Ramos: «Al Milan ho ritrovato la felicità». E racconta la frustrazione al PSG quando erano più in panchina che in campo
Gonçalo Ramos spiega la richiesta di lasciare il PSG a gennaio, la telefonata di Amorim durante il Mondiale e il ruolo ritrovato al Milan.
Gonçalo Ramos racconta di aver ritrovato la felicità al Milan dopo un’esperienza al Paris Saint-Germain segnata dalla mancanza di continuità. Nell’intervista al programma Soltinhos pelo Mundo di Canal 11, l’attaccante portoghese ha ripercorso le ragioni dell’addio e il contatto con Rúben Amorim che lo convinse a scegliere i rossoneri.

Gonçalo Ramos: perché ha lasciato il PSG per il Milan di Amorim
La volontà di partire, spiega Ramos, era emersa già a gennaio. Il PSG non accettò la richiesta: muoversi a metà stagione era complicato e il club avrebbe dovuto trovare un sostituto. Luis Campos gli assicurò però che avrebbe potuto lasciare Parigi in estate. Ramos descrive quella soluzione come l’esito di un passaggio non semplice, non come una scelta improvvisa.
Durante il Mondiale si concretizzò l’interesse del Milan. Amorim chiamò Ramos e gli disse che lo voleva nel suo progetto, prospettandogli la possibilità di costruire insieme qualcosa di importante. L’attaccante lo ringraziò per la fiducia e chiese un parere ai compagni di nazionale che erano stati allenati dal tecnico: i riscontri, racconta, furono positivi. In quel periodo rimase in contatto anche con il suo agente Jorge Mendes, che una mattina lo avvisò che l’operazione da 74 milioni di euro era conclusa. La cifra rappresenta un record per il club rossonero.
La frustrazione a Parigi era legata soprattutto all’impiego. Ramos ha spiegato di non sentirsi utilizzato nel ruolo in cui può rendere meglio e di aver vissuto da riserva alle spalle di Ousmane Dembélé. Nei suoi tre anni al PSG, dice, non ricorda di aver cominciato da titolare quattro o cinque partite consecutive; gli capitava invece di segnare per quattro o cinque gare di fila e di finire in panchina nella successiva.
Lasciare Parigi non fu semplice sul piano personale: Ramos ha ricordato il gruppo e il legame con i compagni portoghesi, con cui trascorreva molto tempo. Le panchine lo facevano arrabbiare, ma scelse di non protestare pubblicamente perché temeva che esporsi lo danneggiasse. Preferì continuare a lavorare in silenzio, senza offrire appigli a dubbi sulla propria professionalità. Le amarezze, ha raccontato, dovevano diventare energia da portare in campo.
Al Milan Ramos dice di giocare molto di più e di poter finalmente svolgere il ruolo di centravanti. Descrive la sua vita quotidiana come felice, in un’atmosfera serena e stimolante, e riconosce ad Amorim la fiducia necessaria per dare il massimo in ogni partita. La regolarità in campo, aggiunge, gli consente di avere maggiore continuità anche in nazionale, che considera una vetrina importante e motivo di orgoglio.
Ramos ha parlato anche del rapporto con Luka Modric: i due, ha raccontato, vanno d’accordo e hanno posti vicini nello spogliatoio. Lo descrive come una persona silenziosa, ma pronta a partecipare quando il gruppo scherza.
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