La Serie A non convince

Addio Top 5 campionati? La Turchia sorpassa la Serie A sul mercato e i grandi nomi snobbano l’Italia

Scritto da Gennaro Manzari, 12 Agosto 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

La distanza dalle big europee cresce e i club turchi puntano sempre più in alto, la Serie A ormai è la meta di arrivo delle riserve e dei talenti inespressi

La Serie A non è più il punto di arrivo naturale per i migliori talenti del calcio internazionale. L’editoriale pubblicato da Tuttomercatoweb fotografa una distanza crescente rispetto alle big europee: quando entrano in campo Aston Villa, Manchester City, Manchester United, Liverpool, Paris Saint-Germain, grandi club spagnoli o tedeschi, le società italiane spesso scompaiono dalla corsa.

La Serie A non è più il punto di arrivo naturale per i migliori talenti del calcio internazionale.

La Serie A non è più il punto di arrivo naturale per i migliori talenti del calcio internazionale.

Il tema non riguarda soltanto i grandi nomi già affermati, ma anche i giovani destinati a diventare protagonisti. Yan Diomandé viene indicato come il simbolo di un mercato in cui, in passato, un talento emergente avrebbe potuto scegliere l’Italia come tappa naturale della propria crescita. Lo stesso discorso, secondo l’analisi, vale per Morgan Rogers, Elliot Anderson e Johan Manzambi, profili per i quali oggi la concorrenza inglese appare spesso sufficiente a escludere le italiane.

Prestiti, riserve ed esuberi: il nuovo mercato italiano

Il risultato è un ruolo più marginale nelle trattative di fascia alta. Le squadre di Serie A vengono descritte come destinazioni per alternative, giocatori in prestito o elementi che hanno perso spazio nei grandi club. La Fiorentina rappresenta una delle poche eccezioni citate, con l’arrivo di Franco Mastantuono: un’operazione presentata come un colpo di prospettiva, ma con la formula del prestito annuale.

Anche gli altri esempi richiamati raccontano una difficoltà strutturale. La Juventus attende la decisione di Zion Suzuki, portiere del Parma, valutando anche lo scenario di un successivo prestito al Paris Saint-Germain. La Roma ha preso Nahuel Molina dall’Atletico Madrid, mentre il Milan ha puntato su Gonçalo Ramos, indicato come una riserva dei titolari del Paris Saint-Germain. In tutti questi casi il nodo non è il valore assoluto dei calciatori, ma la posizione di forza con cui i club italiani arrivano al tavolo.

La difficoltà emerge anche sul fronte delle uscite. Il Milan, secondo la ricostruzione proposta, avrebbe legato l’equilibrio del nuovo ciclo alla possibilità di cedere gli esuberi, ma per il momento il mercato non ha prodotto lo sblocco atteso. L’Inter viene invece associata a obiettivi come Khalaili, Djed Spence, John Stones e Curtis Jones, con una strategia che guarda spesso a esuberi, svincolati o giocatori ai margini delle grandi società europee.

La conseguenza indicata dall’editoriale è il ridimensionamento della Serie A nella gerarchia internazionale. La Premier League viene descritta come il campionato guida, la Liga conserva club di vertice, la Ligue 1 resta fortemente legata al Paris Saint-Germain e la Bundesliga mantiene un sistema competitivo. L’Italia, invece, non viene più considerata parte stabile delle cinque grandi leghe per capacità di attrarre i migliori giocatori e sostenere operazioni di primo livello.

Il nuovo concorrente, nella lettura proposta, è la Turchia. Il Galatasaray viene indicato come il club che ha aperto la strada, grazie a un mercato capace di attirare calciatori di forte richiamo internazionale. Victor Osimhen, Leroy Sané e Mauro Icardi compongono un reparto offensivo che l’editoriale considera emblematico della capacità turca di muoversi su nomi che oggi non sembrano alla portata della Serie A.

La spinta non arriva soltanto dal Galatasaray. Il Besiktas viene associato a Dusan Vlahovic, il Fenerbahce a Romelu Lukaku dopo l’arrivo di Mason Greenwood, mentre il Trabzonspor ha preso Mohamed Salah. Per Rafael Leao, invece, il Galatasaray è indicato come possibile protagonista, dopo che il club turco avrebbe già mostrato interesse per l’attaccante del Milan. La Juventus, nel caso di Salah, avrebbe svolto soltanto un sondaggio per comprendere i costi, senza compiere il passo successivo.

La Serie A fuori dalle corse per i migliori talenti

Il punto centrale non è quindi soltanto la disponibilità economica, ma la capacità di presentarsi come destinazione primaria. Sané, secondo la fonte, ha preferito Istanbul al rinnovo con il Bayern Monaco e all’interesse dell’Arsenal. È un segnale che rafforza la tesi dell’editoriale: la Turchia non si limita più a raccogliere giocatori nella fase finale della carriera, ma prova a competere anche per profili ancora in grado di spostare gli equilibri. La Serie A resta invece alle prese con formule meno ambiziose, margini finanziari ridotti e cessioni degli esuberi difficili da concretizzare.

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