Inter-Como 3-2, la rimonta che porta Chivu in finale di Coppa Italia
Inter-Como 3-2, i nerazzurri rimontano a San Siro e volano in finale di Coppa Italia: cronaca, gol, analisi tattica e protagonisti del match
L’Inter ha conquistato la finale di Coppa Italia battendo 3-2 il Como a San Siro nella semifinale di ritorno, dopo lo 0-0 dell’andata giocata al Sinigaglia. La squadra di Cristian Chivu ha ribaltato una serata che sembrava compromessa e ora giocherà la finalissima del 13 maggio allo stadio Olimpico di Roma contro la vincente di Atalanta-Lazio.
La partita è partita con assetti ben definiti. L’Inter si è schierata con il 3-5-2, affidandosi a Martinez in porta, alla linea difensiva composta da Akanji, Acerbi e Carlos Augusto, con Luis Henrique e Dimarco sulle corsie, Barella, Calhanoglu e Zielinski in mezzo, Bonny e Thuram davanti. Il Como di Fabregas ha risposto con il 3-4-2-1: Butez tra i pali; Ramon, Diego Carlos e Kempf in difesa; Van der Brempt, Perrone, Da Cunha e Valle a centrocampo; Nico Paz e Baturina alle spalle di Douvikas.

La rimonta dell’Inter sul Como segna l’ennesima vittoria stagionale contro i lariani
Il primo tempo e il dominio del Como
Per lunghi tratti del primo tempo, però, è stato il Como a dare la sensazione di avere più brillantezza. I lariani hanno creato subito pericoli con Baturina, fermato da Martinez, e hanno colpito anche un legno con Kempf. Dall’altra parte l’Inter ha avuto una grande occasione con Thuram, il cui colpo di testa è stato respinto sulla linea da Perrone. Il vantaggio ospite è arrivato alla mezz’ora: Van der Brempt ha saltato Dimarco sulla destra e ha rimesso il pallone al centro, dove Baturina ha chiuso l’azione battendo Martinez dopo aver colpito il palo interno.
La ripresa si è aperta nel modo peggiore per i nerazzurri. Un errore in costruzione ha spalancato lo spazio a Nico Paz, che ha servito Da Cunha per il raddoppio del Como. Sullo 0-2, il match sembrava indirizzato verso un’impresa storica dei lariani, anche perché poco dopo Diao ha avuto sul destro il pallone che avrebbe potuto chiudere del tutto il discorso, trovando però la risposta decisiva di Martinez. È stato il passaggio psicologico più delicato della serata: l’Inter era a un passo dall’eliminazione, il Como a un passo dalla finale.
La svolta e la seconda rimonta consecutiva
La svolta è arrivata con i cambi di Chivu, soprattutto con l’ingresso di Sucic e Diouf attorno all’ora di gioco. Da lì l’Inter ha alzato ritmo, intensità e qualità delle giocate. Calhanoglu ha riaperto la semifinale con una conclusione dal limite deviata in modo decisivo, poi ha firmato il 2-2 di testa su invito dello stesso Sucic. Nel finale i due si sono scambiati ancora il pallone: il turco ha restituito l’assist al croato, che ha controllato e battuto Butez per il 3-2. Anche la lettura della Gazzetta individua proprio nei cambi e nell’impatto di Sucic il vero punto di rottura del match.
Dal punto di vista tattico, la partita ha raccontato due storie diverse. Il Como, secondo l’analisi della Gazzetta, ha accettato di abbassarsi più del solito, quasi contro la propria natura, per proteggere il vantaggio e avvicinare una finale che sarebbe stata memorabile. Reuters osserva allo stesso modo che, dopo il 2-0, la squadra di Fabregas ha progressivamente rinunciato a spingere, cercando soprattutto di soffocare la pressione interista. L’Inter, invece, ha continuato a insistere, sospinta anche da un San Siro molto coinvolto, fino a trovare il ribaltone.
Il post-gara
Nel dopopartita, Chivu ha attribuito il successo al lavoro collettivo, insistendo sul peso del gruppo e sul contributo decisivo di chi è entrato dalla panchina. Ha spiegato che l’Inter si è costruita con i risultati il diritto di sognare sia lo scudetto sia la Coppa Italia. Calhanoglu ha parlato di una vittoria pesante contro una squadra di valore e ha detto chiaramente che l’obiettivo adesso è provare a portare a casa entrambi i trofei; per lui, inoltre, la doppietta contro il Como lo ha portato a quota 50 reti con la maglia nerazzurra, e il gol di testa rappresenta una rarità statistica, il primo dal 2019. Sucic ha sottolineato la mentalità della squadra, ribadendo che questa Inter non si arrende mai. Dall’altra parte Fabregas si è detto deluso ma orgoglioso, convinto che al Como manchi ancora qualcosa per stare allo stesso livello dell’Inter, ma anche che il percorso compiuto fin qui resti di alto valore e non vada sporcato da questa eliminazione.
Il significato della serata va oltre il semplice punteggio. Per l’Inter è stata la conferma di una squadra capace di reagire ancora una volta allo svantaggio contro lo stesso avversario, visto che pochi giorni prima aveva già rimontato da 0-2 a 4-3 in campionato sul campo del Como. Per i lariani, invece, la sconfitta chiude comunque una Coppa Italia storica: era soltanto la seconda semifinale della loro storia e il cammino era stato costruito eliminando Fiorentina e Napoli, quest’ultimo ai rigori. È per questo che il 3-2 di San Siro ha avuto il sapore di una serata doppia: trionfo pieno per l’Inter, uscita amara ma non ridimensionante per il Como.
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