Antonelli, prima la Mercedes: «Voglio continuare a vincere con loro»
Kimi Antonelli vuole continuare a puntare ad un futuro con la Mercedes, la squadra che lo ha portato dai kart alla F1. La Ferrari è una possibilità futura, ma senza tempi né accordi all'orizzonte.
Kimi Antonelli non mette la Ferrari al centro dei suoi piani immediati: il suo obiettivo dichiarato è vincere il Mondiale con Mercedes, la squadra alla quale è legato e riconoscente. A Sky Sport, durante la premiazione dei Caschi d’Oro e Volanti ACI 2025, ha definito bellissimo correre per la Rossa, ma ha aggiunto di essere contento della propria situazione e grato per l’opportunità ricevuta dalla scuderia tedesca.

Kimi Antonelli e Ferrari: perché Mercedes resta la sua priorità
La scelta di Mercedes ha segnato il percorso del pilota fin da giovanissimo. Antonelli ha raccontato che ci fu un contatto con Ferrari quando aveva 10 o 11 anni, ma che la squadra di Brackley si mosse per prima: Toto Wolff lo contattò alla fine del 2017. «È stata la Mercedes a portarmi dai kart fino alla Formula 1», ha spiegato, collegando a questo percorso il desiderio di diventare campione del mondo con la squadra.
Il richiamo di Maranello non viene però respinto. Antonelli ha lasciato aperta la porta a un eventuale approdo futuro, osservando che non si può sapere come andranno le cose; nello stesso intervento ha chiarito che il compito del presente è fare bene con Mercedes. È una distinzione sostanziale: parlare con rispetto della Ferrari non equivale a confermare un passaggio, né a indicare tempi o trattative.
Il bilancio del 2025 dà contesto alle sue parole. Antonelli ha chiuso al settimo posto nella classifica piloti e ha giudicato la stagione abbastanza positiva, pur ammettendo che si sarebbe potuto fare meglio. Ha raccontato un calo di rendimento a metà campionato e la successiva uscita da una fase negativa, che a suo avviso gli ha permesso di crescere e di migliorare le prestazioni nella seconda parte dell’anno.
Il prossimo banco di prova indicato da Antonelli è il nuovo ciclo tecnico. Ha descritto il 2026 come un’opportunità per tutti, perché i piloti ripartiranno da una base nuova, e ha precisato che il lavoro al simulatore non basta ancora per prevedere con certezza il comportamento della vettura. Il cambiamento richiederà anche un diverso approccio alla guida, soprattutto nella gestione della batteria; per i giovani, secondo lui, la minore dipendenza da automatismi consolidati può diventare un vantaggio.
Nel racconto della stagione d’esordio, Antonelli ha indicato anche un passaggio tecnico e uno scambio con i dirigenti Mercedes come svolte nella ripresa: il ritorno alla vecchia sospensione posteriore lo ha aiutato, mentre dopo Monza una riunione con Toto Wolff e il suo ingegnere Peter Bonnington gli ha permesso di capire cosa non funzionava e di fare, nelle sue parole, un «reset mentale».
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