Milan, Amorim dopo il ko: «Non eravamo pronti per giocare a calcio»
Dopo il 2-0 del Ferencvaros a San Siro, Amorim parla di approccio mentale, responsabilità e rotazioni: il Milan continuerà a lottare in Europa League.
Il Milan ha perso 0-2 a San Siro contro il Ferencvaros nella quarta giornata della fase campionato di Europa League. Dopo la partita Ruben Amorim ha giudicato insufficiente la prestazione, indicando soprattutto l’approccio mentale e la difficoltà di mantenere lo stesso livello tra impegni ravvicinati.

Milan-Ferencvaros, le parole di Amorim dopo la sconfitta in Europa League
«Non eravamo pronti per giocare a calcio questa sera», ha detto il tecnico, che non ha trovato spiegazioni per quanto visto, in particolare nel primo tempo. Amorim ha aggiunto di non ricordare una frazione iniziale simile e ha ricondotto la prestazione al passaggio dal derby alla competizione europea: a suo giudizio la squadra non era pronta ad affrontare quel cambio di scenario.
La sconfitta è arrivata dopo il 3-1 ottenuto contro l’Inter nel derby di campionato. Al termine del match europeo, i fischi di San Siro hanno accompagnato i giocatori all’uscita dal campo. Amorim ha detto che indossare la maglia rossonera comporta una responsabilità e che la squadra non può presentarsi in quel modo, soprattutto davanti ai propri tifosi.
Il tecnico ha ammesso che potrebbe non essere riuscito lui stesso a far scendere la squadra in campo pronta e ha ipotizzato di aver sbagliato qualcosa nei due giorni di vigilia, precisando che non si riferiva all’aspetto mentale della preparazione. Ha chiesto al gruppo di essere più umile e di capire che cosa non ha funzionato; ha anche ricordato che la squadra aveva avuto problemi analoghi l’anno precedente. Per Amorim, ambizione e concentrazione sono aspetti da correggere insieme al modo di affrontare le partite.
Amorim non ha considerato la formazione iniziale una spiegazione del risultato: ha sostenuto che il Milan avrebbe dovuto vincere anche con gli uomini schierati dal primo minuto. Ha però precisato che la scelta dell’undici tiene conto del rischio di infortuni quando alcuni giocatori vengono impiegati troppo spesso, della gestione dei minuti e di come può svilupparsi la partita. Le rotazioni, ha insistito, non cancellano la responsabilità di essere pronti.
La richiesta del tecnico riguarda le cose controllabili: lottare sulle seconde palle, curare i dettagli e reagire meglio dopo aver perso il possesso. Amorim ha parlato di palloni persi in modo banale e di occasioni concesse dalla squadra, soprattutto all’inizio; ha osservato che le reazioni dopo la perdita del pallone non erano state le stesse viste tre giorni prima, nonostante quattro giorni di riposo. Ha inoltre detto che, quando non si riesce a vincere, bisogna fare tutto il possibile per ribaltare la partita, cosa che a suo giudizio non è avvenuta.
Tra i giocatori, Amorim ha indicato Pavlovic come esempio di applicazione: ha detto che tutti dovrebbero allenarsi come lui, pronto a dare tutto in ogni seduta. Il tecnico ha riconosciuto che chi non parte titolare può incontrare difficoltà, ma ha escluso che questo giustifichi la prova: a suo giudizio il Milan avrebbe dovuto vincere anche con i giocatori scelti per iniziare la gara.
Con questo risultato il Milan ha incassato la terza sconfitta nelle prime quattro giornate europee. Amorim ha detto che la squadra non è ancora pronta a essere competitiva ogni tre giorni e su due fronti, e che serve tempo per lavorare e cambiare mentalità. Ha comunque escluso di voler abbandonare la competizione: il Milan, ha dichiarato, continuerà a lottare in Europa League e nelle altre competizioni finché la matematica lo consentirà. Dopo la partita, ha aggiunto, ci sarà tempo per valutare con i giocatori quanto accaduto; ha detto di assumersi per primo la responsabilità e ha chiesto al gruppo di migliorare.
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