L’addio

Dybala-Roma, l’addio fa meno paura: il talento pesa, i numeri molto meno

Scritto da Manuel Bendoni, 12 Maggio 2026 - Tempo di lettura: 4 minuti

La Roma riflette sul futuro della Joya, che ha annunciato l’addio: qualità evidente, ma rendimento, assenze e costi cambiano la prospettiva.

Il punto non è stabilire se Paulo Dybala sia stato un calciatore speciale per la Roma: lo è stato, per classe, carisma e capacità di cambiare ritmo alla partita. Il punto, oggi, è capire quanto peserebbe davvero un addio. Dopo la notte di Parma e le parole sul contratto in scadenza, l’eventuale saluto avrebbe un impatto emotivo enorme, ma sul piano tecnico non spaventa più come sarebbe accaduto due anni fa.

Dybala, addio annunciato

Dybala Roma, addio e rendimento: i numeri della Joya tra gol, assenze e contratto

Il lampo di Parma e il messaggio al club

Al Tardini il sinistro dell’argentino è tornato a illuminare la scena: assist per Malen sul vantaggio, pallone morbido per il palo di Soulé e presenza tecnica dentro quasi tutte le azioni più pericolose della Roma. La gara, ribaltata nel recupero con Rensch e poi con il rigore trasformato da Malen, ha mostrato ancora la parte migliore della Joya: visione, tocco, lucidità nei momenti in cui la palla pesa.

Proprio quella prestazione, però, racconta anche il limite della discussione: un colpo di classe non cancella una stagione a intermittenza. Dybala è rientrato titolare dopo una lunga assenza, ha ricordato a tutti che il talento resta superiore alla media, poi ha spostato l’attenzione sul futuro dicendo di non aver ancora ricevuto un contatto decisivo dal club. Il tema non è la bellezza del gesto, ma la sua frequenza.

Il talento resta, la centralità no

Dove il racconto diventa meno romantico è nei numeri. Le rilevazioni aggiornate dei database statistici e delle testate di area giallorossa restituiscono un campionato con presenze limitate e appena due reti in Serie A, mentre il totale stagionale allargato alle coppe rimane su cifre molto lontane dal primo Dybala romanista. Per un giocatore nato per essere differenza pura, la distanza tra reputazione e produzione è diventata evidente.

Il confronto con le prime stagioni nella Capitale è impietoso. Nel 2022-23 era stato un fattore con 18 gol e 8 assist complessivi; l’anno seguente aveva ancora prodotto 16 reti e 10 passaggi vincenti. Poi la curva si è abbassata: 8 gol e 4 assist nel 2024-25, fino a una stagione 2025-26 letta da più fonti come molto più povera per presenze, continuità e incidenza.

Il fisico, più ancora del piede, è diventato il centro della valutazione. La cronologia degli stop comprende problemi muscolari, fastidi al ginocchio e un intervento nel 2026, dopo una precedente operazione al tendine nel 2025. La Roma non può ignorare questo storico quando deve decidere se legarsi di nuovo a un calciatore ancora superiore per talento, ma sempre meno garantito nella disponibilità settimanale.

La Roma senza Joya ha già imparato a correre da sola

Il dato più freddo, e forse più scomodo per chi ragiona solo con la nostalgia, è il rendimento della squadra senza di lui. Da marzo 2025 a marzo 2026, le ricostruzioni sul periodo parlano di 24 gare saltate su 46 e di una Roma capace comunque di viaggiare sopra i due punti di media. Nella stagione in corso, nelle partite senza il numero 21, il bilancio indicato è di 30 punti in 14 gare.

Questo non significa che la Roma sia automaticamente migliore senza Dybala, sarebbe una scorciatoia intellettuale. Significa però che la dipendenza si è ridotta: Malen ha assunto peso realizzativo, Rensch ha cambiato la partita di Parma, Soulé resta un capitale tecnico da sviluppare e Gasperini ha dimostrato di poter costruire soluzioni anche quando la Joya non è nel motore. Il vuoto, insomma, non è più totale.

Dato
Gare saltate da marzo 2025 a marzo 202624 su 46
Partite saltate in percentualecirca 52%
Punti Roma senza Dybala nel 2025/2630 in 14 gare
Media punti senza Dybala2,14

Il costo del rinnovo non è solo tecnico

Il contratto pesa quanto il campo. Il rinnovo automatico aveva portato la scadenza al 30 giugno 2026 e un ingaggio da top della rosa, indicato intorno agli 8 milioni con bonus. Oggi il possibile prolungamento passerebbe inevitabilmente da cifre più contenute o da una struttura legata alle presenze. Per una società che guarda al monte stipendi, il cuore non può bastare.

La volontà del giocatore, stando alle ricostruzioni più vicine alla vicenda, resta orientata a capire se esista uno spazio per proseguire nella Capitale. Un rappresentante del suo entourage è a Roma, la priorità viene descritta come la permanenza e il club si è preso tempo. Ma proprio questa attesa racconta il punto: la società non sta trattando Dybala come un intoccabile da blindare a qualsiasi condizione.

Nostalgia sì, dipendenza no

Il contesto rende la scelta ancora più delicata: dopo 36 giornate la Roma è a 67 punti, appaiata al Milan e a una sola lunghezza dalla Juventus, con il Como ancora vicino nella corsa europea. In una volata così corta, la qualità di Dybala può servire subito. Ma proprio la classifica dice anche che il progetto deve poggiare su basi più prevedibili di un campione disponibile a tratti.

Per questo l’addio va raccontato senza isteria. La Roma perde un talento raro, un giocatore amato e un simbolo di serate memorabili, ma non necessariamente il proprio asse competitivo. Il campo degli ultimi mesi suggerisce che la squadra ha già iniziato a vivere anche senza di lui; i numeri, più della nostalgia, dicono che salutare Dybala sarebbe doloroso, non paralizzante.

Potrebbe interessarti anche: