Serie A Diritti tv

Diritti tv, Radrizzani chiede alla Serie A una strategia di lungo periodo

Scritto da Adriano Piscopo, 11 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

L’imprenditore invita la Lega a valutare il mercato senza inseguire rialzi e propone una partnership industriale per sviluppare contenuti e ricavi internazionali.

Andrea Radrizzani chiede alla Serie A di misurare le proprie ambizioni sui diritti tv sulla realtà del mercato e di coinvolgere partner industriali con un orizzonte lungo. «Ben vengano le proprietà americane se ci aiutano» a valorizzare il campionato, è il senso dell’intervento dell’imprenditore nell’intervista a Calcio e Finanza: l’apertura riguarda soprattutto la capacità di pianificare e sviluppare il prodotto, in Italia e all’estero.

Radrizzani invita la Lega a evitare una corsa al rialzo senza basi solide. Il mercato, sostiene, non offre oggi una competizione sufficiente tra gli operatori da spingere automaticamente in alto il valore delle offerte. Per questo richiama il precedente francese del progetto Mediapro, concluso con un fallimento, come rischio da tenere presente quando si definiscono obiettivi e strategie per i prossimi diritti.

Nella sua lettura, in Italia convivono Sky e DAZN: la prima ha una presenza rilevante su Champions League e tennis, mentre DAZN detiene la posizione di riferimento sulla Serie A. Radrizzani ritiene che un nuovo operatore potrebbe cambiare gli equilibri, ma non considera scontato il suo arrivo né un aumento dei ricavi in assenza di una reale concorrenza.

Una partnership di lungo periodo per vendere meglio la Serie A

L’imprenditore è scettico anche sull’ipotesi di un canale della Lega: a suo giudizio non supererebbe facilmente i circa due milioni di clienti che attribuisce a DAZN. Aggiunge che gli abbonati interessati al calcio a pagamento costituiscono già uno zoccolo duro; per ampliare il pubblico pagante, la proposta dovrebbe quindi offrire servizi nuovi, pensati anche per chi è disposto a spendere di più.

Tra gli esempi citati da Radrizzani ci sono accessi esclusivi e iniziative che avvicinino tifosi e calciatori. La sua proposta va oltre la vendita dei diritti per un ciclo breve: immagina una partnership tra Serie A e DAZN, fino a una possibile joint venture, con un lavoro comune su marketing, contenuti editoriali e creator. Indica un orizzonte di 10-15 anni, perché, nella sua valutazione, limitarsi a comprare i diritti e rivenderli agli abbonati non basta a creare valore.

La crescita internazionale è il punto in cui, secondo l’imprenditore, il contributo delle proprietà statunitensi potrebbe risultare più utile. Radrizzani riconosce a questi gruppi familiarità con media, pianificazione e approccio industriale. Il loro ingresso, nella sua prospettiva, non aumenterebbe da solo il valore dei diritti: potrebbe però aiutare la Lega a costruire una strategia commerciale più strutturata fuori dall’Italia.

Radrizzani porta un esempio pratico: per un italiano che vive all’estero, sostiene, trovare la Serie A con commento in italiano è difficile in gran parte dei Paesi. L’accessibilità dei contenuti e la distribuzione internazionale diventano così parte dello stesso problema: non soltanto vendere le partite, ma raggiungere pubblici diversi e valorizzare il campionato attraverso più canali.

Il mercato e il rischio di puntare solo sui rilanci

Il tema dei ricavi internazionali è già al centro del lavoro della Lega: a settembre Calcio e Finanza ha riportato che i club avevano ricevuto un aggiornamento sul dossier estero seguito dall’amministratore delegato Luigi De Siervo e da JP Morgan, senza che in quella sede fossero previste decisioni definitive. Radrizzani lega a quel percorso la possibilità di attrarre partner e competenze industriali; la sua resta una proposta, non un accordo annunciato tra Lega e DAZN.

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