La squalifica

Prestianni squalificato per sei partite: la UEFA punisce gli insulti omofobi a Vinícius

Scritto da Luca Bortuzzo, 24 Aprile 2026 - Tempo di lettura: 5 minuti

Prestianni squalificato sei giornate dalla UEFA dopo Benfica-Real Madrid: escluso il razzismo, punita la condotta omofoba verso Vinícius Júnior

La UEFA ha disposto una squalifica di sei partite nei confronti di Gianluca Prestianni per quanto accaduto durante Benfica-Real Madrid, incontro di Champions League disputato a Lisbona il 17 febbraio 2026. Il provvedimento nasce dal comportamento tenuto dal calciatore argentino verso Vinícius Júnior, in un episodio che inizialmente era stato associato al sospetto di un insulto razzista.

L’inchiesta dell’organismo europeo ha però portato a una conclusione diversa. La UEFA non ha ritenuto provata la matrice razziale dell’offesa, ma ha individuato una violazione disciplinare legata a un linguaggio discriminatorio di carattere omofobo. È su questa base che è arrivata la sanzione.

Gianluca Prestianni del Benfica è stato squalificato per sei giornate per condotta omofoba nei confronti di Vinicius Junior

Gianluca Prestianni del Benfica è stato squalificato per sei giornate per condotta omofoba nei confronti di Vinicius Junior

Una squalifica divisa in più parti

Lo stop complessivo è di sei gare, ma Prestianni non dovrà restare fuori per tutte le partite in modo immediato. Tre giornate sono state sospese e resteranno in bilico per un periodo di prova di due anni. Una gara, invece, era già stata scontata in forma cautelare a febbraio.

Nella pratica, se non ci saranno altre violazioni, il giocatore dovrà saltare ancora due incontri. La sanzione può riguardare sia competizioni UEFA per club sia partite ufficiali della nazionale argentina riconosciute dalla FIFA.

Cosa è successo in campo

L’episodio è avvenuto durante l’andata del playoff a eliminazione diretta di Champions League tra Benfica e Real Madrid. Dopo una fase di tensione, Vinícius Júnior ha segnalato all’arbitro François Letexier di essere stato insultato da Prestianni.

Le immagini avevano mostrato il giocatore del Benfica mentre si copriva la bocca con la maglia nel momento in cui si rivolgeva all’attaccante brasiliano. Proprio quel gesto ha complicato la ricostruzione immediata delle parole pronunciate.

La partita è stata fermata temporaneamente. La sospensione è durata circa dieci-undici minuti, durante i quali è stato attivato il protocollo contro la discriminazione. Vinícius ha lasciato il terreno di gioco e, in un primo momento, non voleva riprendere la gara dopo quanto denunciato.

Dal sospetto di razzismo alla sanzione per omofobia

Nelle prime fasi, l’accaduto era stato interpretato come una possibile offesa razzista. Vinícius e alcuni compagni del Real Madrid avevano letto l’episodio in quel senso, mentre Prestianni aveva negato di avere pronunciato espressioni razziali.

La divergenza tra le versioni ha portato la UEFA ad aprire un procedimento disciplinare. Dopo la partita è stato nominato un ispettore etico e disciplinare, incaricato di ricostruire il caso e valutare la natura delle parole rivolte all’attaccante del Real Madrid.

L’indagine ha escluso che l’insulto razzista fosse dimostrato, ma ha riconosciuto l’utilizzo di linguaggio discriminatorio omofobo. Secondo quanto riportato nella ricostruzione, Prestianni ha respinto la matrice razziale dell’offesa, mentre Aurélien Tchouaméni avrebbe confermato l’ammissione del calciatore argentino sull’impiego di un insulto omofobo.

La posizione della UEFA e del Benfica

La UEFA ha quindi formulato la decisione come una squalifica per condotta discriminatoria, specificando che il comportamento contestato aveva natura omofoba. Il punto è rilevante: l’accusa iniziale di razzismo non è stata confermata, ma il calciatore è stato comunque ritenuto responsabile di una violazione grave delle norme contro la discriminazione.

