Fabregas dopo il 9-1: «Solo il PSG ha segnato più del Como»
Dopo il 9-1 al Lens, Fabregas rilancia le ambizioni del Como in Champions e prepara la trasferta di San Siro contro l’Inter.
Dopo il 9-1 del Como sul campo del Lens, Cesc Fabregas ha rilanciato l’ambizione europea della squadra: nell’intervista a La Gazzetta dello Sport ha detto che, fino a quel momento, soltanto il Paris Saint-Germain aveva segnato più gol in Champions League. «Allora la prossima volta dobbiamo fare meglio», ha aggiunto il tecnico, guardando già alle prossime partite.

Como, Fabregas dopo il 9-1: ambizioni in Champions e sfida all’Inter
Fabregas ha definito il risultato una goleada che nessuno poteva aspettarsi, fuori dall’ordinario e, a suo giudizio, possibile al massimo una volta nella vita. Ha riconosciuto che un punteggio del genere attira l’attenzione, ma ha spiegato che a renderlo soddisfatto è soprattutto l’atteggiamento mostrato dalla squadra.
Il Como, ha raccontato l’allenatore, ha seguito il piano gara continuando ad attaccare e mantenendo la propria idea di gioco. Fabregas ha apprezzato la pressione e il fatto che i suoi abbiano rispettato l’avversario fino all’ultimo minuto. Ha detto di essere orgoglioso del gruppo, pur indicando un passaggio da correggere: nei primi cinque minuti della ripresa la squadra è stata, nelle sue parole, «un po’ superficiale» e la rete incassata lo ha fatto arrabbiare. Dopo tre cambi erano state modificate alcune cose in difesa; a segnare, ha ricordato, è stato Aguilar, suo ex compagno di squadra, con un gran gol.
Fabregas ha definito interessante la classifica e ha indicato l’obiettivo di lottare con tutte le avversarie del percorso europeo. Dopo il sorteggio, sapendo che il Como avrebbe affrontato PSG e Barcellona nelle ultime due gare della fase a gironi, aveva pensato – come gli altri – che fosse importante raccogliere più punti possibile nelle partite precedenti. Le due sfide sono previste a fine gennaio: il tecnico considera entrambe le squadre di livello superiore, ma ha ricordato che al Como restano ancora molte partite. Per allora spera di recuperare più giocatori possibile in attacco, reparto che ha descritto come in sofferenza.
Nel commentare Nico PazFabregas ha detto di sapere che il giocatore voleva rendere omaggio a Jesus de Miguel e di averne rispettato la decisione. Ha richiamato la necessità di restare uniti nei momenti difficili e la vicinanza del gruppo alla comunità di Tenerife dopo un episodio che ha definito terribile.
Un altro momento della serata è stato il gol del 9-1 di Papa. Fabregas ha spiegato che, dopo la rete, tutti sono andati dal giovane e che la sua reazione è stata istintiva, legata al percorso affrontato dal ragazzo, non a una mancanza di rispetto. Papa aveva iniziato ad allenarsi con la prima squadra a 16 anni, poi si era rotto il crociato ed era rimasto fuori nove mesi; era rientrato da poco. Il tecnico lo ha descritto come un giovane dell’accademia, umile e ambizioso, che lavora duramente e meritava quel momento, importante anche per il club.
Fabregas ha detto di aver capito mercoledì sera che c’erano le condizioni per farlo esordire. Ha sottolineato quanto sia raro debuttare in Champions League a quell’età e segnare alla prima occasione: una notte che, a suo giudizio, Papa non dimenticherà. Per il tecnico, il Como è entrato nella storia con una serata indimenticabile per i tifosi e per la società.
La goleada, ha avvertito Fabregas, va archiviata rapidamente. Il tecnico ha detto di aver già chiesto ai giocatori di pensare soltanto all’Inter, pur riconoscendo che il gruppo meritava di godersi il momento e che, nella partita con il Lens, tutto era girato a favore del Como.
Inter-Como è in programma domenica 8 novembre alle 18 a San Siro. Fabregas si aspetta una gara difficile contro i campioni d’Italia in carica, dispendiosa sul piano fisico e mentale, con poco tempo per prepararla al meglio. La squadra, ha spiegato, è rientrata a casa alle 4 e il giorno successivo ha avuto un giorno libero.
Il tecnico ha inoltre ricordato che quella contro l’Inter sarà la nona partita del percorso tra una sosta per le nazionali e l’altra. L’indicazione data al gruppo è di finire bene e imparare a voltare pagina, mostrando a Milano la propria identità.
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