Samb, Massi apre a una nuova governance ma non c’è ancora una cessione
Massi dice che la famiglia non può sostenere da sola la Samb e si dichiara pronto a fare un passo indietro; Fedeli è disponibile al dialogo, senza accordi.
Vittorio Massi è disposto a lasciare spazio a una nuova governance della Sambenedettese, ma sostiene che la famiglia non possa più sostenere da sola le necessità del club. Il presidente ha riferito che la disponibilità è stata espressa durante una riunione con imprenditori interessati e ha escluso di voler mantenere il controllo usando risorse altrui.

Vittorio Massi è disposto a lasciare spazio a una nuova governance della Sambenedettese, ma sostiene che la famiglia non possa più sostenere da sola le necessità del club.
La posizione non equivale a una cessione già definita. Massi ha detto di non aver chiesto agli interlocutori cinque o dieci milioni, ma sostegno oltre a quello garantito dagli sponsor; ha anche ribadito che lui e il fratello non riescono a far fronte da soli a tutto. L’organigramma ufficiale del club indica Vittorio Massi come presidente e Fausto Massi come vicepresidente.
Tra i possibili interlocutori c’è Franco Fedeli, ex presidente rossoblù. In agosto ha raccontato che Massi lo aveva chiamato nei primi giorni del mese per fissare un incontro, dopo un precedente contatto tramite un avvocato. Fedeli si è detto disponibile al dialogo e aveva già manifestato a maggio l’intenzione di tornare nel calcio soltanto per la Samb, indicando due milioni di euro da destinare alla squadra. Ha però precisato di non voler acquistare «ad occhi chiusi»: prima vorrebbe verificare eventuali insoluti, conoscere l’organico e le persone coinvolte. Non ha annunciato un accordo né un ingresso in società.
Il confronto riguarda anche l’accesso alle informazioni economiche. In ottobre Riviera Oggi ha riportato che, durante una riunione con imprenditori interessati, Massi avrebbe detto di voler mostrare i dati contabili a chi entrasse concretamente nella società. Riviera Oggi ha inoltre posto due questioni al club: la gestione dello store rossoblù da parte di una società privata e la mancata esposizione in sala stampa degli incassi e dei dati sugli abbonamenti, una consuetudine precedente alla presidenza Massi. La testata ha chiesto chiarimenti sugli accordi economici relativi al marchio e sulle entrate che arrivano al club, senza presentare quei rapporti come accertati.
Nella ricostruzione del presidente, la famiglia ha contribuito alla rinascita del club e alla promozione in Serie C, ma ha incontrato difficoltà nei rapporti con l’amministrazione comunale e non ha ricevuto sostegno economico o burocratico. Massi ha rivendicato il ruolo di tifosi e sponsor e ha riconosciuto che alcune scelte societarie possono essere state sbagliate. Ha inoltre sostenuto che i bilanci siano pubblici e sottoposti a revisione.
Tra i problemi pratici citati da Massi c’è la disponibilità degli impianti. Il presidente ha detto che il progetto per riqualificare il campo Ciarrocchi, destinato anche a dare una base al settore giovanile, attendeva ancora l’approvazione; ha aggiunto che la delibera di un finanziamento agevolato del Credito Sportivo sarebbe scaduta due giorni dopo il suo intervento. La Samb ha partecipato anche al bando per il campo Merlini: Massi ha riferito che il portale non consentiva un’offerta superiore a mille euro e che i legali avrebbero valutato un ricorso. Ha precisato che l’offerta presentata è stata di mille euro e che, a suo giudizio, quella economica non era la migliore, mentre gli altri parametri gli erano ignoti.
Sul piano sportivo, la Samb ha pareggiato 1-1 con il Latina l’11 ottobre. Massi descrive la squadra come attraversata da difficoltà da tempo, ma il risultato non modifica lo stato delle interlocuzioni societarie: non è stato annunciato un passaggio di proprietà né l’insediamento di una nuova governance.
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