Il bilancio

Dybala-Roma, quanto conta la Joya: numeri, peso tecnico e futuro incerto

Scritto da Francesco Andriani, 7 Maggio 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

La Joya resta un talento fuori scala, ma rendimento, ingaggio e tenuta fisica impongono una scelta fredda.

Paulo Dybala è arrivato alla Roma nell’estate del 2022 da svincolato, trasformando subito un’operazione a parametro zero in un colpo tecnico e mediatico. Da allora il giudizio sulla sua avventura giallorossa non può essere liquidato con l’umore del momento: la sua incidenza va letta mettendo insieme rendimento, peso nelle notti europee, costo contrattuale e disponibilità fisica, perché oggi la domanda non è se abbia talento, ma quanto quel talento sia ancora sostenibile dentro il progetto Roma.

Il futuro di Dybala sempre più lontano da Roma

Il futuro di Dybala sempre più lontano da Roma

Il primo dato dice che l’impatto c’è stato, ed è stato pesante. Sommando campionato, Coppa Italia ed Europa League, le stagioni romaniste di Dybala raccontano una parabola molto chiara: 18 reti nel 2022-23, 16 nel 2023-24, 8 nel 2024-25 e 3 nel 2025-26, per un totale di 45 gol con la maglia giallorossa nelle competizioni considerate. Il picco, quindi, non è un’impressione romantica: è scritto nei numeri, soprattutto nelle prime due annate.

La stagione 2025-26 abbassa il rendimento medio, portandolo al minimo storico

Il problema nasce quando si sposta lo sguardo sull’ultima fotografia. Le varie piattaforme statistiche non restituiscono sempre valori perfettamente identici, ma la tendenza converge: nel campionato 2025-26 il rendimento 2025-26 di Dybala è sceso rispetto ai suoi standard migliori, con 2 gol in Serie A, un numero limitato di assist e una presenza meno continua nel flusso realizzativo romanista. Anche i dati ufficiali del club indicano un rapporto gol-partita e minuti per rete lontano dai picchi iniziali.

Il nodo fisico pesa quanto quello tecnico, perché ogni valutazione su Dybala passa dalla continuità. Nel marzo 2026 l’argentino è stato fermato da un problema al ginocchio sinistro, con diagnosi legata al menisco esterno e intervento a Villa Stuart, mentre anche la stagione precedente era stata condizionata da uno stop chirurgico. Gli infortuni non cancellano la qualità, ma riducono la programmabilità: per un club che deve costruire gerarchie e automatismi, avere un fuoriclasse a intermittenza è un lusso da misurare con attenzione.

Il contratto cambia il giudizio

La questione economica sposta la discussione dal campo al bilancio. Il contratto di Dybala è stato prolungato automaticamente fino al 30 giugno 2026 dopo il raggiungimento delle condizioni previste, con un ingaggio indicato da più fonti intorno agli 8 milioni di euro bonus compresi. Nelle stime salariali disponibili, l’argentino resta tra i profili più pesanti della rosa: per questo il suo rendimento non può essere valutato come quello di una riserva di lusso, ma come quello di un giocatore da fascia altissima.

La Roma ha già vissuto un bivio di mercato molto concreto nell’agosto 2024, quando Dybala scelse di restare nonostante l’interesse dell’Al-Qadsiah e una proposta economica enorme dall’Arabia. Quel rifiuto ha rafforzato il legame emotivo con la piazza, ma non ha risolto il dilemma industriale: l’affetto dei tifosi spiega perché la Joya sia speciale, non perché debba restare a qualsiasi condizione.

Il futuro, infatti, resta aperto perché le cronache più recenti parlano di rinnovo non scontato, possibile taglio dell’ingaggio e formule più legate al rendimento. La tentazione Boca Juniors è stata accostata al suo nome, ma il punto centrale per la Roma è un altro: proseguire avrebbe senso soltanto se la nuova struttura economica trasformasse Dybala da costo rigido a investimento variabile, premiando la presenza in campo e non soltanto il prestigio del nome.

Restare o salutarsi: la risposta è nei numeri

Numeri alla mano, la permanenza di Dybala conviene se la Roma ragiona su un accordo più leggero, con minutaggio gestito, ruolo tecnico centrale ma non dipendenza assoluta e bonus collegati alla disponibilità. Alle cifre attuali, invece, la sostenibilità diventa fragile: pochi gol nell’ultima stagione, stop ripetuti e valore di mercato ormai contenuto rendono complicato trattarlo come pilastro economico oltre che tecnico. Non è una bocciatura del giocatore; è il conto freddo tra impatto e rischio.

La conclusione più onesta è doppia: Dybala ha inciso tanto nella Roma, soprattutto nelle prime due stagioni, ma oggi non può più essere valutato solo con la memoria dei colpi di classe. Se accetta una riduzione importante e una logica a rendimento, il verdetto pende verso la permanenza; se il costo resta da top assoluto e la tenuta fisica non offre garanzie, per la Roma diventa più razionale aprire all’addio o evitare un nuovo impegno pesante.

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