Milan, Modrić rilancia l’ambizione: «Sono tornato per vincere, qui come se fosse la prima volta»
Il croato conferma la scelta di restare in rossonero e fissa un obiettivo superiore al ritorno in Champions League.
Luka Modrić torna al Milan con un obiettivo più ampio della sola qualificazione alla Champions League. Alla vigilia del suo secondo anno in rossonero, il centrocampista croato ha chiarito la direzione della squadra: «Se giochi in un club come il Milan, la cosa più normale è pensare di voler vincere e non solo centrare la qualificazione in Champions». Una posizione che alza il livello delle aspettative e lega il futuro della stagione non soltanto al ritorno nell’Europa che conta, ma anche alla capacità di competere per il vertice.

Luka Modrić torna al Milan con un obiettivo più ampio della sola qualificazione alla Champions League.
Il croato ha descritto il rientro con parole che sottolineano motivazioni ancora intatte: «Sono tornato come se dovesse essere la prima volta e dovessi vincere». La sua missione, ha spiegato, è dare il massimo e aiutare il Milan a ottenere il maggior numero possibile di successi. Per riuscirci, Modrić ha indicato una traccia precisa: umiltà, lavoro duro e unità del gruppo. Non una dichiarazione isolata, perché già nella sua precedente presentazione aveva definito la Champions come obiettivo minimo, affiancandola alla necessità di lottare per i trofei.
La scelta di restare e il peso della fiducia
La scelta di proseguire l’avventura rossonera è maturata dopo una valutazione personale e familiare. Modrić ha raccontato di aver mantenuto il Milan nei suoi pensieri anche durante il Mondiale e di aver voluto prima ascoltare il proprio corpo, verificando quanta fame e quanta passione avesse ancora per continuare. Il croato avrebbe potuto firmare il prolungamento in diversi momenti della stagione, anche a dicembre, ma ha preferito attendere una decisione pienamente consapevole. A fare la differenza è stata anche la posizione del club: il Milan gli ha dimostrato quanto fosse importante averlo dentro il nuovo progetto.
Il centrocampista ha escluso di aver considerato chiusa la sua esperienza rossonera dopo l’infortunio riportato contro la Juventus. A 40 anni, quella gara non è stata letta come il possibile capitolo finale: Modrić ha spiegato di aver avuto immediatamente voglia di tornare in campo. La mascherina protettiva non lo faceva sentire a proprio agio, ma il desiderio di continuare è rimasto intatto. Il rientro assume così un significato concreto: non soltanto la prosecuzione di una carriera d’élite, ma la risposta a un periodo fisicamente e mentalmente complesso.
Il momento più difficile della stagione precedente, invece, è stato riassunto da Modrić con una parola: frustrazione. Fino alla parte finale dell’annata, e in particolare fino a marzo, il Milan aveva giocato bene e ottenuto risultati restando in lotta per il titolo. Poi l’infortunio gli ha impedito di aiutare la squadra con la continuità dei mesi precedenti. Il dato temporale è rilevante perché separa due fasi diverse: una prima parte in cui i rossoneri erano dentro la corsa al vertice e una conclusione vissuta dal giocatore con il rimpianto di non poter incidere.
Nel secondo anno, quindi, il ruolo di Modrić sarà legato a due piani: la prestazione sul campo e la capacità di mantenere il gruppo dentro una prospettiva competitiva. Il croato ha sottolineato che gli obiettivi sono condivisi con club, proprietà e allenatore. La qualificazione alla Champions resta il traguardo concreto da raggiungere, ma non rappresenta il limite dichiarato. La differenza tra una stagione sufficiente e una stagione ambiziosa passerà dalla capacità del Milan di trasformare questa intenzione in continuità di risultati, senza perdere l’equilibrio invocato dal suo centrocampista.
Modrić alza l’asticella: la Champions non basta
La linea indicata da Modrić non consegna ancora risultati o posizioni di classifica, perché la stagione è nella fase iniziale. Stabilisce però una gerarchia chiara: prima costruire una squadra solida e unita, poi misurare quanto il Milan possa spingersi oltre il piazzamento Champions. Il prossimo sviluppo sarà il passaggio dalle parole al calendario ufficiale, con il croato chiamato a tradurre esperienza, gestione dei tempi e leadership in un contributo regolare. Il margine tra obiettivo minimo e ambizione reale comincerà a definirsi partita dopo partita.
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