La pista

Torino, pista Sebastiano Esposito: Petrachi guarda all’Italia del futuro per rifare l’attacco

Scritto da Manuel Bendoni, 25 Aprile 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Il club granata osserva l'attaccante del Cagliari, mentre il futuro di D'Aversa e degli attuali centravanti può indirizzare le mosse estive

Il Torino comincia a ragionare sul mercato estivo con un’idea piuttosto chiara: aumentare il peso dei profili italiani e costruire un attacco più giovane, sostenibile e già abituato alla Serie A. In questo quadro uno dei nomi finiti sul tavolo granata è Sebastiano Esposito, attaccante classe 2002 oggi al Cagliari. Non si tratta ancora di una trattativa chiusa, ma di una pista concreta da monitorare, legata anche alle decisioni che il club prenderà sugli attuali riferimenti offensivi.

Sebastiano Esposito

Il nuovo indirizzo di Petrachi

La linea tecnica del Torino non può essere separata dalle parole e dalle valutazioni di Gianluca Petrachi. Il dirigente granata ha parlato del futuro della panchina e della necessità di capire quale tipo di stagione impostare, prendendosi tempo anche su Roberto D’Aversa. Dentro questa riflessione c’è pure un tema più ampio: valorizzare meglio il calcio italiano, puntare su profili formati nel nostro sistema e non costruire una rosa soltanto attraverso occasioni straniere.

Esposito risponde bene a questa identità possibile. È italiano, ha ancora margini di crescita e ha già accumulato esperienza importante tra Serie A e prestiti formativi. Dopo il percorso nell’orbita Inter, il passaggio al Cagliari gli ha dato continuità e responsabilità, con una formula che prevede il prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive. Le cifre riportate al momento dell’operazione parlavano di un affare attorno ai 4 milioni più una percentuale sulla futura rivendita.

Perché Esposito piace al Toro

La stagione in Sardegna ha rimesso Esposito in una posizione interessante sul mercato. Le ricostruzioni più recenti parlano di un rendimento che non è passato inosservato, anche perché l’attaccante non vive soltanto dentro l’area: sa muoversi tra le linee, partecipare allo sviluppo e legare il gioco. I numeri indicati dalle fonti specializzate raccontano 6 gol e 5 assist in 30 presenze, un bottino significativo per un giocatore coinvolto in una squadra impegnata nella lotta salvezza.

Un altro elemento da non sottovalutare è il legame tecnico con D’Aversa. Esposito era già stato valorizzato a Empoli, dove aveva trovato una delle stagioni più convincenti della sua carriera, e questo precedente può pesare se l’allenatore dovesse restare al centro del progetto granata. Il Torino, però, non può muoversi nel vuoto: prima dovrà chiarire panchina, struttura offensiva e margini economici, perché un’operazione di questo tipo richiede incastri precisi con il Cagliari.

Gli incastri con Adams, Simeone e la concorrenza

La pista Esposito diventa più logica se il Torino dovesse cambiare volto in attacco. Che Adams ha mercato in Premier League e, davanti a una proposta ritenuta adeguata, potrebbe diventare una cessione utile anche dal punto di vista economico. Restano poi da valutare le posizioni degli altri centravanti, compreso Simeone, mentre sullo stesso Esposito viene segnalato anche l’interesse della Lazio. Il Toro quindi osserva, ma sa che non potrà permettersi tempi troppo lunghi se la corsa dovesse accendersi.

Nel rapporto con il Cagliari può pesare anche il dossier Matteo Prati, altro nome che incrocia le valutazioni tra i due club. I buoni rapporti tra le società vengono indicati come un possibile fattore utile, ma non bastano da soli: se il Cagliari dovesse riscattare Esposito e poi aprire a una cessione, vorrà monetizzare un profilo giovane e rivalutato. Il Torino dovrà quindi capire se anticipare la mossa o aspettare che il quadro salvezza e le scelte rossoblù diventino definitive.

Un profilo da progetto, non solo da occasione

Per caratteristiche, Esposito non sarebbe soltanto una riserva o un colpo di contorno. Può agire da seconda punta, muoversi accanto a un riferimento più fisico e abbassarsi per dare qualità alla manovra, una duttilità che al Torino potrebbe servire soprattutto se la prossima stagione nascerà con un’identità offensiva diversa. Il punto è proprio questo: se Petrachi vuole costruire una rosa più italiana e più riconoscibile, Esposito rappresenta un nome coerente, ma da trasformare presto in strategia reale.

La sensazione è che il Torino stia entrando in una fase di mercato in cui le idee contano quasi quanto i soldi. Esposito piace perché unisce età, passaporto calcistico italiano, esperienza in Serie A e margini ancora non del tutto esplorati. Non è un’operazione semplice, perché il Cagliari ha voce in capitolo e la concorrenza esiste, ma il profilo è perfettamente dentro il tipo di ripartenza che i granata sembrano voler immaginare per l’estate.

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