Numeri a confronto

Cagliari-Juventus, i numeri si ripetono: il pari non cancella il problema della scorsa stagione

Scritto da Federica Cavalera, 12 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Ventuno tiri in entrambe le gare, ma stavolta dieci nello specchio: il dato migliora, mentre la Juventus rimonta soltanto nel finale.

Il pareggio per 1-1 dell’11 ottobre 2026 non cancella la somiglianza più scomoda per la Juventus: a Cagliari la squadra di Luciano Spalletti ha riproposto molti dei numeri della sconfitta per 1-0 del 17 gennaio, senza trasformare il controllo del gioco in una vittoria. Il risultato è cambiato, e stavolta i bianconeri hanno rimontato, ma l’impressione di una partita indirizzata dal piano di Fabio Pisacane resta il dato da discutere.

Il pareggio per 1-1 dell’11 ottobre 2026 non cancella la somiglianza più scomoda per la Juventus: a Cagliari la squadra di Luciano Spalletti ha riproposto molti dei numeri della sconfitta per 1-0 del 17 gennaio, senza trasformare il controllo del gioco in una vittoria.

Il pareggio per 1-1 dell’11 ottobre 2026 non cancella la somiglianza più scomoda per la Juventus: a Cagliari la squadra di Luciano Spalletti ha riproposto molti dei numeri della sconfitta per 1-0 del 17 gennaio, senza trasformare il controllo del gioco in una vittoria.

Il confronto statistico indicato per le due gare mostra una Juventus ancora largamente padrona del pallone: il possesso passa dal 78% del precedente al 70% dell’11 ottobre. In entrambe le partite i tiri bianconeri sono 21; cambia però la quota nello specchio, salita da cinque a dieci, mentre i calci d’angolo scendono da 18 a nove. Sono differenze rilevanti, ma non bastano a rovesciare la lettura: la quantità di attacchi e di pressione non ha prodotto un successo in nessuno dei due incontri.

La somiglianza, però, non è una fotocopia. A gennaio la Juventus perse senza segnare, nonostante il 78,1% di possesso e 18 corner; il Cagliari vinse 1-0 con la rete di Luca Mazzitelli. Nella gara più recente i rossoblù sono passati avanti con Daniel Maldini al 20’, dopo una combinazione con Paul Mendy, e hanno difeso il vantaggio fino all’81’, quando Randal Kolo Muani ha pareggiato di testa su cross di Alajbegovic. All’85’ lo stesso centravanti ha colpito la traversa: la rimonta è stata vicina, ma non completata.

È qui che la critica a Spalletti acquista sostanza, purché resti circoscritta. Il possesso e il volume di conclusioni descrivono una squadra capace di portare il gioco nella metà campo avversaria; non dimostrano, da soli, che abbia saputo disordinare la difesa del Cagliari. Nella cronaca dell’11 ottobre, la Juventus parte con il pallino del gioco ma senza impensierire Caprile, mentre Pisacane trova il vantaggio alla prima sortita offensiva e i suoi sfiorano il raddoppio con Winks. Il controllo territoriale bianconero, dunque, non coincide con il controllo dei momenti decisivi.

Il controargomento è concreto: rispetto alla sconfitta di gennaio, la Juventus ha centrato più conclusioni nello specchio e ha trovato il pareggio nel finale, creando anche l’occasione per sorpassare. Non è corretto liquidare la gara come una replica perfetta. Ma il miglioramento nella precisione non risolve il nodo tattico: dopo il gol, il Cagliari si è compattato e ha contenuto a lungo la pressione, mentre i cambi bianconeri — Zhegrova e Alajbegovic all’intervallo, poi Woltemade oltre l’ora di gioco — hanno prodotto la rete soltanto all’81’. La reazione c’è stata; è arrivata tardi per trasformare l’iniziativa in una vittoria.

Dire che Spalletti abbia «finito i bonus» è un giudizio, non una conseguenza matematica di questi due risultati. I dati sostengono una critica più precisa: contro Pisacane la Juventus ha ripetuto un’elevata produzione offensiva senza riuscire a imporre il proprio esito, e nel secondo confronto ha evitato la sconfitta soltanto nel finale. Per parlare di svolta servirebbe che pressione e tiri diventassero vantaggio concreto prima degli ultimi minuti; il pareggio riduce il danno, ma non scioglie il problema mostrato dalle due partite.

Nel finale, prima del triplice fischio, Caprile ha neutralizzato anche un tentativo di Cambiaso. Dopo la partita Spalletti e Pisacane sono stati espulsi, in seguito al faccia a faccia tra i due allenatori: un epilogo che aggiunge tensione al confronto, ma non modifica il dato sportivo del pareggio.

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