Ronaldo, procedimento disciplinare in Portogallo: sospensione preventiva, non c’è ancora la sanzione definitiva
La FPF ha avviato un procedimento urgente dopo l’uscita dal ritiro del 30 settembre: Ronaldo è sospeso in via preventiva, ma l’esito disciplinare deve ancora arrivare.
La Federazione portoghese ha aperto un procedimento disciplinare contro Cristiano Ronaldo per l’uscita dal ritiro della Nazionale e ha disposto nei suoi confronti una sospensione preventiva non automatica. La misura non equivale a una sanzione definitiva: il Consiglio di disciplina deve ancora valutare i fatti contestati e il procedimento è stato dichiarato urgente.

La Federazione portoghese ha aperto un procedimento disciplinare contro Cristiano Ronaldo per l’uscita dal ritiro della Nazionale e ha disposto nei suoi confronti una sospensione preventiva non automatica.
La decisione è stata deliberata il 9 ottobre 2026 dalla sezione non professionistica del Consiglio di disciplina della FPF. La federazione ha precisato che l’istruttoria riguarda l’eventuale rilevanza disciplinare dei fatti segnalati il 7 ottobre. Il fascicolo è stato trasmesso il 10 ottobre alla Commissione di istruzione disciplinare; gli atti resteranno riservati fino alla conclusione.
La misura preventiva si articola in due passaggi: Ronaldo era soggetto a una sospensione automatica fino all’apertura del procedimento; con la sua instaurazione, la FPF ha disposto anche la sospensione preventiva non automatica. La federazione non ha ancora annunciato l’esito dell’istruttoria né la durata di un’eventuale sanzione definitiva.
Ronaldo lasciò il ritiro a Copenaghen, alla vigilia della partita con la Danimarca, dopo essere rimasto in panchina contro la Norvegia. Nel comunicato del 6 ottobre, il giocatore ricondusse la vicenda a un piano concordato di gestione fisica: secondo la sua versione, avrebbe dovuto giocare le partite in casa e riposare in quelle in trasferta, pur seguendo la squadra nelle trasferte. Disse inoltre che Jorge Jesus gli aveva chiesto se fosse in condizione di giocare 30 minuti contro la Norvegia, che aveva accettato ma non era poi entrato in campo. Ronaldo si scusò, si assunse la responsabilità della scelta e si disse disponibile a tornare in Nazionale dopo la sospensione che gli fosse eventualmente applicata, a condizione di essere in buone condizioni fisiche e di continuare a giocare con il club.
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