Il Benfica ha preso atto del provvedimento e ha comunicato che la sanzione riguarda il linguaggio omofobo usato nella sfida contro il Real Madrid. Il club ha inoltre precisato che, delle tre giornate effettive, una era già stata scontata.

Nei mesi precedenti, la società portoghese aveva sostenuto il giocatore rispetto all’accusa di razzismo. Il presidente Rui Costa aveva affermato che Prestianni non fosse razzista e che il Benfica gli sarebbe rimasto vicino.

Anche José Mourinho, allenatore del club, era intervenuto sul caso. Secondo le ricostruzioni, aveva spiegato che una conferma di comportamento razzista avrebbe avuto conseguenze molto pesanti per la permanenza del calciatore nella squadra. La decisione conclusiva della UEFA, però, ha seguito un’altra linea: nessuna prova di insulto razziale, ma condotta omofoba sanzionata.

Il peso dello stop cautelare

Prima del verdetto definitivo, Prestianni era già stato fermato provvisoriamente. A febbraio la UEFA gli aveva impedito di giocare il ritorno contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu, mentre l’indagine era ancora aperta.

Il Benfica aveva manifestato l’intenzione di contestare quella misura, ribadendo allo stesso tempo la propria posizione contro razzismo e discriminazione. Ora quella gara saltata viene conteggiata all’interno delle sei giornate complessive.

Per questo motivo, il calciatore non dovrà scontare altre cinque partite, ma soltanto due. Le tre restanti rimarranno sospese e potranno diventare effettive solo se Prestianni commetterà una nuova violazione nel biennio previsto dalla UEFA.

Possibile estensione mondiale della sanzione

La UEFA ha chiesto alla FIFA di estendere il provvedimento a livello internazionale. Se la richiesta venisse accolta, la squalifica non avrebbe effetto soltanto sulle competizioni europee del Benfica, ma potrebbe riguardare anche gli impegni ufficiali dell’Argentina.

Prestianni ha già debuttato con la nazionale argentina. Per questo motivo, l’eventuale estensione della sanzione potrebbe avere conseguenze anche sul suo percorso con la selezione del suo Paese.

Il tema dei giocatori che si coprono la bocca

La vicenda potrebbe avere ripercussioni anche oltre il singolo caso disciplinare. L’episodio ha riaperto la discussione sui calciatori che si coprono la bocca mentre parlano agli avversari, soprattutto in momenti di tensione.

La questione potrebbe essere esaminata dall’IFAB, l’organismo responsabile delle regole del gioco, in vista di possibili interventi normativi. Il nodo è semplice: quando un calciatore nasconde le labbra, diventa più difficile stabilire con certezza quali parole siano state pronunciate.

In casi che riguardano razzismo, omofobia o altre forme di discriminazione, questa difficoltà può rendere le indagini più complesse e favorire ricostruzioni contrastanti.

Una punizione severa, ma non esemplare

Il caso Prestianni mostra la linea della UEFA nei confronti dei comportamenti discriminatori. Anche senza la conferma dell’accusa iniziale di razzismo, l’utilizzo di un linguaggio omofobo è stato considerato sufficiente per imporre una sanzione importante.

La pena, tuttavia, è stata graduata: sei partite in totale, tre sospese, una già scontata e due ancora da scontare. Il giocatore del Benfica resta quindi punito, ma non dovrà fermarsi per l’intero blocco di gare nell’immediato. Il suo futuro disciplinare dipenderà anche dal comportamento nei prossimi due anni. Una nuova violazione potrebbe far scattare le tre giornate rimaste sospese.

La vicenda, nata durante una partita di Champions League come possibile caso di razzismo, si chiude per ora con una decisione differente ma comunque pesante: Prestianni non è stato punito per un insulto razziale dimostrato, bensì per una condotta omofoba nei confronti di Vinícius Júnior.

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