Redditi parlamentari

Redditi dei parlamentari, la classifica: Di Giuseppe supera i 3,5 milioni, Bongiorno e Tremonti oltre quota 2

Scritto da Adriano Piscopo, 31 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Le dichiarazioni pubblicate finora coprono circa metà dei parlamentari: il deputato di Fratelli d’Italia ha più che raddoppiato il reddito rispetto all’anno precedente.

Le dichiarazioni dei redditi pubblicate finora sui siti di Camera e Senato collocano Andrea Di Giuseppe in testa ai redditi parlamentari già depositati: il deputato di Fratelli d’Italia ha dichiarato per il 2025 oltre 3,5 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno precedente. Giulia Bongiorno, senatrice della Lega, ha dichiarato 2,6 milioni; Giulio Tremonti, ex ministro delle Finanze e dell’Economia di Fratelli d’Italia, poco più di 2 milioni. Al momento considerato, circa la metà di deputati e senatori aveva già presentato la documentazione.

Redditi politici 2025: Di Giuseppe, Bongiorno e Tremonti in testa

Redditi politici 2025: Di Giuseppe, Bongiorno e Tremonti in testa

Di Giuseppe è un imprenditore edile romano, nato nel 1968 ed eletto nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale. Nella documentazione dichiara 93.437 euro in Italia e attribuisce il resto del reddito agli Stati Uniti, dove si è trasferito da tempo a Miami. L’imposta netta supera 1,2 milioni di euro.

Subito sotto i tre redditi milionari, Meinhard Durnwalder, senatore bolzanino della Svp, dichiara 599.885 euro. Manfred Schullian, deputato delle Minoranze linguistiche, arriva a 558.544 euro. Maurizio Casasco, di Forza Italia, si ferma a 488.857 euro, poco sotto la soglia del mezzo milione.

Tra gli altri redditi più consistenti figura quello di Alberto Di Rubba: il tesoriere della Lega, approdato alla Camera a marzo, dichiara 394.115 euro. Nella documentazione risultano anche una partecipazione del 50% in Ita Digital District Core e una quota del 25% nella società sportiva Bg Racing Team. Simonetta Matone, passata di recente dalla Lega a Forza Italia, dichiara 350.742 euro; ha venduto due immobili a Roma e acquistato una quota del 50% di un immobile a Gaeta.

Tra i membri del governo eletti in Parlamento che avevano già depositato la dichiarazione, Carlo Nordio, ministro della Giustizia, indica 260.758 euro; Antonio Tajani, ministro degli Esteri, 186.591; Adolfo Urso, titolare delle Imprese e del Made in Italy, 158.907. Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, dichiara 125.952 euro. I redditi riportati sono 99.623 euro per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, 100.733 per Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, 96.246 per Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, e 98.472 per Roberto Calderoli, ministro degli Affari regionali e delle Autonomie. Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli dichiara 164.394 euro; il sottosegretario Alessandro Morelli 94.214.

Fra i leader e gli esponenti di partito, Maurizio Lupi di Noi Moderati dichiara 225.351 euro, Lorenzo Cesa dell’Unione di Centro 197.584 e Bruno Tabacci del Centro Democratico 130.617. Elly Schlein, segretaria del Pd, ha un reddito di 98.471 euro; Nicola Fratoianni dichiara 100.479 euro e la moglie Elisabetta Piccolotti 99.963. Carlo Calenda indica 114.707 euro. Tra gli altri parlamentari, Francesco Ciancitto di Fratelli d’Italia dichiara 311.008 euro, Sergio Costa del M5S 258.150 e Mauro Berruto del Pd 236.712.

Le ex sindacaliste Annamaria Furlan, senatrice di Italia viva, e Susanna Camusso, senatrice del Pd, dichiarano rispettivamente 222.795 e 188.316 euro. Furlan ha venduto due unità immobiliari in comproprietà; Camusso possiede azioni di Banca Etica per un valore indicato di 152.638 euro. Piero Fassino dichiara 146.243 euro, Licia Ronzulli 140.920, Giorgio Mulè 139.057, Anna Ascani 135.819 e Barbara Floridia 123.950. Ascani ha acquistato un immobile a Bergamo nel 2025. Sono inoltre riportati 180.031 euro per Giorgia Meloni, 103.524 per Matteo Salvini, 98.471 per Giuseppe Conte, circa 100mila per Angelo Bonelli, intorno a 112mila per Riccardo Magi e circa 146mila per Antonio De Poli: in questi casi, al momento descritto, la dichiarazione non era ancora stata depositata.

Non risultava ancora depositata neppure la dichiarazione di Matteo Renzi. L’anno precedente il leader di Italia viva era stato al centro di uno scontro politico dopo aver pubblicato l’attestazione delle variazioni patrimoniali e la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate di avvenuta ricezione della dichiarazione. Il presidente del Senato Ignazio La Russa gli aveva chiesto anche una copia della dichiarazione dei redditi.

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