Inzaghi: «La Lazio di Gattuso somiglia alla mia»
L’ex allenatore biancoceleste vede somiglianze tecniche e morali con la squadra di Gattuso, mentre la Lazio è in vetta con l’Inter e riaffiora il ricordo del 2020.
Simone Inzaghi riconosce nella Lazio di Gennaro Gattuso qualcosa della squadra che allenò nel 2020. Nell’intervista a Il Messaggero, l’ex tecnico biancoceleste accosta le due formazioni per caratteristiche tecniche e morali e mette al centro la compattezza del gruppo: secondo lui, la Lazio attuale gli somiglia parecchio.

Lazio, Inzaghi paragona la squadra di Gattuso alla sua del 2020
Il confronto arriva mentre la squadra ha raccolto 22 punti sui 24 disponibili nelle prime otto giornate di Serie A. La Lazio condivide la vetta con l’Inter campione in carica, che la precede per una migliore differenza reti. L’ultimo primato biancoceleste risaliva al febbraio 2020, quando in panchina c’era proprio Inzaghi. In quella stagione, alcuni si aspettavano che la squadra potesse essere coinvolta nella lotta per non retrocedere.
Inzaghi definisce Gattuso un grande allenatore, già ben ambientato, e descrive una squadra che sta andando forte e continua a vincere. La vetta gli fa piacere, ma non si sbilancia sull’esito del campionato: il consiglio è di concentrarsi su una partita alla volta, senza guardare alle altre squadre, perché così il percorso diventa più semplice e piacevole.
Il parallelo con il 2020 riguarda anche l’atmosfera. Inzaghi ricorda la sua Lazio come una famiglia e dice di percepire, pur seguendo la squadra da lontano, un clima simile a Formello. È una coesione che, nella sua lettura, può fare la differenza contro le avversarie. La squadra di oggi, aggiunge, continua a regalare emozioni forti; lui non sa dove potrà arrivare, ma intravede nell’ambiente un richiamo a quello di allora.
Il ricordo più nitido del campionato 2019/2020 è la vittoria per 2-0 sul Bologna, che Inzaghi considera decisiva per portare la Lazio in testa. L’Olimpico era pieno e in festa: all’allenatore quella giornata apparve come una celebrazione collettiva destinata a durare. Poi arrivarono la pandemia, la lunga sospensione, gli infortuni e una ripartenza che, nelle sue parole, non riportò il campionato alle condizioni precedenti.
La Lazio non vinse lo Scudetto. Inzaghi dice di portare con sé il rimpianto di non poter sapere come sarebbe finita la stagione senza quella che definisce la catastrofe del Covid: dopo la ripresa, la squadra aveva perso il grande slancio accumulato. Resta però il ricordo di un gruppo che gli diede emozioni forse irripetibili; cita anche il titolo e il periodo più difficile, quando la squadra affrontò problemi rilevanti, tra le cose che non dimenticherà.
Il legame con il club attraversa 22 anni da giocatore e allenatore. Inzaghi guidò la prima squadra dal 2016 al 2021; dopo la Lazio trascorse quattro stagioni all’Inter, vincendo sei trofei e raggiungendo due finali di Champions League. Dal 2025 è alla guida dell’Al-Hilal, ma dice di seguire i biancocelesti quando glielo permettono gli impegni e il calendario e di dovere moltissimo alla società, che considera il grande amore della sua vita calcistica.
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