Palladino cambia la partita e si “mangia” Amorim, che la sbilancia: il Bologna stravince a San Siro e getta timori sulla dirigenza rossonera
Il Bologna ribalta il 2-1 dell’intervallo con i cambi di Palladino e la tripletta di Mbangula; Amorim spinge il Milan in avanti, lasciando spazi decisivi.
Il 4-2 del Bologna a San Siro nasce da una partita che si è capovolta due volte: Mbangula ha portato avanti gli ospiti, Alphadjo Cisse ha risposto con una doppietta e il Milan è andato al riposo sul 2-1. Nella ripresa, però, la squadra di Palladino ha segnato tre gol e ha trasformato il vantaggio rossonero in una sconfitta pesante. La differenza si vede soprattutto nella gestione dei momenti: il Bologna ha trovato nuove soluzioni dalla panchina; il Milan, nel tentativo di recuperare, ha finito per concedere campo.

Milan-Bologna 2-4: le mosse di Palladino e la tripletta di Mbangula
Il primo vantaggio rossoblù è nato da una lettura efficace della pressione e da una palla persa da Musah nella trequarti milanista. Il Bologna ha attaccato da destra verso sinistra: Pobega e Zortea hanno accompagnato l’azione, conclusa da Mbangula all’8’. Il 3-4-2-1 di Palladino offriva più riferimenti mobili alle spalle di Odgaard, utilizzato al centro dell’attacco, e ha messo sotto pressione le fasce rossonere. Bernardeschi ha avuto anche una grande occasione, senza trovare il gol.
Il Milan non è rimasto schiacciato per tutto il primo tempo. Secondo la Gazzetta, nei primi quaranta minuti i rossoneri hanno avuto il 68% di possesso e Hutchinson ha completato sette dribbling, mentre nessun altro giocatore ne aveva fatti più di due. La squadra di Amorim ha trovato il pareggio al 14’: Hutchinson ha pressato Theate, la cui gestione imprecisa del pallone basso ha lasciato Cisse libero in area. Al 27’ il Milan è passato avanti: Tomori, schierato a destra, ha anticipato gli avversari e servito al centro il giovane attaccante, autore della doppietta. Questi quaranta minuti smentiscono una superiorità rossoblù continua: il Milan ha prodotto gioco e rimontato, ma dopo l’intervallo non ha conservato quell’equilibrio.
La ripresa è cominciata con un problema che ha tolto ad Amorim una delle sue soluzioni difensive: Tomori si è toccato la parte posteriore della coscia ed è stato sostituito da Modric all’intervallo. Musah è arretrato sulla fascia destra e Modric si è abbassato in costruzione, ma il Milan ha perso il giocatore che aveva servito l’assist del 2-1. L’uscita di Tomori ha quindi inciso sia sulla struttura sia sulle possibilità di spinta dei rossoneri; non basta, però, a spiegare quanto spazio abbiano concesso nel finale.
Al 14’ della ripresa Palladino ha cambiato tre uomini in un colpo solo: Miranda, Cambiaghi e Vitik sono entrati per Alhassane, Bernardeschi e Darmian. L’intervento ha rinnovato la spinta a sinistra e modificato la linea difensiva senza rinunciare alla compattezza. Un minuto dopo Miranda ha calciato una punizione che ha attraversato l’area; Bartesaghi l’ha deviata nella propria porta per il 2-2. Poco dopo, il Bologna ha trovato il 3-2 con Mbangula, al termine dell’azione costruita sul lato sinistro tra Miranda e Cambiaghi. La mossa di Palladino ha avuto un effetto concreto: Miranda e Cambiaghi hanno dato al Bologna una corsia più incisiva proprio mentre il Milan cercava di riassestarsi.
La reazione di Amorim ha privilegiato l’attacco: Pulisic e Diawara sono entrati per Estupiñán e Hutchinson, poi Camarda ha preso il posto di Bartesaghi. Con Cisse, Ramos, Pulisic e Camarda insieme, il Milan si è disposto in modo molto offensivo, ma ha lasciato meno protezione alle spalle delle punte. Camarda ha avuto un’occasione di testa per il 3-3, senza concretizzarla; in seguito ha perso il pallone, dando avvio alla ripartenza del Bologna. Odgaard ha servito Mbangula, libero in area per il 4-2 all’86’. La scelta di aumentare gli uomini offensivi poteva aiutare la rimonta, ma in quella situazione ha anche reso più vulnerabile il Milan alla transizione avversaria.
Nel finale si è visto il contrasto tra le due gestioni: il Bologna ha protetto il vantaggio e colpito quando il Milan si è allungato, mentre Skorupski ha fermato Pulisic. Nelle sue prime cinque giornate alla guida del Bologna, Palladino aveva raccolto dieci punti e vinto tutte e tre le trasferte. Il Bologna arrivava alla partita con sette indisponibili tra i giocatori di movimento; il Milan aveva invece il derby in programma a distanza di settantadue ore. Dopo questa sconfitta, i rossoneri sono al quinto posto, a sette punti da Inter e Lazio. Nel calendario del Bologna ci sono poi Monza, Parma, Udinese e Venezia. Il successo rafforza il bilancio iniziale di Palladino; per Amorim, le attenuanti non cancellano il costo difensivo della risposta offensiva nella ripresa.
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