Quattordici reti incassate: perché la difesa dell’Inter è sotto esame
La sconfitta per 4-3 contro il Club Brugge porta a 14 le reti subite in otto gare ufficiali: il dato si inserisce in un problema già emerso in campionato.
Il 3-4 contro il Club Brugge ha portato a 14 i gol incassati dall’Inter nelle prime otto gare ufficiali della stagione 2026-27. Il dato si inserisce in un cammino europeo negativo e pone un problema più ampio della singola serata: la tenuta difensiva non sta accompagnando con continuità il rendimento nerazzurro.

Il 3-4 contro il Club Brugge ha portato a 14 i gol incassati dall’Inter nelle prime otto gare ufficiali della stagione 2026-27.
La sconfitta è arrivata dopo il 3-0 al Parma del 10 ottobre. Il risultato di campionato conferma la capacità dell’Inter di disputare gare convincenti, ma rende più difficile circoscrivere la fragilità alla sola Champions. Il totale stagionale dei gol subiti in otto incontri ufficiali segnala una vulnerabilità che attraversa le competizioni.
Il 20 settembre la Gazzetta dello Sport aveva segnalato otto reti concesse dall’Inter nelle prime cinque giornate di campionato e una sola porta inviolata, contro il Cagliari. Quel dato riguarda una fase precedente della stagione: non va sommato al totale successivo, ma mostra che l’allarme difensivo era emerso anche in Serie A, prima della gara con il Brugge.
In quel primo tratto di campionato la media era di 1,6 gol subiti a partita. La Gazzetta riconosceva anche la capacità della squadra di Chivu di reagire agli svantaggi e ricordava che, dopo cinque giornate, il bilancio era di 13 punti, con quattro vittorie e un pareggio. Risultati che impediscono di parlare di una crisi complessiva, ma non cancellano le occasioni concesse agli avversari per rientrare in partita.
La Gazzetta chiamava in causa soprattutto l’equilibrio tattico: il 3-5-2 era rimasto il riferimento e la rosa era cambiata solo marginalmente rispetto alla stagione precedente. L’analisi indicava come possibile fattore anche una condizione atletica non ancora ottimale, più che un singolo responsabile. È una spiegazione plausibile, ma resta un’ipotesi: i numeri attestano le reti incassate, non ne dimostrano da soli la causa.
Fra i fattori individuali, l’analisi della Gazzetta citava Akanji, ancora impegnato nel recupero dalle fatiche del Mondiale, e Bastoni, giudicato lontano dalla forma migliore. Richiamava inoltre le avanzate di Bisseck: utili per creare superiorità nella metà campo avversaria, ma potenzialmente costose se la squadra perde compattezza dietro. Segnalava anche l’infortunio di Stones alla prima da titolare, il limitato impiego di Pavard e Carlos Augusto come elemento più affidabile del reparto. Sono indicazioni riferite a quel momento della stagione, non una fotografia aggiornata dopo il 3-4 con il Brugge.
L’argomento più forte contro l’allarme è che un approccio orientato a segnare più degli avversari può esporre la squadra senza renderla automaticamente inefficace: il 3-0 al Parma e i 13 punti dopo cinque turni, nel quadro di settembre, sostengono questa lettura. Ma il 3-4 europeo e il totale stagionale di 14 reti subite rendono insufficiente affidarsi soltanto alla capacità di rimonta. Chivu deve ritrovare protezione difensiva senza togliere incisività all’attacco: i dati indicano il problema, non ancora la soluzione.
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