Fiorentina, 125 minuti in vantaggio: il dato rilancia il tema del leader
Dopo nove partite la Fiorentina è stata avanti 125 minuti. La sequenza con Torino, Venezia, Inter e Atalanta riporta al centro il tema della leadership.
Dopo nove partite di campionato, la Fiorentina è rimasta in vantaggio per appena 125 minuti. Hanno fatto peggio soltanto Parma, con 42 minuti, Venezia, con 48, e Monza, con 112. Il dato non misura da solo la capacità di amministrare una partita: indica però quanto raramente i viola siano riusciti a portarsi in vantaggio e offre un riferimento concreto per valutare il tema della leadership.

Fiorentina, solo 125 minuti in vantaggio in nove partite: serve un leader?
Il pareggio per 2-2 con l’Atalanta è l’episodio più recente della sequenza. De Ketelaere aveva portato avanti la Fiorentina; Joao Mario aveva poi ribaltato il risultato e, dopo 13 minuti, Zalewski ha fissato il pareggio. La rimonta riporta l’attenzione sui blackout difensivi, che si ripetono dall’inizio della stagione. A Firenze la delusione è stata accentuata dall’attesa di una vittoria contro una Dea descritta come acciaccata e stanca, ma capace di trovare l’ultimo attacco decisivo.
La sequenza aiuta a inquadrare la preoccupazione. Nelle prime due gare contro Roma e Frosinone la Fiorentina non è mai passata in vantaggio; contro il Torino è stata avanti 27 minuti, prima della rimonta granata firmata da Mandragora e Adams. Con il Venezia il vantaggio è durato 60 minuti, mentre nelle successive tre partite contro Napoli, Genoa e Como non è arrivato. A San Siro, invece, i viola sono rimasti avanti 25 minuti: il tempo tra il gol di Jimenez e il pareggio di Thuram.
Questi passaggi non dimostrano che un singolo leader avrebbe cambiato l’esito delle partite. Rendono però più concreta la richiesta di una figura capace di tenere la squadra nei momenti decisivi, gestire la pressione e trasmettere personalità. Il commento individua nella mancanza di un riferimento tecnico e caratteriale una fragilità viola e indica nella mancata scelta estiva di un profilo del genere uno dei possibili errori di Fabio Paratici.
Nei giorni precedenti Vanoli aveva parlato dell’assenza di un leader: se nessun calciatore possiede da solo quelle qualità, aveva indicato, la responsabilità di diventare un punto di riferimento deve essere condivisa dal gruppo. È una risposta plausibile, ma il commento la giudica finora poco visibile sul campo. Il dato dei 125 minuti non consente di attribuire questa difficoltà soltanto alla personalità: mostra comunque che, quando il vantaggio arriva, la Fiorentina non riesce spesso a conservarlo a lungo.
Da qui l’ipotesi di un intervento a gennaio: la Fiorentina potrebbe cercare un giocatore capace di portare esperienza, personalità e leadership, con il centrocampo indicato come possibile reparto e la difesa come alternativa. È una prospettiva, non una decisione annunciata. Il punto più solido, per ora, resta la necessità di tradurre la responsabilità individuale o collettiva in maggiore tenuta nei minuti in cui la squadra è avanti.
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