Caso arbitri, Gervasoni ascoltato per quattro ore: il nodo Salernitana-Modena e la risposta sugli audio VAR “spariti”
Il supervisore VAR autosospeso ha risposto al pm Ascione: al centro l'episodio di Salernitana-Modena
Andrea Gervasoni è rimasto per circa quattro ore negli uffici della Guardia di Finanza di Milano, nella caserma Silvio Novembre di via Oglio, per essere ascoltato dal pm Maurizio Ascione nell’ambito dell’inchiesta sugli arbitri. Il supervisore VAR, autosospeso dalla CAN A e B dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, ha lasciato la caserma spiegando di essersi messo a disposizione della magistratura e di aver fornito le risposte richieste sulla propria posizione.

Quattro ore davanti al pm: Gervasoni rompe il silenzio
La posizione di Gervasoni si inserisce nel fascicolo milanese che coinvolge anche Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B a sua volta autosospeso. Per entrambi l’ipotesi riportata dalle fonti è concorso in frode sportiva, ma il quadro resta nella fase delle indagini e va letto con la cautela dovuta a un procedimento ancora aperto. La scelta dell’autosospensione è stata comunicata nell’ambito delle decisioni dell’AIA, chiamata a garantire continuità tecnica alla commissione.
Il cuore dell’audizione: la gara Salernitana-Modena
Il passaggio centrale dell’interrogatorio ha riguardato Salernitana-Modena, partita di Serie B dell’8 marzo 2025. Secondo la ricostruzione dell’accusa riportata dalle testate che hanno consultato l’avviso di garanzia, Gervasoni avrebbe sollecitato l’addetto VAR Luigi Nasca a richiamare l’arbitro Antonio Giua alla on field review dopo un rigore inizialmente concesso al Modena e poi revocato. La difesa, invece, ha sostenuto che l’ex supervisore non avrebbe interferito sull’episodio.
Il dettaglio tecnico dell’azione aiuta a capire perché il caso sia diventato così sensibile. L’episodio contestato nasce da un presunto fallo di mano di Bronn nell’area della Salernitana sugli sviluppi di un calcio piazzato del Modena: il rigore, assegnato a inizio ripresa, venne cancellato dopo la revisione al monitor. Secondo la ricostruzione locale, il pallone avrebbe colpito il calciatore granata sulla spalla, con il giocatore di spalle rispetto alla deviazione di testa precedente, in una partita poi vinta dalla Salernitana per 1-0 con gol di Soriano.
La linea della difesa
All’uscita dall’interrogatorio, l’avvocato Michele Ducci ha ribadito che il confronto con i magistrati si è concentrato soprattutto su Salernitana-Modena. La tesi difensiva è che Gervasoni fosse presente a Lissone, ma non nella sala della Serie B, perché impegnato come VAR per la Serie A in un’altra palazzina. Da qui la posizione del legale: secondo la difesa sarebbe difficile sostenere che il supervisore abbia potuto insistere o esercitare pressioni operative sull’addetto al VAR.
Inter-Roma e gli audio VAR: la risposta netta di Gervasoni
Nel pomeriggio è entrato nel racconto pubblico anche il tema degli audio VAR di Inter-Roma del 2025, partita sulla quale, secondo le ricostruzioni disponibili, la Procura non sta procedendo come contestazione specifica a carico di Gervasoni. Alla domanda sulla presunta manomissione della registrazione, l’ex supervisore ha escluso l’ipotesi in modo netto. Il suo legale ha aggiunto che su quel fronte ci sarebbe stata soltanto una domanda rapida e che, a suo giudizio, non sarebbe emerso alcun intervento di Gervasoni.
La vicenda resta delicata perché intreccia giustizia ordinaria, equilibri interni dell’AIA e credibilità del sistema arbitrale in una fase già tesa del calcio italiano. Rocchi ha scelto di non presentarsi all’interrogatorio, mentre Gervasoni ha risposto al pm e ora attende gli sviluppi. In attesa degli atti e delle valutazioni successive, l’unico punto fermo è che le contestazioni sono oggetto di indagine e che nessuna conclusione può essere trasformata in sentenza anticipata.
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