Grecia-Italia a rischio: Jovanovic contesta la linea giovane di Baldini e vuole un cambio di avversaria per l’amichevole del 3 giugno
Il ct ellenico spinge per un cambio di avversaria, la Figc difende la scelta di puntare sui giovani azzurri
La partita tra Grecia e Italia, fissata per il 7 giugno al Pankritio Stadium di Heraklion, è diventata un caso diplomatico prima ancora di entrare nel vivo del raduno. Il commissario tecnico ellenico Ivan Jovanovic non avrebbe gradito la linea scelta da Silvio Baldini, deciso a presentarsi con un gruppo molto giovane e costruito in larga parte attorno al materiale tecnico dell’Under 21. Da qui la richiesta greca di valutare un cambio di avversaria, con una partita già programmata e un calendario internazionale ormai strettissimo.

Baldini
Il punto non riguarda soltanto il prestigio dell’Italia, ma la natura stessa del test. La Grecia, come gli Azzurri, non sarà al Mondiale 2026 e guarda alla finestra di giugno come a un passaggio utile verso la Nations League di settembre. Per Jovanovic l’ultima uscita prima dell’estate dovrebbe essere una prova vera contro una Nazionale di livello pieno, non una sfida percepita come esperimento generazionale. La posizione ellenica nasce dunque da esigenze tecniche, orgoglio competitivo e valutazioni di immagine.
La scelta di Baldini, motivazioni prima dei nomi
Baldini, chiamato a guidare l’Italia ad interim dopo la crisi aperta dalla mancata qualificazione al Mondiale, ha legato il suo incarico a un principio preciso: usare le amichevoli di giugno per dare spazio a giocatori affamati, giovani e funzionali alla rifondazione. La sua idea è evitare una convocazione di routine per calciatori scarichi a fine stagione e trasformare le partite con Lussemburgo e Grecia in un laboratorio credibile per il futuro azzurro. È una scelta rischiosa, ma coerente con l’urgenza di ripartire.
La formula Under 21, però, va letta con attenzione. Le fonti federali e le ricostruzioni più recenti indicano che non si tratterà semplicemente della Nazionale giovanile travasata nella maggiore: il gruppo dovrebbe comprendere profili già abituati a palcoscenici importanti e alcuni elementi nel giro della prima squadra. Nomi come Donnarumma, Palestra, Pisilli, Pio Esposito, Ahanor, Kayode e Koleosho sono stati citati come esempi di un’Italia giovane, ma non priva di esperienza internazionale o di credibilità tecnica.
La risposta della Figc
La replica italiana è arrivata attraverso Giancarlo Antognoni, capo delegazione per il doppio impegno con Lussemburgo e Grecia. Il messaggio è netto: non c’è alcuna mancanza di rispetto verso gli avversari, perché in campo andrà la migliore Nazionale possibile per motivazioni e prospettiva. Antognoni ha difeso Baldini, ha sottolineato la qualità del gruppo e ha spiegato che molti di questi ragazzi possono diventare già a breve parte stabile dell’Italia del nuovo ciclo.
Il calendario, intanto, resta formalmente definito: l’Italia giocherà il 3 giugno in Lussemburgo e quattro giorni più tardi dovrebbe affrontare la Grecia a Creta. La Figc aveva annunciato il doppio test già ad aprile, specificando sedi e orari, mentre dalla parte ellenica il programma prevedeva prima l’amichevole del 4 giugno con la Svezia e poi la sfida agli Azzurri. Proprio questa concatenazione rende complesso ogni ribaltone: trovare un’altra nazionale libera e logisticamente disponibile in pochi giorni non è semplice.
Biglietti, penali e margini ridotti
La partita non è soltanto una questione tecnica. L’evento è stato messo in calendario al Pankritio Stadium e la vendita dei biglietti ha già creato un vincolo con il pubblico locale, che si aspettava un’amichevole di richiamo contro l’Italia. Secondo le ricostruzioni, un eventuale dietrofront potrebbe portare conseguenze economiche e organizzative, comprese possibili penali e la necessità di individuare in fretta un’altra avversaria. Per questo la protesta greca pesa, ma non equivale ancora a una cancellazione.
Al momento la vicenda resta sospesa tra irritazione ellenica e fermezza italiana. Baldini non sembra intenzionato a rinunciare alla sua idea, la Figc rivendica il diritto del ct di scegliere la squadra più utile al progetto e Jovanovic continua a spingere per un test all’altezza delle esigenze della Grecia. Il paradosso è evidente: un’amichevole nata per preparare il futuro rischia di diventare il primo vero scontro politico della nuova Nazionale azzurra.
Potrebbe interessarti anche:




