Cardinale conferma Amorim e promette rinforzi per il Milan a gennaio
Cardinale assicura che Amorim resta al centro del progetto e prepara nuovi interventi a gennaio, con l’obiettivo di completare una rosa ancora in ricostruzione.
Gerry Cardinale conferma Ruben Amorim e annuncia che il Milan tornerà sul mercato a gennaio. Nell’intervista a La Gazzetta dello Sport, il proprietario rossonero dice di avere piena fiducia nel tecnico portoghese, scelto personalmente: «Non abbandono Ruben».

Milan, Cardinale conferma Amorim: a gennaio nuovi rinforzi
La ricostruzione, spiega Cardinale, non è terminata. In estate non è riuscito a fare tutto quello che voleva. Apprezza i nuovi arrivati, i giocatori rimasti e anche quelli ceduti, ma stima che possano servire «un altro paio di sessioni di mercato» per completare il lavoro. Dice che il Milan è soltanto a un quarto del percorso.
La finestra invernale sarà quindi un’occasione per aggiungere qualità e profondità. Cardinale intende muoversi con criterio «aggressivo» e «opportunista» e continuare a rinforzare la panchina, ma esclude una spesa senza criterio: dice che non sperpererà denaro e che, quando decide di puntare un calciatore, fa tutto il possibile per riuscirci. Il profilo cercato è quello di giocatori «da Milan», capaci di reggere il peso della maglia e, preferibilmente, già abituati a lottare per obiettivi importanti. Per Ramos, Gila e Moreira erano stati spesi 150 milioni di euro per i cartellini, bonus esclusi, in un passaggio attribuito ad Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta. In estate il Milan aveva inoltre puntato su Inacio dello Sporting, senza concludere la trattativa. Cardinale lega gli eventuali investimenti alla presenza delle condizioni necessarie.
Una priorità è allestire una squadra in grado di assorbire gli infortuni e sostenere gli impegni delle coppe europee. Cardinale descrive l’«Amorim Ball» come un calcio di ritmo molto alto e transizioni rapide: a suo dire, i giocatori percorrono tra i 9 e gli 11 chilometri a partita, un’intensità che rende necessarie le rotazioni. La profondità della rosa è dunque una condizione che il proprietario collega direttamente al modo di giocare e al calendario.
La conferma di Amorim è netta anche rispetto alle difficoltà incontrate finora. Cardinale afferma di non pensare di aver commesso un errore e sostiene che non si possa vincere passando continuamente da un allenatore all’altro. Vuole evitare gli errori degli ultimi anni e lavorare con il portoghese finché il Milan non farà il salto di qualità. Dice inoltre che Amorim ha imparato dall’esperienza al Manchester United e di averlo scelto dopo aver ascoltato la sua analisi degli errori commessi lì; ne apprezza cultura, capacità di leadership e preparazione. Cardinale aggiunge che a Milanello si respira un’aria diversa rispetto agli ultimi quattro anni.
È ancora aperta anche la scelta del responsabile dell’area sportiva. Cardinale parla con Markus Krösche e con altri profili, ma non considera imminente un annuncio e dice di non avere fretta: individua la persona giusta come una delle decisioni più importanti dopo la transizione estiva, quando ha preso direttamente in mano il club. Ammette che questa gestione non potrà durare per sempre e che ci sono persone più qualificate di lui. Il futuro dirigente, però, non avrà carta bianca: sarà parte di una struttura più articolata e lavorerà insieme a Cardinale, che dice di non voler più consegnare le chiavi della società a una sola figura.
Nel parlare del gruppo, Cardinale cita Pulisic, Rabiot, Moreira, Gila, Hutchinson e Ramos; definisce Gila «una bestia» e indica Maignan come leader della squadra. Dice di apprezzare sia i nuovi arrivati sia i giocatori rimasti, e sostiene che la ricostruzione debba proseguire senza perdere di vista le qualità già presenti nella rosa.
Il confronto con l’Inter è anche un riferimento organizzativo. Cardinale dice di rispettare Marotta e la struttura nerazzurra, che a suo giudizio ha mantenuto continuità anche dopo l’addio di Inzaghi; richiama inoltre il Liverpool, capace di proseguire il proprio percorso con Slot dopo Klopp. È il modello a cui aspira per il Milan. Quanto allo scudetto in questa stagione, Cardinale lo considera possibile, a condizione che la squadra trovi continuità: spera che l’Inter perda punti e che il Milan metta insieme una serie di vittorie, ma insiste sulla necessità di pensare a una partita alla volta e recuperare terreno giornata dopo giornata.
Nel progetto di crescita Cardinale colloca anche il nuovo San Siro, definito una priorità e un’iniziativa in lavorazione da quattro anni. Lo considera un passaggio importante per aumentare la competitività del Milan e del calcio italiano.
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