La mappa

Club Referee Manager in Italia: quali club lo hanno davvero nello staff

Scritto da Luca Bortuzzo, 2 Maggio 2026 - Tempo di lettura: 4 minuti

La mappa dei profili ufficiali tra Serie A e Serie C

Il Club Referee Manager è uscito dalla nicchia degli organigrammi ed è entrato nel dibattito pubblico dopo il caso legato alle intercettazioni su Gianluca Rocchi e al nome di Giorgio Schenone, responsabile della materia arbitrale dell’Inter e non indagato. La domanda, però, va separata dal clamore: nel calcio italiano non esiste una lista federale pubblica e completa facilmente consultabile, quindi il conto più serio è quello dei club che hanno formalizzato o reso riconoscibile questa funzione attraverso comunicati, organigrammi o ricostruzioni giornalistiche verificabili.

Schenone, dirigente Inter

Che cosa fa davvero l’addetto agli arbitri

Il ruolo non nasce per fare moviola militante né per spostare designazioni, ma per portare dentro una società competenze regolamentari che spesso giocatori e staff non possiedono in modo strutturato. Il manager prepara la squadra sulle novità del regolamento, aiuta a leggere contatti, falli di mano, fuorigioco e protocollo video, organizza l’accoglienza della squadra arbitrale nelle gare interne e, nei canali previsti, può chiedere chiarimenti al referente istituzionale senza trasformare il rapporto in pressione sul designatore.

Il dato in Serie A: i nomi verificabili

Nel massimo campionato, la fotografia prudente e documentabile porta a quattro club con un profilo esplicitamente indicato o ricostruito come Club Referee Manager: Inter, Juventus, Lazio e Parma. L’Inter ha Giorgio Schenone dal 2020; la Juventus ha inserito Luca Maggiani nel 2022; la Lazio ha affidato il ruolo a Riccardo Pinzani nel luglio 2025; il Parma ha annunciato Lorenzo Manganelli nell’agosto 2025. Altri club possono avere dirigenti addetti agli arbitri, ma non sempre la funzione coincide con la figura specializzata e dichiarata con questa denominazione.

Inter e Juventus, i casi più mediatici

Il caso Inter è quello che ha acceso il riflettore più forte: Schenone, ex assistente della sezione di Genova e poi Avar tra Serie A e B, è indicato come il referente nerazzurro per la materia arbitrale, con attività di formazione per prima squadra e settore giovanile. Sul fronte Juventus, invece, il club ha comunicato nel 2022 l’arrivo di Luca Maggiani, ex assistente internazionale, presentandolo come figura destinata a sviluppare un progetto formativo dalle prime squadre fino alle giovanili.

Lazio e Parma, due incarichi recenti

La Lazio ha ufficializzato Riccardo Pinzani come figura di riferimento per i rapporti con il mondo arbitrale e per il supporto tecnico-regolamentare alla prima squadra, inserendolo poi anche negli appuntamenti istituzionali con l’AIA a Formello. Il Parma ha seguito una strada analoga con Lorenzo Manganelli, ex assistente con oltre duecento gare in Serie A e un curriculum internazionale, chiamato non solo per la prima squadra maschile ma anche come supporto formativo per settore giovanile e femminile.

Oltre la Serie A: Ravenna e Potenza allargano la mappa

Fuori dal perimetro della Serie A emergono altri casi pubblici, utili a capire che la figura non è più solo una questione da grandi club. Il Ravenna indica nel proprio organigramma Nico La Posta come Referee Manager, e lo stesso professionista rivendica il ruolo nel club romagnolo dopo l’esperienza al Rimini. Il Potenza, nell’agosto 2024, ha invece affidato la carica di dirigente addetto agli arbitri a Salvatore Marco Dibenedetto, specificando che aveva conseguito a Coverciano il titolo di Club Referee Manager.

Roma e gli addetti: una distinzione necessaria

Il caso Roma aiuta a evitare confusioni. Nel 2022 il club giallorosso si è affidato a Gianpaolo Calvarese come consulente per regolamento, Var e analisi delle decisioni arbitrali, mentre già dal 2019 Vito Scala era stato indicato come addetto agli arbitri nelle gare interne. Sono funzioni vicine, ma non sempre sovrapponibili alla figura formalizzata del Club Referee Manager: in alcuni club il raccordo con gli ufficiali di gara resta affidato a profili dirigenziali non provenienti dalla classe arbitrale.

Perché il ruolo è diventato sensibile

La sensibilità nasce dal confine sottile fra educazione regolamentare e percezione esterna. L’inchiesta milanese ha portato in primo piano le conversazioni sulle designazioni e il nome di Schenone, ma le ricostruzioni disponibili precisano che il dirigente interista non risulta indagato e che il colloquio agli atti non sarebbe avvenuto direttamente con lui. Proprio per questo il tema vero non è demonizzare la figura, bensì definire con chiarezza canali, limiti e trasparenza dei rapporti fra club, AIA e Commissione arbitri.

La fotografia più corretta

A oggi la risposta più solida è dunque questa: in Serie A risultano quattro club con Club Referee Manager riconoscibili e nominativi, cioè Inter, Juventus, Lazio e Parma; allargando lo sguardo agli organigrammi pubblici e ai comunicati di società italiane, si aggiungono almeno Ravenna e Potenza come esempi documentati fuori dal massimo campionato. Parlare di numero definitivo sarebbe forzato, perché manca un albo pubblico aggiornato e perché molte società continuano a usare formule più tradizionali come addetto agli arbitri, referente gara o consulente regolamentare.

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