Stipendi Covid

Stipendi Covid, la battaglia legale tra Juventus e Ronaldo prosegue in Cassazione

Scritto da Luca Bortuzzo, 13 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo il rigetto del Tribunale di Torino sul lodo arbitrale, il club ha notificato il ricorso in Cassazione e attende la data dell’udienza.

La Juventus ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Torino che, nel gennaio 2026, aveva respinto l’impugnazione del lodo arbitrale favorevole a Cristiano Ronaldo. Il club contesta così l’esito del contenzioso sugli stipendi legati alla manovra Covid, mentre attende che venga fissata l’udienza davanti alla Suprema Corte.

La Juventus ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Torino che, nel gennaio 2026, aveva respinto l’impugnazione del lodo arbitrale favorevole a Cristiano Ronaldo.

La Juventus ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Torino che, nel gennaio 2026, aveva respinto l’impugnazione del lodo arbitrale favorevole a Cristiano Ronaldo.

Il ricorso è stato notificato il 27 marzo 2026, come riportato nella relazione del bilancio juventino 2025/26. È il nuovo passaggio di una vicenda avviata dagli accordi del 2021 e già passata dall’arbitrato al giudice del lavoro: la Juventus cerca di ribaltare la conferma del lodo, non apre una nuova causa sugli stipendi.

Al centro della disputa ci sono le mensilità relative alla stagione 2020/21 e la cosiddetta “Carta Ronaldo”, documento riferito a un debito residuo di circa 19,5-19,6 milioni di euro. La richiesta arbitrale del portoghese era di circa 19,6 milioni; il Collegio, con il lodo comunicato il 17 aprile 2024, gli riconobbe però circa 9,8 milioni, oltre a interessi e rivalutazione, ravvisando una responsabilità precontrattuale della Juventus per il fallimento della trattativa.

La cifra riconosciuta è indicata nelle ricostruzioni come 9,7 o 9,8 milioni, con differenze dovute anche agli arrotondamenti. In alcune cronache il totale, considerando interessi e rivalutazione, arriva vicino agli 11 milioni. Il dato centrale del lodo resta la quota di circa metà rispetto alla domanda originaria, non l’intero importo indicato nel documento.

La Juventus aveva impugnato il lodo davanti alla sezione Lavoro del Tribunale di Torino. Il giudice Gian Luca Robaldo ha respinto il ricorso nel gennaio 2026, confermando che Ronaldo può trattenere quanto già ricevuto. La decisione ha riguardato i motivi di impugnazione del lodo e non ha ricalcolato l’importo riconosciuto dagli arbitri.

Secondo quanto ricostruito nel bilancio, la somma stabilita dal lodo era stata corrisposta a Ronaldo nell’esercizio 2023/24 e gli effetti economici erano già stati recepiti dalla società. Il ricorso in Cassazione prosegue quindi il confronto sulla validità giuridica delle decisioni precedenti; non comporta, da solo, una nuova uscita né il recupero automatico delle somme già versate.

La pronuncia torinese ha inoltre posto a carico della Juventus le spese di lite dell’appello: le cifre riportate oscillano tra circa 50mila e 80mila euro. L’udienza in Cassazione non risulta ancora fissata; il suo esito potrà incidere sul percorso giuridico del caso, ma la Corte non è chiamata a ripetere l’arbitrato o a rideterminare automaticamente la somma.

Il ricorso in Cassazione è l’impugnazione della sentenza del Tribunale di Torino, che aveva respinto l’azione della Juventus contro il lodo arbitrale. Secondo SportMediaset, i giudici torinesi avevano limitato l’esame all’assenza di vizi formali nel lodo. La Cassazione, a sua volta, è chiamata a pronunciarsi sulla legittimità giuridica della decisione, non a riesaminare le prove o il merito economico della trattativa.

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