Juve-Lazio, Bremer richiama i compagni e Spalletti lo richiama: «Anche lui era dentro»
Dopo il 3-0 della Lazio, Bremer parla dei compagni che si nascondono sotto i fischi; Spalletti ricorda che anche il capitano è responsabile della prova.
Dopo il 3-0 incassato in casa dalla Lazio, Gleison Bremer ha richiamato i compagni alle proprie responsabilità. «C’è chi sente i fischi e si nasconde», ha detto il capitano della Juventus a Sky Sport, spiegando di poter parlare e dare una mano, ma di non poter sostenere da solo tutto il gruppo: in campo, ha ricordato, ci sono undici giocatori e altri cinque entrano dalla panchina.

Bremer dopo Juve-Lazio: la replica di Spalletti sui fischi e sulle responsabilità
Il difensore ha precisato di non voler puntare il dito: ciascuno ha il proprio carattere e, quando la squadra è in difficoltà, c’è chi reagisce e chi invece si nasconde o ha paura. Ha anche ricordato che la Juventus ha molti giocatori nuovi e che il gruppo deve imparare a convivere con questa situazione. La critica, dunque, riguarda la risposta collettiva alla pressione, non un compagno indicato per nome.
Bremer ha descritto una partita negativa e un momento di sofferenza, ma ha sostenuto che la squadra avesse giocato bene fino al gol della Lazio e creato occasioni senza concretizzarle. A suo giudizio, l’assenza di un gol juventino ha alimentato la delusione e cambiato l’andamento della gara. Ha chiesto di pensare subito alla partita successiva, pur ammettendo che dopo la sconfitta il gruppo stava male.
Luciano Spalletti ha replicato in diretta al Club di Sky Sport. Alla domanda se Bremer avesse parlato di compagni che si nascondono, ha risposto «Penso di sì», poi ha ricordato che anche il difensore era parte della prestazione: «lui è dentro la partita di stasera come ci sono io». Per il tecnico, prima di giudicare la squadra bisogna guardare a sé stessi. La replica non ha escluso il capitano dalla responsabilità della prova collettiva.
Spalletti ha riconosciuto fragilità e errori aggiunti alle difficoltà della partita. Ha citato scelte sbagliate, rischi non letti e tentativi individuali di risolvere la situazione; ha detto di dover cercare una risposta diversa, ritrovando fame e voglia di reagire. Ha inoltre chiesto alla squadra di rendere orgogliosi i tifosi, osservando che quella sera non potevano esserlo.
Il tecnico ha confermato di avere fiducia nei giocatori e di ritenere che conoscano ciò che chiede, ma ha ammesso di dover riflettere sul proprio operato. Sulla domanda se la squadra lo seguisse, ha distinto il giudizio del giorno precedente da quello dopo la sconfitta: fino al giorno prima avrebbe risposto di sì, mentre in quel momento non lo sapeva. Ha ricondotto il rapporto con il gruppo alla necessità di costruire relazioni e parlare con i giocatori, dicendo di avere un buon rapporto con tutti.
Potrebbe interessarti anche:
Juventus
Lazio







