Serie A, difesa viola

Fiorentina, troppi tiri nello specchio: il nodo va oltre il portiere

Scritto da Federica Cavalera, 11 Ottobre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

I viola hanno incassato 14 reti e concesso 30 tiri nello specchio: gli xG e la prestazione di De Gea aiutano a misurare il problema.

La Fiorentina ha cambiato uomini in difesa, ma per ora non il problema. Dopo il 2-1 subito a Genova, i viola hanno incassato 14 gol e risultano la peggior retroguardia della Serie A, in attesa della partita del Venezia. Il dato è netto; la spiegazione, invece, non può essere ridotta a una sola causa.

La campagna estiva rende il contrasto più vistoso. I cinque innesti citati — Dragusin, Jimenez, Viery, Valdepenas e Joao Mario — potrebbero arrivare a costare complessivamente 74 milioni di euro, considerando anche i diritti di riscatto. È una cifra potenziale, non la spesa già sostenuta: ma basta a rendere legittima la domanda sulla resa dell’investimento. A oggi, il cambio di interpreti non ha prodotto una tenuta difensiva adeguata.

Il nodo è la qualità dei tiri concessi

I numeri dei tiri aiutano a precisare il problema. La squadra concede 65 conclusioni complessive, ottavo dato del campionato, ma 30 finiscono nello specchio: per tiri in porta concessi è quindicesima. Non è dunque una difesa che lascia agli avversari un volume eccezionale di tentativi; è una squadra che permette a una quota elevata di quelle conclusioni di diventare pericolose. Il dato non identifica da solo gli errori — né distingue responsabilità individuali e collettive — ma segnala che la protezione dell’area non sta funzionando.

Ancora più delicato il confronto fra gol subiti e expected goals concessi: la Fiorentina è a 8,7 xG, un dato che la colloca al quattordicesimo posto in questa graduatoria, mentre le reti incassate sono oltre cinque in più. Lo scarto suggerisce che gli avversari stanno concretizzando molto rispetto alla qualità delle occasioni registrate. È un elemento che invita a guardare anche alle parate, ma non assolve automaticamente il reparto: gli xG descrivono le occasioni, non tutta la qualità della prestazione difensiva né ogni dettaglio dei tiri.

A Genova David De Gea è finito al centro delle critiche per la respinta sul tiro di El Shaarawy, che ha preceduto il gol di Osmajic. L’episodio rende concreta la componente individuale, ma una singola azione non basta a spiegare 14 reti incassate. La lettura più prudente è che il rendimento del portiere pesi in questa fase insieme alle difficoltà della squadra nel limitare i tiri nello specchio; attribuire tutto a De Gea trasformerebbe un indizio in una sentenza.

C’è un’obiezione seria all’allarme: la fotografia arriva dopo le prime giornate e la stessa distanza fra xG e gol subiti mostra quanto il bilancio sia stato appesantito dalla finalizzazione avversaria. Ma il margine statistico non cancella il dato presente: la Fiorentina è ultima per reti incassate e lascia arrivare nello specchio quasi metà dei tiri concessi. Perciò la priorità non è scegliere un colpevole in anticipo, bensì capire se la squadra riesce a ridurre quelle conclusioni e se De Gea torna a offrire un rendimento più affidabile.

Una difesa nuova, lo stesso rendimento

Il confronto con Tommaso Martinelli, che sta facendo bene con l’Avellino, è già entrato nel dibattito: a fine stagione, scrive TUTTOmercatoWEB, saranno necessarie valutazioni. È un passaggio futuro, non una decisione annunciata. Prima di trasformare la questione del portiere in un verdetto, i numeri offrono un criterio più concreto: osservare se calano i tiri nello specchio concessi e se si riduce lo scarto fra occasioni attese e gol subiti.

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