Una Lazio diversa, con meno margini e più lavoro

Lazio, il nuovo corso di Gattuso: linea più alta e rosa da completare

Scritto da Luca Bortuzzo, 10 Agosto 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Il tecnico biancoceleste ha presentato il nuovo progetto: rispetto per Sarri, ma idee diverse e diverse situazioni da gestire in rosa.

Gennaro Gattuso ha indicato con chiarezza la direzione della sua Lazio: rispetto per il lavoro di Maurizio Sarri, ma un’identità tattica diversa e la necessità di fare i conti con una rosa non ancora completa. «Sarri è un maestro, soprattutto della difesa a quattro e della linea, ma noi faremo qualcosa di diverso», ha spiegato il nuovo allenatore biancoceleste nella conferenza di presentazione.

Lazio, il nuovo corso di Gattuso: linea più alta e rosa da completare — Gennaro Gattuso ha indicato

Gennaro Gattuso ha indicato con chiarezza la direzione della sua Lazio: rispetto per il lavoro di Maurizio Sarri, ma un’identità tattica diversa e la

Il tecnico non ha rinnegato il predecessore, ma ha chiarito che la Lazio dovrà modificare alcuni riferimenti sul campo. L’idea emersa è quella di una linea difensiva più alta rispetto a quella utilizzata da Sarri, con un atteggiamento maggiormente aggressivo e una squadra chiamata a rompere prima le azioni avversarie. La modifica non riguarderà soltanto il modulo, ma il modo di occupare gli spazi e di difendere in avanti.

Rosa corta e reparti da completare

Gattuso ha però accompagnato il progetto tecnico con una fotografia concreta del momento societario e sportivo. «La coperta è corta» è il concetto che sintetizza le difficoltà attuali: l’allenatore dovrà lavorare con gli uomini disponibili, senza attendere una squadra costruita in ogni reparto secondo le sue preferenze. L’obiettivo iniziale è formare un gruppo compatto, con una rosa indicata in conferenza tra i 25 e i 26 giocatori e con una precisa disponibilità al lavoro quotidiano.

Tra le situazioni citate c’è quella del portiere. Dopo la separazione da Ivan Provedel, la Lazio deve puntare su Mandas e Motta, almeno nella fase indicata dal tecnico. Gattuso ha invitato a gestire il passaggio con serenità, senza trasformare le assenze o le uscite dal gruppo in un alibi, ma il riferimento conferma quanto il nuovo allenatore debba adattare il lavoro alle risorse effettivamente a disposizione. Un altro tema riguarda Mario Gila, il cui passaggio al Milan è stato affrontato direttamente da Gattuso. L’allenatore ha spiegato di aver spinto per la cessione del difensore, una scelta che secondo quanto riferito non sarebbe stata dettata soltanto dalla volontà dei dirigenti. La partenza riduce le alternative nel reparto arretrato e rende ancora più importante il lavoro di riorganizzazione della linea difensiva. Il nuovo tecnico ha chiesto quindi tempo e isolamento dalle pressioni esterne. La sua ricetta è fatta di lavoro, professionalità e senso di appartenenza, in un ambiente che non ha definito ideale. Gattuso ha scelto un linguaggio diretto: la squadra dovrà pedalare, mettere l’elmetto e costruire progressivamente le proprie certezze, senza cercare scorciatoie nei paragoni con il passato. Il riferimento a Sarri resta comunque centrale per comprendere la transizione. Gattuso riconosce al tecnico toscano un metodo preciso e una competenza specifica nella costruzione della fase difensiva, ma ritiene che la Lazio debba sviluppare un calcio più adatto alle caratteristiche del gruppo attuale. La distinzione è stata presentata come una scelta tecnica, non come una critica personale al predecessore.

Il nuovo corso dopo Sarri

La preparazione estiva servirà a verificare quanto rapidamente la squadra riuscirà ad assorbire questi principi. Prima ancora dei risultati, Gattuso dovrà dare una gerarchia ai reparti, valutare le alternative in porta e in difesa e stabilire quanto alta potrà essere la linea senza esporre eccessivamente la squadra. Il quadro tracciato dal tecnico è quello di una Lazio in ricostruzione, con margini da definire e una coperta che, per ora, resta corta.

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