Inter-Chivu, rinnovo in agenda dopo la finale di Roma: il progetto nerazzurro guarda almeno fino al 2028
Dopo lo scudetto, la dirigenza prepara il summit con il tecnico per contratto, mercato e giovani.
Il rinnovo di Cristian Chivu resta una pratica calda, ma l’Inter ha scelto di non trasformarla in un passaggio da consumare in fretta. Prima c’è la finale di Coppa Italia contro la Lazio, in programma mercoledì 13 maggio alle 21 allo stadio Olimpico di Roma, appuntamento che arriva con lo Scudetto già conquistato e con la possibilità di chiudere la stagione con un’altra coppa. Solo dopo la notte romana il club tornerà davvero al tavolo con il tecnico, dando forma a un percorso già impostato.

La firma dopo la finale di Coppa Italia?
Il dossier contrattuale parte da un dato certo: al momento della nomina, Chivu aveva firmato con l’Inter fino al 30 giugno 2027. Le ricostruzioni uscite nelle ultime ore convergono sulla volontà di prolungare il rapporto almeno fino al 2028, mentre variano leggermente le cifre dell’adeguamento economico indicate dai diversi organi di informazione. Il senso della trattativa, però, resta chiaro: il rinnovo fino al 2028 sarebbe il riconoscimento del lavoro svolto e, insieme, il modo per evitare una nuova stagione con l’allenatore in scadenza di contratto.
La conferma non nasce soltanto dal risultato, ma dal peso politico e sportivo assunto da Chivu nel suo primo anno pieno sulla panchina nerazzurra. Marotta aveva puntato su una scelta coraggiosa dopo l’addio di Simone Inzaghi, e il campo ha restituito una risposta forte: titolo di Serie A, identità propositiva, produzione offensiva elevata e gestione emotiva di un gruppo reduce da una stagione precedente dolorosa. In questo quadro, Beppe Marotta vede nella continuità tecnica una garanzia per proteggere lo Scudetto appena conquistato e aprire un nuovo ciclo senza strappi.
Il rinnovo come scelta di progetto
La partita più interessante non riguarda solo la durata del nuovo accordo o l’aumento dell’ingaggio. Chivu arriva al confronto con credenziali diverse rispetto all’estate scorsa, quando il ritorno nella sua casa professionale fu costruito in tempi rapidi e con margini di trattativa ridotti. Ora il tecnico vuole incidere sulle scelte di rosa, restando dentro i paletti economici della proprietà ma chiedendo profili più coerenti con un calcio rapido, verticale e fisicamente sostenibile. Il progetto tecnico passa anche da una rosa da aggiornare, tra età media da abbassare e contratti da monitorare.
Il primo summit di mercato, sempre previsto dopo la finale, servirà a trasformare le linee guida in priorità operative. Tra i nomi accostati all’Inter ci sono Manu Koné per aggiungere centimetri, gamba e strappi in mezzo al campo, Marco Palestra per la corsia e Tarek Muharemovic per il reparto arretrato; Nico Paz resta invece un profilo più complesso, legato anche alle valutazioni del Real Madrid. La logica è ringiovanire senza smontare un gruppo vincente, sapendo che in difesa alcune situazioni contrattuali imporranno decisioni e che le grandi uscite, al momento, non vengono considerate automatiche.
Under 23 e prove di futuro nearzzurro
Nel ragionamento di fine stagione entrerà anche il capitolo giovani. Dopo la partita di Roma, Chivu dovrà valutare quali elementi dell’Under 23 possano essere avvicinati alla prima squadra, con le ultime due giornate di campionato indicate come possibile finestra per qualche test. La scelta non sarà soltanto simbolica: in una fase in cui l’Inter ragiona su sostenibilità, ringiovanimento e profondità della rosa, il serbatoio interno può diventare un supporto concreto, purché le valutazioni tecniche restino rigorose e non dettate solo dall’entusiasmo post Scudetto.
Una continuità da proteggere
Il tempo del rinnovo arriverà dunque subito dopo il bivio dell’Olimpico, quando la stagione avrà consegnato anche il verdetto della Coppa Italia. La posizione dell’Inter appare lineare: premiare il tecnico, dargli stabilità e inserirlo ancora di più nel disegno sportivo del club. Chivu, dal canto suo, ha già trasformato lo scetticismo iniziale in capitale tecnico e umano; ora dovrà dimostrare che la conferma non è un traguardo, ma il punto di partenza per una squadra chiamata a restare competitiva mentre cambia pelle.
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