Juve, il ko con la Lazio riapre il dibattito su Spalletti e Conte
Dopo il 3-0 allo Stadium, Spalletti ha parlato di una squadra senza ritmo e idee; il nome di Conte circola, ma non c’è una vera e propria decisione all'orizzonte
La Juventus ha perso 3-0 in casa contro la Lazio il 18 ottobre e la prestazione ha riaperto il confronto sul futuro di Luciano Spalletti. Il tema di Antonio Conte circola come possibile scenario, ma non equivale a una decisione del club: il dibattito resta legato anche ai paletti economici e alle risorse disponibili.

Juventus, Spalletti in discussione dopo il 3-0 con la Lazio: Conte è solo un’ipotesi
Spalletti, squalificato, ha seguito la partita dalla tribuna e nel dopogara ha definito la squadra «inferiore», senza controllo del gioco né idee su come indirizzare la gara. Ha detto di essere rimasto sorpreso dalla prova e di dover riflettere anche sul proprio operato.
L’allenatore ha descritto una Juventus lenta nelle gambe e nella testa, priva di ritmo, idee e corsa, e fragile dopo aver perso i duelli. Ha aggiunto di aver provato a cambiare l’assetto inserendo, secondo la sua stima, sei giocatori nuovi. Per Spalletti, senza ritmo e intensità anche tattiche e sistemi di gioco diventano inefficaci.
Spalletti ha chiesto una reazione e un’analisi del carattere della squadra, indicando tra le possibilità un confronto con il gruppo e un cambiamento nella metodologia di lavoro. Sulla fiducia dei giocatori, ha ammesso che fino al giorno prima avrebbe risposto di sì, mentre dopo quella partita non ne era sicuro; ha poi detto di pensare che la squadra lo segua, pur dovendo ripensare al rapporto costruito con il gruppo.
Nel dopogara sono emerse anche le parole di Gleison Bremer, che ha richiamato le differenze di carattere tra i giocatori e la difficoltà di farsi carico da solo della reazione della squadra. La risposta di Spalletti è stata netta: prima di giudicare il gruppo, ha detto, ciascuno deve guardare a se stesso. Lo scambio ha alimentato le letture sulle tensioni interne, senza chiarire a chi fossero rivolte le critiche del difensore.
Il nome di Antonio Conte riappare nel dibattito come ipotesi di rilancio, non come trattativa o scelta annunciata. Secondo Tuttosport, l’eventuale ritorno dipenderebbe dai margini economici e dai vincoli che la società sarebbe disposta ad affrontare; al momento non c’è un passaggio concreto verso un cambio in panchina. Sul breve periodo, Spalletti ha indicato come priorità l’analisi della prestazione e una risposta della squadra.
Sul piano del campionato, la sconfitta ha lasciato la Juventus con 11 punti dopo sette giornate, all’ottavo posto e a otto lunghezze da Inter e Lazio, secondo Goal. Nei due mesi precedenti i bianconeri avevano vinto una sola volta in Serie A, mentre in Europa League avevano ottenuto due successi in altrettante partite.
A Pressing, Alessio Tacchinardi ha osservato che, a un anno dall’arrivo di Spalletti, non vedeva un’identità né una squadra migliorata e ha invitato a valutare il lavoro del tecnico; Massimo Zampini ha detto di essere contrario a un cambio d’allenatore già a ottobre, pur riconoscendo la necessità di discutere la situazione.
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