Juventus, anche Carnevali sotto esame: i dubbi sul mercato estivo e sulla conferma di Spalletti
Gli investimenti estivi non avrebbero colmato le lacune in attacco e a centrocampo; sulla panchina resta aperta la valutazione della conferma di Spalletti.
Alla Juventus il mercato estivo e la conferma di Luciano Spalletti finiscono al centro della stessa contestazione. Il giudizio sulle scelte attribuite a Giovanni Carnevali è netto: nonostante gli investimenti, la rosa non avrebbe ricevuto né un centravanti di statura internazionale né un leader a centrocampo.

Juventus, le scelte di Carnevali sotto esame: mercato e Spalletti
Il rilievo non riguarda soltanto i profili mancanti. Alla squadra vengono contestate anche l’assenza di un’identità riconoscibile e la sensazione che il gruppo non sia compatto. Spalletti è indicato come primo responsabile della crisi, ma la critica esclude che la causa possa essere ricondotta soltanto all’allenatore: il progetto sportivo e le scelte dirigenziali restano parte del problema.
La conferma del tecnico è considerata una scelta discutibile anche alla luce della stagione precedente, chiusa senza la qualificazione alla Champions League. Quel risultato avrebbe dovuto indurre la dirigenza a valutare con attenzione la condizione di Spalletti, sul quale pesava, secondo la critica, anche il difficile percorso da commissario tecnico della Nazionale.
La richiesta rivolta alla dirigenza è di chiarire la propria posizione: sostenere pienamente l’allenatore oppure cambiare guida. La prossima pausa per gli impegni delle Nazionali è descritta come un passaggio decisivo, mentre l’idea di una rivoluzione tecnica a fine stagione non risolve il nodo immediato. Per la critica, la Juventus non può rinunciare già a ottobre alle proprie ambizioni.
Carnevali è arrivato alla Juventus dopo 12 anni al Sassuolo, scelto da John Elkann per sostituire Damien Comolli e assumere il compito di rilanciare il club. Il cambio è stato presentato come una scelta della proprietà per affidare il vertice a un dirigente esperto del calcio italiano; le ricostruzioni di quei giorni descrivevano l’ufficialità come imminente.
La scelta maturava dopo il sesto posto e la mancata qualificazione alla Champions. La Stampa riferiva inoltre che, con Comolli, avrebbero lasciato il club anche il direttore tecnico François Modesto, il responsabile delle performance Darren Burgess e il chief business officer Peter Silverstone. Il riassetto veniva così descritto come più ampio di una semplice sostituzione al vertice.
Il mercato richiedeva anche un coordinamento interno: tra i nomi indicati come obiettivi figuravano Sorloth, Kolo Muani e il difensore Lucumì, da condividere con gli altri dirigenti, fra cui il direttore sportivo Ottolini. Le operazioni dovevano inoltre confrontarsi con vincoli di fair play finanziario descritti come particolarmente rigidi e in fase di aggiornamento.
A fine luglio Carnevali parlò di una trattativa avanzata con il Paris Saint-Germain per Kolo Muani, ma precisò che senza firme l’esito non era certo. L’operazione era valutata intorno ai 50 milioni di euro tra prestito e obbligo di riscatto. Più indietro, disse, era il tentativo per Kerim Alajbegovic, giovane del Bayer Leverkusen: la cifra superava i 30 milioni, altri grandi club erano interessati e il calciatore, secondo Carnevali, voleva la Juventus.
Nello stesso intervento Carnevali affermò che la Juventus voleva rinforzarsi ancora e lavorava anche sulle cessioni, pur riconoscendo che non fosse semplice. Criticò il fatto che il mercato restasse aperto all’inizio dei campionati. Su Vlahovic disse di non averlo mai incontrato, di essersi reso disponibile a parlare con i suoi agenti e di sapere che il serbo aveva rifiutato una proposta importante: aggiunse che non intendeva rincorrerlo.
Il confronto con la gestione precedente resta parte del bilancio tecnico. Due estati prima, la Juventus aveva speso oltre 130 milioni per Nico Gonzalez, Teun Koopmeiners e Douglas Luiz, pensati per formare la struttura portante della squadra. Spalletti ha cercato di recuperarli: Gonzalez e Douglas Luiz sono stati frenati soprattutto dagli infortuni muscolari, mentre Koopmeiners ha faticato a rispondere alle attese e a gestire la pressione.
Diversi acquisti associati alla gestione Comolli hanno avuto un bilancio negativo: Joao Mario è passato in prestito prima al Bologna e poi alla Fiorentina; Openda, costato quasi 44 milioni tra prestito e obbligo di riscatto, è stato ceduto in affitto al Lione; Holm è rientrato al Bologna dopo il prestito, anche per le poche garanzie fisiche. David è stato prestato gratuitamente all’Atletico Madrid, con la Juventus impegnata a contribuire all’ingaggio, per liberare spazio a Woltemade. Zhegrova è rimasto fuori dalla lista UEFA ed è stato indicato come possibile partente, mentre Jeremie Boga è stato l’unico giudicato positivamente in quel gruppo.
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