La fiammata

Cagliari-Atalanta 3-2, Mendy accende la Domus e Borrelli avvicina la salvezza

Scritto da Michael Sousa, 27 Aprile 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Doppietta del classe 2007, risposta di Scamacca e firma decisiva nella ripresa

La serata dell’Unipol Domus ha consegnato una delle partite più vive della 34a giornata di Serie A: il Cagliari ha battuto 3-2 l’Atalanta in un confronto aperto, nervoso e pieno di ribaltamenti emotivi. I rossoblù sono partiti fortissimo con la doppietta lampo di Mendy, hanno subito il ritorno di Scamacca prima dell’intervallo e hanno trovato nella ripresa il colpo decisivo con Borrelli, trasformando una gara complicata in un successo pesantissimo per la corsa salvezza.

Il Cagliari vince con l'Atalanta e blinda la salvezza

Avvio travolgente e doppietta da sogno

La scelta di Fabio Pisacane di affidarsi dall’inizio a Paul Mendy è diventata subito il tema tecnico ed emotivo della partita. Il giovane attaccante senegalese, alla prima da titolare in Serie A, ha segnato dopo una manciata di secondi con un inserimento di testa sul cross di Adopo, poi ha raddoppiato all’8′ sugli sviluppi di un corner, sfruttando la situazione in area e una deviazione che ha tagliato fuori la retroguardia bergamasca. In pochi minuti il Cagliari ha costruito un vantaggio enorme, alimentato da aggressività, ritmo e coraggio.

Scamacca riapre tutto prima dell’intervallo

L’Atalanta ha vissuto un inizio fragile, ma non è uscita mentalmente dalla gara. Nel finale del primo tempo la squadra di Raffaele Palladino ha trovato la risposta attraverso Gianluca Scamacca, autore di due reti ravvicinate tra il 40′ e il 45′. La doppietta dell’attaccante ha riportato il punteggio sul 2-2 e ha cambiato il clima della sfida, perché i bergamaschi sono rientrati negli spogliatoi dopo aver cancellato il doppio svantaggio e dopo aver rimesso pressione su un Cagliari chiamato a reagire subito.

Borrelli entra e decide, Caprile chiude la porta

La ripresa ha riportato il Cagliari davanti quasi immediatamente. Mendy, fermato da un problema fisico all’intervallo, ha lasciato spazio a Gennaro Borrelli, che dopo poco più di un minuto ha firmato il 3-2 sfruttando l’azione avviata da Folorunsho e facendosi trovare pronto nell’area piccola. Da quel momento la partita è diventata una prova di resistenza: l’Atalanta ha spinto, Pasalic ha sfiorato un gol spettacolare e Caprile ha avuto un peso decisivo, respingendo i tentativi finali di Krstovic, Scamacca e Raspadori.

Tre punti che pesano sulla classifica

Il risultato ha un valore enorme soprattutto per il Cagliari, salito a quota 36 e a +8 sulla Cremonese terzultima quando mancano quattro giornate alla fine del campionato. La salvezza non è ancora matematica, ma il margine costruito all’Unipol Domus cambia il finale di stagione dei rossoblù. Per l’Atalanta, rimasta a 54 punti, la sconfitta rende invece molto più complicata la rincorsa europea: la squadra di Palladino resta lontana dal sesto posto e arriva da un aprile pesante, segnato anche dalla delusione in Coppa Italia contro la Lazio.

Le scelte iniziali e il tabellino

Nel tabellino il Cagliari è partito con Caprile in porta, linea difensiva composta da Zé Pedro, Mina, Rodriguez e Obert, centrocampo con Adopo, Gaetano e Deiola, più Folorunsho ed Esposito a supporto di Mendy. L’Atalanta ha risposto con Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti e Kolasinac dietro, Bellanova e Zappacosta sulle corsie, De Roon e Pasalic in mezzo, De Ketelaere e Raspadori alle spalle di Scamacca. La sequenza dei marcatori racconta bene l’andamento del match: Mendy all’1′ e all’8′, Scamacca al 40′ e al 45′, Borrelli al 47′.

La chiave: coraggio, gioventù e tenuta mentale

La vittoria del Cagliari nasce dalla capacità di colpire nei momenti in cui l’Atalanta era più vulnerabile: subito all’inizio del primo tempo e subito dopo l’intervallo. Fabio Pisacane ha ottenuto risposte da due attaccanti entrati nella partita in modi diversi, Mendy con l’impatto feroce della sorpresa e Borrelli con la freddezza del subentrato decisivo. La Dea, pur avendo rimesso in piedi il punteggio con Scamacca, ha pagato disattenzioni difensive, scarsa brillantezza nei momenti chiave e l’incapacità di trasformare l’assalto finale in un pareggio.

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