Esonero in vista?

Spalletti dopo il 2-0 col Genoa: «Questa Juve ha poco di tutto»

Scritto da Adriano Piscopo, 29 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo il 2-0 del Genoa, Spalletti chiede scusa ai tifosi e mette in discussione intensità e duelli della Juventus. McKennie invoca più sacrificio prima del Napoli.

La Juventus è uscita sconfitta 2-0 dal campo del Genoa, che ha condotto gran parte della partita. Ehizibue ha sbloccato il risultato con una deviazione decisiva di Cambiaso, poi Baldanzi ha firmato il raddoppio. Dopo il ko, Luciano Spalletti ha aperto il suo intervento chiedendo scusa ai tifosi.

Juventus, Spalletti dopo il Genoa: «Bisogna vedere se i giocatori hanno quel tutto»

Juventus, Spalletti dopo il Genoa: «Bisogna vedere se i giocatori hanno quel tutto»

Il tecnico ha chiesto tempo per mettere a fuoco una situazione che, a suo giudizio, non si può spiegare con una risposta affrettata. Il passaggio più duro riguarda la disponibilità dei giocatori: Spalletti ha detto che bisogna capire se abbiano davvero quel «tutto» richiesto dalla partita, dopo una prova in cui la squadra non ha retto il confronto con il Genoa.

Spalletti ha indicato anche problemi precisi nella lettura della gara. La Juventus non è riuscita a trovare l’equilibrio necessario per andare su Baldanzi e, secondo l’allenatore, ha avuto una parte di responsabilità nei gol incassati. Le occasioni per rientrare non sono mancate: i bianconeri hanno costruito due opportunità importanti, ma non le hanno sfruttate. A pesare, nella valutazione del tecnico, è stata soprattutto la prestazione nei contrasti: la squadra ha perso duelli in molte zone del campo e deve alzare il livello fisico e agonistico.

Serie A28 Ott 2026
Stemma GenoaGenoa
FINALE2 – 0Partita terminata
Stemma JuventusJuventus

Gol e marcatori

  1. 12'Kingsley Ehizibue
  2. 28'Tommaso Baldanzi

Commento completo

La prova rossoblù ha messo la Juventus davanti a più di un problema. Spalletti ha citato la forza di Ostigard sui palloni inattivi, la capacità di Osmajic di attaccare lo spazio e cercare l’uno contro uno, oltre agli strappi e alla qualità nello stretto di Messias, Baldanzi, El Sharaawy e Vitinha. Alla componente tecnica ha affiancato quella caratteriale: ha definito la «vena» di De Rossi un fattore decisivo e ha ricordato il modo in cui l’ex compagno trasmetteva in campo grinta e volontà di battaglia.

Il cambio di rendimento rispetto a Lecce ha sorpreso l’allenatore. Spalletti ha detto che tre giorni prima, per circa un’ora, aveva visto un atteggiamento diverso; dopo quella partita, però, non aveva potuto riallenare il gruppo prima di ritrovarselo in campo a Genova. Ha parlato di 17 giocatori disponibili e di gruppi molto ristretti in alcuni ruoli, aggiungendo che la squadra gioca praticamente sempre e che non ha cambi logici per distribuire la fatica e mantenere l’equilibrio.

La classifica e i risultati, ha ammesso Spalletti, stanno pesando anche nella testa dei giocatori. Il tecnico ha descritto una squadra titubante nel prendere decisioni e ha parlato di una difficoltà già affrontata in precedenza. Non ha voluto entrare nel dettaglio delle cause a caldo: quando il gruppo è dispiaciuto e amareggiato, ha osservato, parlare troppo può aumentare la confusione. Prima di intervenire, vuole analizzare con lucidità ciò che non ha funzionato e individuare correzioni concrete.

Spalletti ha difeso le scelte fatte, compreso l’ingresso di Woltemade nella ripresa: a suo avviso, schierare due attaccanti fisici contro i difensori del Genoa avrebbe favorito Ostigard. Ha spiegato che il 3-5-2 dipende dal momento e dalle caratteristiche della rosa, senza dover penalizzare giocatori con profili diversi. Tra le soluzioni citate ci sono una variante con due sottopunta e l’impiego di Kolo Muani nel mezzo spazio, da trequartista o più largo. Ha anche indicato Alajbegovic, Boga e Zhegrova come possibili opzioni offensive e detto che Saar era recuperato e disponibile.

ha giudicato brutta la partita, sia da giocare sia da vedere, e ha riconosciuto che il Genoa ha fatto meglio. A suo giudizio, la tattica non basta a spiegare la prestazione: gli undici in campo devono correre di più, sacrificarsi per i compagni e trasformare le parole nello spogliatoio in comportamenti concreti. Ha ricordato che anche pochi metri in più possono fare la differenza nelle chiusure e nelle corse all’indietro, e ha detto che la squadra deve tornare a vincere perché rappresenta un grande club.

Interrogato sulla propria posizione, Spalletti ha detto di ritenersi la persona giusta per guidare la Juventus, pur riconoscendo che la situazione sarebbe difficile per chiunque. Ha aggiunto di conoscere l’origine delle difficoltà e i suoi giocatori, ma ha accettato che ciascuno possa avere una valutazione diversa. La prossima partita indicata è quella con il Napoli, nel fine settimana successivo: il tecnico l’ha definita molto difficile e speciale per il legame personale con la città, mentre McKennie ha messo in primo piano il recupero e l’analisi dell’avversario.

Serie A · Classifica
PosPuntiUltime 5SquadraGFGSDR
125VittoriaVittoriaVittoriaVittoriaPareggioInter251015
225VittoriaVittoriaVittoriaVittoriaVittoriaLazio22715
321VittoriaPareggioVittoriaPareggioPareggioRoma23815
420VittoriaVittoriaVittoriaPareggioSconfittaComo1789
518SconfittaVittoriaVittoriaPareggioVittoriaMilan18117
614VittoriaPareggioSconfittaVittoriaPareggioNapoli17116
714PareggioVittoriaSconfittaVittoriaPareggioFrosinone17134
814SconfittaVittoriaSconfittaPareggioVittoriaJuventus11101
913SconfittaVittoriaVittoriaVittoriaPareggioTorino14140
1013SconfittaSconfittaSconfittaPareggioVittoriaCagliari813-5

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