Como, spesi 342 milioni: Suwarso sfida il Fair Play finanziario, accettando anche l’eventuale multa
Il club lariano ha investito più di 340 milioni sul mercato dal ritorno in Serie A e prepara la Champions League
Il Como ha trasformato la propria crescita sportiva in un investimento da 342 milioni di euro sul mercato in tre stagioni. Dalla Serie D alla Champions League in sette anni, il club lariano ha costruito il salto di categoria sostenuto dalla proprietà indonesiana degli Hartono, arrivando a spendere meno soltanto di Juventus, Milan e Napoli nello stesso arco temporale. Un’accelerazione che ha prodotto risultati sul campo, ma che porta inevitabilmente il tema della sostenibilità finanziaria al centro del progetto.

Il Como ha trasformato la propria crescita sportiva in un investimento da 342 milioni di euro sul mercato in tre stagioni.
Il presidente Mirwan Suwarso, intervenuto poche settimane fa al podcast Business of Sport, ha affrontato il tema del Fair Play finanziario con una posizione netta: “Se dovete multarci, multateci. Fa parte degli ostacoli che dobbiamo superare. È una normale conseguenza del lavoro”. La frase fotografa l’atteggiamento della società davanti ai controlli europei: il Como rivendica la propria strategia di crescita e considera eventuali sanzioni come un rischio da mettere in conto, non come un motivo per rallentare il piano sportivo.
Tre stagioni di mercato per costruire il salto europeo
La spesa non riguarda soltanto i cartellini. Oltre al monte ingaggi, il Como ha investito nel centro sportivo di Mozzate, acquistato all’asta nel 2021 e sottoposto a lavori per 5 milioni di euro. Il capitolo più pesante sul piano infrastrutturale è però quello dello stadio Sinigaglia: il riammodernamento necessario per adeguare l’impianto ai requisiti Uefa per le partite casalinghe di Champions dovrebbe aggirarsi intorno ai 64 milioni di euro, secondo quanto riferito dallo stesso Suwarso.
La spesa del Como sul mercato
| Stagione/sessione | Spesa | Dati principali |
|---|---|---|
| 2024-25 | 110 milioni di euro | Caqueret 15; Douvikas 14; Diao 12 |
| 2025-26 | 105 milioni di euro | Quarto posto e qualificazione Champions |
| Sessione in corso | 127 milioni di euro | Esclusi eventuali riscatti e bonus |
| Totale triennio | 342 milioni di euro | Meno soltanto di Juventus, Milan e Napoli |
| Infrastrutture | 5 milioni Mozzate; circa 64 milioni Sinigaglia | Investimenti aggiuntivi alle campagne acquisti |
Gli acquisti: tra titolari, investimenti da verificare e rendimento
Il primo grande passaggio è arrivato nella stagione del ritorno in Serie A, la 2024-25. Il Como ha investito 110 milioni di euro per costruire una rosa competitiva, scegliendo di distribuire le risorse tra acquisti costosi e operazioni più contenute. Caqueret è arrivato dal Lione per 15 milioni, Douvikas dal Celta Vigo per 14 e Diao dal Betis per 12. In parallelo, Nico Paz è stato acquistato per 6 milioni, mentre Kempf e Butez sono costati rispettivamente 2,5 e 2,1 milioni.
Non tutte le scelte hanno avuto lo stesso rendimento. Dossena, pagato 9,5 milioni, Engelhardt, costato 8, Fadera, arrivato per 5, e Belotti, acquistato per 4, vengono indicati tra gli investimenti che non hanno restituito un rendimento all’altezza delle attese. La costruzione della squadra è quindi passata anche attraverso una selezione interna degli investimenti: alcuni elementi sono diventati riferimenti della rosa, altri hanno avuto un impatto più limitato rispetto alla spesa sostenuta.
La stagione successiva ha alzato ulteriormente il livello del progetto. Il Como ha pagato 105 milioni di euro per gli acquisti e ha chiuso il campionato al quarto posto, ottenendo la qualificazione alla Champions League. Jesus Rodriguez, arrivato dal Betis per 22,5 milioni più bonus, ha contribuito al percorso con 2 gol e 9 assist in 31 presenze in Serie A. Anche Baturina ha dato segnali coerenti con l’investimento da 18 milioni versato alla Dinamo Zagabria.
La nuova sessione e la sfida del Fair Play finanziario
Il bilancio tecnico degli acquisti resta però articolato. Kuhn, prelevato dal Celtic per 19 milioni, non ha inciso e potrebbe lasciare il club nelle prossime settimane in presenza di offerte ritenute congrue. Per Lahdo, investimento da 12 milioni sul classe 2007 svedese arrivato negli ultimi giorni del mercato invernale, il giudizio è ancora sospeso. È una dinamica tipica dei progetti costruiti rapidamente: la disponibilità economica aumenta la profondità delle scelte, ma non elimina il margine di errore nella valutazione dei giocatori.
La sessione in corso ha già superato il livello della precedente: il Como ha raggiunto quota 127 milioni, senza conteggiare l’eventuale riscatto di Yan Couto e i bonus legati all’operazione Chalobah. Per Couto sono previsti 2 milioni per il prestito e 20 per il diritto di riscatto dal Borussia Dortmund; Chalobah è stato invece rilevato dal Chelsea per 30 milioni di parte fissa, più 6 milioni di bonus. La cifra più alta della storia del club è stata comunque destinata a Nico Paz: 60 milioni, in aggiunta ai 6 pagati al Real Madrid nell’estate 2024, per confermare sul lago la stella della squadra.
Il Como si presenta così alla Champions con una struttura sportiva e infrastrutturale costruita attraverso una spesa superiore ai 340 milioni soltanto per le campagne acquisti nel triennio considerato. Il quarto posto ha dato una prima risposta concreta alla strategia, mentre il Sinigaglia e la rosa dovranno ora sostenere il passaggio dalla crescita nazionale al palcoscenico europeo. La linea della proprietà resta quella espressa da Suwarso: investire per consolidare il progetto e affrontare, se arriveranno, le conseguenze previste dai controlli finanziari senza cambiare direzione.
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