Forest Green

Niente successore di Savage: il Forest Green prova a giocare senza allenatore

Scritto da Federica Cavalera, 13 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo l’uscita di Robbie Savage, Dale Vince esclude una ricerca immediata: Bowen, Klukowski e Gould guideranno il gruppo per alcune partite o circa un mese.

Il Forest Green Rovers ha scelto di non nominare subito un nuovo manager dopo la partenza di Robbie Savage: la prima squadra è affidata a Josh Bowen, Yan Klukowski e Jonathan Gould, già parte dello staff tecnico. La decisione di Dale Vince, proprietario e presidente del club, mette alla prova una guida condivisa in un calcio abituato a concentrare responsabilità e visibilità su una sola figura.

Il Forest Green Rovers ha scelto di non nominare subito un nuovo manager dopo la partenza di Robbie Savage: la prima squadra è affidata a Josh Bowen, Yan Klukowski e Jonathan Gould, già parte dello staff tecnico.

Il Forest Green Rovers ha scelto di non nominare subito un nuovo manager dopo la partenza di Robbie Savage: la prima squadra è affidata a Josh Bowen, Yan Klukowski e Jonathan Gould, già parte dello staff tecnico.

Vince ha precisato che il club non considera vacante il ruolo e che non è in corso una ricerca di candidati esterni: «Non abbiamo parlato con nessuno per quel ruolo» L’ipotesi è di proseguire così per alcune partite, o anche per circa un mese, e valutare se le decisioni possano risultare più equilibrate senza un manager con l’autorità predominante.

La proposta ha una base pratica: i tre tecnici seguono già il lavoro quotidiano sul campo e conoscono la rosa. La responsabilità condivisa dovrebbe riguardare sia la preparazione sia le scelte nei giorni di partita; Vince ha inoltre parlato di una possibile alternanza nei rapporti con i media. Non è dunque un’assenza di guida tecnica, ma la rinuncia temporanea a individuare un unico responsabile finale.

È una distinzione importante, soprattutto perché l’esperimento parte in un momento complicato: il Forest Green è senza vittorie da cinque partite ed è scivolato al 16° posto. Due gare senza successi sono arrivate da quando Savage si è allontanato dalla guida della squadra; l’ultima sconfitta citata nel resoconto è il 4-2 casalingo contro l’Hartlepool. Sono elementi che rendono comprensibile la cautela, ma non dimostrano da soli che un allenatore unico avrebbe cambiato l’andamento.

Qui sta anche l’obiezione più forte alla scelta di Vince: una direzione collegiale può distribuire il carico e valorizzare competenze già presenti, ma rischia di rendere meno leggibile chi decide quando le valutazioni divergono. Il presidente sostiene che il gruppo possa arrivare a conclusioni razionali insieme; resta però da vedere come questa responsabilità si tradurrà in continuità nelle scelte e in chiarezza verso i giocatori. La familiarità con la rosa è un vantaggio concreto, non ancora la prova che tre voci funzionino meglio di una.

Vince ha indicato come precedente immediato la prestazione nell’1-1 contro il Wealdstone, sostenendo che la squadra avrebbe potuto vincere. Il dato offre un appiglio alla fiducia nel gruppo, ma non risolve il nodo: una singola partita non basta a misurare un modello di gestione. Il Forest Green prova a trasformare la necessità di riorganizzarsi in un test reale; la sua riuscita dipenderà soprattutto dalla capacità dei tre tecnici di rendere coerenti le decisioni, non dal semplice fatto di occupare insieme la panchina.

Il passaggio alla guida condivisa è seguito all’uscita di Savage, che ha lasciato il Forest Green il 2 ottobre per assumere la guida del Peterborough United, in League One. Il trio aveva già iniziato a dirigere la squadra dopo che Savage, il 29 settembre, aveva ricevuto il via libera per parlare con il club. Vince ha detto che il Forest Green non ha fretta di nominare un successore e che non sono in corso colloqui per il ruolo.

Il contesto più ampio spiega perché il test attiri attenzione: il Forest Green aveva subito due retrocessioni consecutive, nel 2022-23 e nel 2023-24, uscendo dalla English Football League, prima di raggiungere i play-off di National League nella stagione successiva. In quella più recente ha chiuso al settimo posto, con Savage alla guida nella sua unica annata al club.

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