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Inter, dopo il ko nel derby il patto dello spogliatoio: «Basta regali»

Scritto da Gennaro Manzari, 3 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Thuram racconta il confronto nello spogliatoio dopo il 3-1 del Milan: Barella e Bastoni ammettono gli errori e chiedono più attenzione e responsabilità.

Il derby perso 3-1 contro il Milan ha aperto un confronto diretto nello spogliatoio dell’Inter. Marcus Thuram ha raccontato che i giocatori si sono parlati senza filtri: «Ci siamo detti le cose in faccia come nelle famiglie». Fingere che i problemi non ci fossero, ha aggiunto, sarebbe stato grave. Il messaggio condiviso è stato netto: la squadra ha sbagliato molto e non può permettersi di regalare partite.

Inter, cosa si sono detti i giocatori dopo il derby perso 3-1

Inter, cosa si sono detti i giocatori dopo il derby perso 3-1

Il tema centrale è stato l’approccio, lo stesso aspetto indicato da Nicolò Barella nelle dichiarazioni dopo la partita. Il capitano ha parlato di errori da correggere e di una squadra che non è riuscita a entrare bene nel match. I due gol subiti nei primi minuti hanno reso più difficile la rimonta: Barella si è detto deluso anche perché il derby era una partita importante per l’Inter e per i suoi tifosi.

Barella ha ricordato anche le condizioni con cui l’Inter ha affrontato la gara: Bonny aveva avuto la febbre e anche Pio era stato indisposto durante la settimana. La mancanza di cambi offensivi in panchina, secondo il capitano, ha condizionato le scelte dell’allenatore e può aver tolto qualcosa alla squadra, che ha faticato a ingranare. Ha però indicato la necessità di guardarsi in faccia e di sistemare gli aspetti che portano a concedere troppi gol.

Nel confronto tra compagni, Barella ha riconosciuto la propria responsabilità nell’azione del 3-1: ha ammesso di aver valutato male il pericolo, concedendo la punizione poi trasformata da Moreira. L’autocritica si è aggiunta a quella espressa pubblicamente da Alessandro Bastoni dopo il derby. Barella ha richiamato anche gli individualismi e ha definito inaccettabili, per una squadra ambiziosa, gli errori legati alla superficialità.

Bastoni, autore del gol che aveva riavvicinato momentaneamente l’Inter, ha descritto l’approccio e l’intensità della squadra come inadeguati alla serata. Ha precisato che il suo discorso comprendeva tutti e ha ribadito che l’Inter va meritata ogni giorno, senza dare per scontato il livello raggiunto. Thuram ha indicato lui e Barella come leader, condividendo ciò che hanno detto. Bastoni ha anche ammesso di non avere una risposta certa sul ripetersi delle flessioni della squadra.

Il richiamo del gruppo riguarda anche le priorità fuori dal campo: le questioni personali e i rinnovi dovranno passare in secondo piano. Lautaro, infortunato, ha partecipato alle riunioni da capitano. Nel discorso sono stati citati anche i musi lunghi per sostituzioni ed esclusioni e la necessità di lasciare da parte gli individualismi. Per Dimarco il club ha esercitato la clausola fino al 2028, con la conferma arrivata quel giorno; nel confronto sono stati menzionati anche i contratti di Calhanoglu.

Dall’autocritica è emerso anche un elemento positivo: la reazione dopo lo 0-2 è stata accostata a quella mostrata nelle altre cinque occasioni in cui l’Inter era andata sotto in campionato. Il gruppo non considera persa la propria fame, ma riconosce il rischio di abbassare la tensione quando si sente forte, una tendenza descritta come «sindrome della vittoria». Nel derby Maignan ha inoltre compiuto una grande parata su Spence: l’idea che un gol avrebbe cambiato il racconto della gara resta un’ipotesi.

La partita di Champions League contro il Feyenoord è stata indicata come un passaggio importante per restare agganciati al gruppo delle squadre migliori. Barella ha detto che l’Inter vuole vincere e prepararsi bene per ottenere un buon risultato; Bastoni ha ricordato che il calcio offre la possibilità di reagire subito e che la squadra deve lasciarsi alle spalle, per quanto possibile, strascichi e delusione.

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