Como-Venezia

Insulti a Ferrieri Caputi, il Como prende le distanze dai propri tifosi: «Inaccettabili, ledono il Club»

Scritto da Federica Cavalera, 2 Novembre 2026 - Tempo di lettura: 2 minuti

Il Como condanna gli insulti sessisti a Ferrieri Caputi dopo la revoca del rigore al Venezia; la vice sindaca di Livorno esprime solidarietà, mentre resta aperta la discussione arbitrale.

Il Como prende le distanze dagli insulti sessisti rivolti a Maria Sole Ferrieri Caputi durante la gara con il Venezia e li definisce «inaccettabili». Nella dichiarazione diffusa a LaPresse, il club afferma che quelle parole e quegli atteggiamenti non rispecchiano i suoi valori e ne danneggiano l’immagine. Aggiunge che farà quanto è nelle proprie possibilità per evitare il ripetersi di episodi simili.

Ferrieri Caputi insultata, il Como condanna le offese sessiste dopo Como-Venezia

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Le offese sono arrivate dagli spalti e sono state raccolte dai microfoni a bordocampo, finendo in diretta DAZN. Tra le frasi udibili, un invito all’arbitra ad andare «a fare la pasta al sugo o a passare l’aspirapolvere»: un attacco legato al genere, non una contestazione della sua prestazione. Ferrieri Caputi è stata inoltre presa di mira sui social.

Il caso è esploso dopo la revoca di un rigore inizialmente assegnato al Venezia sullo 0-0, intorno alla mezz’ora del primo tempo. Ferrieri Caputi aveva indicato il dischetto per un tocco di mano di Luis Milla; richiamata al monitor dai VAR Francesco Cosso e Antonio Giua, ha cambiato decisione. Il Como ha poi vinto 1-0: Lucas da Cunha ha trasformato un rigore al 43° minuto. La discussione sulla decisione arbitrale è dunque distinta dalle offese che l’hanno accompagnata.

Le panchine hanno contestato la revoca, pur con accenti diversi. Cesc Fabregas ha spiegato che sul momento il tocco gli era sembrato netto e di aver urlato «rigore» verso la propria panchina; ha riferito che gli arbitri gli avevano spiegato che Milla non aveva mosso il braccio, ma aveva provato a metterlo fuori, e ha detto che avrebbe rivisto l’azione. Davide Nicola ha giudicato netto il penalty, ha detto di non aver capito cosa fosse successo dopo e ha sostenuto che l’AIA dovrà fornire spiegazioni. Il dissenso tecnico è reale, ma non rende accettabile la componente sessista degli insulti.

Alla partita assisteva dalla tribuna Daniele Orsato. Secondo la Gazzetta dello Sport, sarebbe rimasto contrariato sia dalla revoca del rigore sia dalla chiamata al monitor effettuata da Cosso e Giua: una valutazione sulla gestione arbitrale, distinta dagli insulti. Sul fronte istituzionale, la vicesindaca di Livorno Libera Camici ha espresso la condanna della Giunta e la solidarietà della città. Ha ricordato che Ferrieri Caputi è livornese, si è formata nella sezione locale dell’AIA ed è stata la prima donna ad arbitrare in Serie A. La direttrice di gara tornava nel massimo campionato dopo cinque mesi.

Camici ha precisato che quelle parole non hanno nulla a che vedere con il tifo o con la critica sportiva e ha richiamato al rispetto di genere nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana. La distanza tra il dissenso su una scelta di campo e un’offesa sessista è netta; per il Como, ora, conta rendere verificabile la promessa di prevenzione, senza attribuirgli misure che non ha annunciato. La risposta pubblica segna una posizione, non documenta ancora come verrà tradotta in pratica.

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