difficoltà, il Sunderland aveva segnato sette gol da 13,2 xG, con un saldo di -6,2; il Fulham nove da 13,5, per -4,5; il Manchester United dieci da 14, per -4. Al Fulham pesava il rendimento di Gonzalo Garcia: un gol da 4 xG, con uno scarto di -3 nella rilevazione individuale. Il suo deficit era il più ampio fra i giocatori della Premier League, pur accompagnato da un dato utile per la squadra: l’attaccante riusciva a raggiungere posizioni favorevoli.

Il Brentford aveva prodotto 32 conclusioni di testa, primato del campionato, per 4,4 xG: quasi il 32% del suo totale di 13,98. Il Coventry seguiva con 29 colpi di testa, ma soltanto sei avevano centrato la porta; la squadra di Frank Lampard era terzultima per xG per tiro, con 0,09, e aveva generato appena 2,2 xG in dieci conclusioni dall’area piccola. Il dato segnala sia la difficoltà nel costruire occasioni nitide sia il margine di miglioramento nelle conclusioni ravvicinate.

Il Tottenham era ultimo per xG per tiro, con 0,08, e indirizzava da fuori area il 38% delle conclusioni, quinta quota più alta. Il 41% di quei tentativi veniva murato. La squadra aveva segnato quattro volte dalla distanza, seconda soltanto al Brighton, mentre convertiva in gol poco più del 5% delle occasioni costruite in area: solo il Forest faceva peggio. Anche per questo il dato realizzativo non si può leggere isolandolo dal tipo di tiri prodotti.

Fra i singoli, Nicolas Jackson guidava la graduatoria dei giocatori sopra la propria xG: cinque gol da 2,3, con un margine di +2,7. Anche Morgan Rogers, Joao Pedro, Jordan Henderson e Pedro Neto avevano superato di oltre un gol le attese individuali, rispettivamente con +2,2, +2,0, +1,5 e +1,2. Nel confronto tra squadre, nessun’altra aveva un saldo positivo superiore a +2, fatta eccezione per i valori registrati da Brighton e Chelsea; il Brentford era terzo, con 16 gol da 14,04 xG.

Gli scarti non sono una misura autonoma della qualità complessiva né una previsione certa del rendimento futuro. Il Crystal Palace, nel periodo dall’inizio del 2025-26, aveva segnato 50 gol da 69,8 xG, un saldo di -19,8, il peggiore fra le squadre considerate. Allo stesso tempo, il Villa aveva attraversato oscillazioni marcate: dopo la vittoria per 2-1 sul Tottenham del 19 ottobre 2025, la media mobile di quattro gare mostrava un surplus xG di 4,62; meno di quattro mesi dopo, dopo la sconfitta interna per 1-0 contro il Brentford, era scesa a -4,78. Chiuse comunque la stagione al quarto posto. Nel passaggio tra queste fasi segnò soltanto altri due gol da fuori area nelle ultime 15 partite: un esempio di come una serie positiva o negativa possa cambiare senza determinare da sola l’esito della stagione.

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